“La doppiafila” ovvero io sono e tu non sei .. – di Paolo Montesi

Solo me ne vo per la città; è l’incipit di una vecchia canzone che mi frulla da un po in testa ogni qualvolta mi capita di vedere un’auto in “doppiafila”. Forse questo non è propriamente un argomento da Sdraio ma le cause si.  La doppiafila per dirla con Pasolini è la vera omologazione culturale dei nostri tempi; la praticano senza distinzioni di sesso o classe sociale il bulletto, la signora bene, la casalinga trafelata, il signore anziano con la gotta, il giovane figlio della roma bene, il vigile fuori servizio, il “lei non sa chi sono io”, il postino, il ragazzotto della “banda del furgone bianco”. Qui mi fermo per non annoiare ma l’elenco  potrebbe essere infinito. Essere in doppia fila con la propria auto, impedire il flusso del traffico corretto, abbandonare a se stesso il poveraccio che blocchiamo e che ha “incautamente” parcheggiato correttamente la propria auto,  nella speranza di poterla recuperare in qualsiasi momento, deve dare un’ebbrezza unica. Sentirsi al di sopra della libertà altrui, anzi calpestarla a tutela del proprio egocentrismo da evidentemente un senso di potenza che non ha pari. Non c’entra l’educazione o il buon senso. Solo me ne vo per la città..

Paolo Montesi

Mail: paolo.montesi@rmagazine.it

Potrebbero interessarti anche...

Vai alla barra degli strumenti