Beniamino della Rocca e i motori di ricerca – di Paolo Montesi

Mettiamo che il giorno X, Beniamino della Rocca, pensionato italiano, decida di cercare su internet un albergo a Stoccolma per passare il prossimo week end.
Si mette al computer e come prima cosa clicca sull’icona del “browser internet” che molto probabilmente si posizionerà su una pagina di un “motore di ricerca”.
A questo punto Beniamino molto probabilmente scriverà “alberghi a stoccolma” nella riga di ricerca; e otterrà magicamente una pletora di offerte.
Mettiamo invece che il nostro Beniamino ha un’amica molto carina di nome Ingrid che abita nel centro a Gamla Stan e che le consiglia un piccolissimo bed&breakfast vicino a lei il cui indirizzo internet è: www.sonopiccoloefigo.com
A questo punto Beniamino scrive sulla barra degli indirizzi del browser ( non del motore di ricerca, fate attenzione sono due cose diverse) www.sonopiccoloefigo.com e fiducioso attende di collegarsi al sito ( perche questo sarebbe corretto! ).
Beniamino invece con sua sorpresa non si collega al sito ma vedrà comparire anche qui una pletora di offerte senza arrivare al benedetto sito.
Cosa è successo?
I browser di ricerca sono veicoli di pubblicità per cui Beniamino prima di arrivare al suo indirizzo dovra subire le offerte commerciali gestite dai motori stessi ormai integrati nei browser.
Pratica scorretta a cui ormai siamo abituati tanto da non farci piu domande… ma perche non smetto di utilizzare il grande G… e passo ad altri motori open source?

Paolo Montesi

Mail: paolo.montesi@rmagazine.it

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