Eilen Donan Castle e la signora May – di Paolo Montesi

Sto sognando, pensi mentre da lontano ti avvicini costeggiando le strade nervose del fiordo dove è stato costruito.
Subito quando lo vedi arrivando ti chiedi se devi stare attento ai draghi che vi dimorano nelle segrete in comunicazione con l’acqua scura, torbida che lo circonda. Parcheggi nel mondo poi attraversi il ponticello ed entri nella fiaba. Ma è tutto il paesaggio, che scruti da sopra l’isoletta che ti spinge a sentirtici. L’isola di Donan si trova al centro della confluenza di tre laghi marini che formano il Loch Duich ed è attorniata dalla catena montuosa Cullin. Il nome Eilean Donan significa infatti “isola di Donan” (in lingua scozzese), termine che deriva con tutta probabilità da san Donan, religioso irlandese del VI secolo che raggiunse la Scozia attorno al 580 d.C. e che contribuì largamente alla cristianizzazione dell’area, nonché sull’isola ove pare che egli abbia fissato il proprio primo insediamento (wikipedia). Cara signora May, ieri sera Lei era arroccata nel castello di Donan, dentro la fiaba di un dimora difensiva come il Donan, piccola, precaria come la difesa a oltranza della sua Brexit, causa del suo esistere politicamente e fino alla lettura dei primi risultati. Con la certezza della perdita della maggioranza assoluta dei Tory e con l’incrinarsi del fronte antieuropeista, e la certezza che ora è tutto molto più complicato e confuso, Lei andrà si legge nei comunicati stampa dalla Regina per chiedere di formare un nuovo governo con l’appoggio degli unionisti nordirlandesi. Sara la vittoria di chi non ha vinto, ma la certezza che forse la Brexit inizia a far paura proprio a quei ceti che l’hanno fortemente voluta.

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