Elle – di Paolo Montesi

La più pericolosa sei tu, osserva l’ex marito Richard a Michèle Leblanc figlia di un serial killer che ha ucciso 27 persone in un raptus con lei presente, bambina di dieci anni.
Se la Catherine Tramell di Basic Instinct era un’autrice di best seller il cui estro creativo prendeva forma in autentici delitti (ma era uno scrittore pure il Gerard Reve di un altro noto thriller erotico diretto da Verhoeven, il quarto uomo), la Michèle della Huppert svolge una professione non troppo distante: è una manager, ha un’azienda che produce videogame, e un passato nell’editoria, alle prese con la realizzazione di un nuovo gioco. “Quando un giocatore sgozza un orco, deve sentire il sangue scorrere sulle sue mani“, dice Michèle ai propri dipendenti con pragmatica freddezza.
La stessa freddezza Michèle la usa nell’ordinare il sushi sul letto appena dopo aver ripulito la casa e il suo corpo dalle contaminazioni di un brutale stupro subito nel salone di casa sua, sotto gli occhi imperterriti e assenti del suo gatto Marty.
In una importante sequenza verso la metà del film, la protagonista siede accanto al suo vicino di casa Patrick per raccontargli un tragico episodio del proprio passato, legato alla figura di suo padre. Si tratta di un dialogo breve, che non fornisce maggiori informazioni rispetto a quanto già sappiamo ma che costituisce una rappresentazione della natura stessa di una sofisticata signora di mezza età.
Non si può sperare di risolvere l’equazione mediante un’unica chiave di lettura.
Su un film come Elle si potrebbero applicare letture sociologiche, psicanalitiche o anche allegoriche ma nessuna sarebbe in grado di sciogliere l’enigma; perché Verhoeven e il suo sceneggiatore David Birke prendono in prestito un ventaglio di spunti e di suggestioni per innestarli in un amalgama tanto composito quanto indecifrabile.
Ma il plot del thriller, quello direttamente collegato allo stupro, non è che uno degli innumerevoli meccanismi di un ingranaggio drammaturgico ben più ampio, che abbraccia tutto l’universo di Michèle: un mondo composto da rapporti professionali e privati, da familiari ingenui o ingombranti, da amanti senza importanza e da nuovi bersagli d’interesse, da impiegati adoranti o palesemente ostili.
Questi e altri comprimari sono gli attori di una commedia umana in cui Michèle si muove come un detonatore innescato e pronto ad esplodere: perché oltre a rispondere agli attacchi del suo aggressore, Madame Leblanc ha parecchi altri conti da regolare.
Uno dei migliori di film di Paul Verhoeven con una Huppert strepitosa.

DATA USCITA: 23 marzo 2017
GENERE: Drammatico, Thriller
ANNO: 2016
REGIA: Paul Verhoeven
ATTORI: Isabelle Huppert, Christian Berkel, Anne Consigny, Virginie Efira, Charles Berling, Laurent Lafitte, Vimala Pons, Jonas Bloquet
SCENEGGIATURA: David Birke
FOTOGRAFIA: Stéphane Fontaine
MONTAGGIO: Job ter Burg
MUSICHE: Anne Dudley
PRODUZIONE: SBS Productions, SBS FILMS, Twenty Twenty Vision Filmproduktion
DISTRIBUZIONE: Lucky Red
PAESE: Francia, Germania, Belgio
DURATA: 130 Min

Paolo Montesi

Mail: paolo.montesi@rmagazine.it

Potrebbero interessarti anche...

Vai alla barra degli strumenti