Malta: arcipelago misterioso o inespugnabile paradiso in mezzo al mare?

State pensando a dove fare una vacanza, anche breve? Vi consiglio “Miele di timo”, ovvero Malta. Se partite da Roma, salite a bordo a Fiumicino, leggete un quotidiano e siete arrivati: l’aeroporto è vicinissimo al centro città, e se avete la sana abitudine del caffè di metà mattina, non avrete difficoltà a trovare un espresso discreto. Prendete lo Sliema Ferries che vi porta a fare il giro dei porti: bellissima Vittoriosa (in maltese Birgu, da borgo, e anticamente S.Lorenzo a Mare). Per chi sceglie l’isola per una convention, l’ideale è farla su una goletta, attrezzata pe convegni. A breve, l’eliporto pubblico Malta/Gozo.

Cartolina: se stonano – nell’inquadratura del selfie – tutti i palazzoni fronte mare, basta intrufolarsi nelle traverse interne per cogliere il vero stile urbanistico maltese: stradine silenziose, balconi lignei colorati, pietra arenaria simile a quella leccese, battenti antichi e ripide discese da cui brilla – in fondo – il mare.
Carta d’identità: uno degli stati più piccoli e densamente popolati al mondo, a 80 km dalla Sicilia e a 284 km dalla Tunisia. Durante il corso della storia, la sua posizione geografica nel Mediterraneo ha dato grande importanza all’arcipelago, che ha subito l’avvicendarsi in sequenza di Fenici, Greci, Cartaginesi, Romani, Arabi, Normanni, Aragonesi, Cavalieri di Malta, Francesi e Inglesi. Malta è internazionalmente conosciuta come località turistica, per lo svago e soprattutto per la cultura, dato che nel Paese si trovano ben tre siti dichiarati dall’UNESCO patrimonio dell’umanità: la capitale La Valletta, l’Ipogeo di Hal Saflieni e i templi megalitici. E’ dal 2004 entrata a far parte dell’Unione Europea. Il nuovo presidente, dal 4 aprile sarà George Vella, che succederà a Maria Luisa Coleiro Preca, già ministro ai Servizi Sociali e presidentessa dell’Association for Social Wellbeing.

Ricorrenze: dopo il Capodanno – molto sentito dai locali – il 10 febbraio si festeggia il patrono dell’isola S.Paolo; il 19 marzo S. Giuseppe e il 31 c’è il Freedom Day; poi Pasqua che – per i maltesi – segna l’ inizio della “stagione dei bagni”. Il 7 giugno si festeggia la ribellione di Malta all’aumento da parte degli inglesi del pane. Il 29 giugno S.Pietro e Paolo: la sera prima, fin dal tempo dei Cavalieri, un contadino prometteva alla sposa di portarla alla festa in abito nuziale, esponendo i suoi migliori prodotti, come il coniglio – piatto tipico – cucinato all’aperto per il Gran Maestro.
Turismo: nulla che non sia già stato scritto, su Malta, riguardo le sue coste, le sue scogliere (Xlendi), i suoi panorami mozzafiato. E’ un’ isola a vocazione turistica per la sua felice posizione e la sua sempre più fitta rete di trasporti. La proclamazione nel 2018 di La Valletta a Città della Cultura ha portato all’isola 2 milioni e 600mila turisti. La capitale è un cantiere: l’amministrazione sta compiendo una sapiente politica di restauro delle tipiche case con balcone ligneo rendendole boutique hotel, invece di costruire altri anonimi palazzi per farne grandi alberghi. In 1 ora di bus da La Valletta c’è una spiaggia dove, con 10 euro a persona, si può mangiare, prendere un ombrellone e una sdraio al Palm Beach Resort. Troppe auto (soprattutto a Sliema, dove il doppio senso di marcia in alcune strade è impossibile) e poco verde è ciò di cui giovani maltesi si lamentano. Ma anche qui la cultura del wellness sta prendendo piede, e sono sempre di più le persone – anche assieme al loro cane – che corrono lungo il mare, nel centro. Roots, che significa radici, è il nome di un piccolo ristorante sul mare gestito da ragazzi maltesi: delicata la tipica zuppa di pesce, il tempura al nero di seppia e imperdibile l’Imgaret: uno squisito dolce con datteri avvolti in una crèpe accompagnato con gelato. Anche da Luigi’s a S. Giulian si mangia bene: arredato con gusto, ha una musica di sottofondo gradevole.

Welfare: mi soffermerò volentieri sull’attenzione del governo alle persone, qui prioritaria: campagne istituzionali contro la violenza ai minori, grandi investimenti per i bambini in termini di pensare l’isola “a loro misura” vista la crescita demografica data dal diffuso benessere; promozione dell’educazione civica, multe salatissime a chi non rispetta il decoro urbano imbrattando i muri. Nell’ultima finanziaria, previsti 10mila euro a famiglia per chi vuole adottare un figlio; anche l’uomo può prendere il cognome della moglie. Aumentate poi le pensioni minime e, chi compie 75 anni, riceve 300 euro in più l’anno. Nei giardini della presidentessa, in zona Balzan, è attrezzato un parco giochi senza barriere architettoniche. Per chi ha problemi di disabilità mentale in famiglia, previste delle case famiglia autogestite – con la supervisione di un operatore – per avviare i disabili verso un percorso di autonomia. Se le aziende non impiegano un portatore di handicap, pagano 2000 euro di multa l’anno e non possono prendere parte ad appalti pubblici. Un aiuto economico – anche lungo – è previsto anche a chi si occupa a tempo pieno di “lavoro di cura” accudendo un familiare. Dar Hosea è un centro diurno di recupero attivo da 5 anni e riconosciuto dal governo per uscire dalla prostituzione che prevede anche un servizio di counseling carcerario. Esiste un Centro Antiviolenza e una Casa Rifugio per Homeless dalle 18 alle 08 am. Centri Ascolto per Alcolisti e un clinica pubblica per i disturbi alimentari. Chi soffre di obesità ha a disposizione uno staff d’eccellenza fra medici, psicologi e nutrizionisti grazie al Moa (Malta Obesity Association): l’obesità sull’isola è costata nel 2016più di 36mln di euro: più di ¼ della popolazione minorile è obesa e l’obiettivo europeo di ridurla al 18% entro il 2020 è distante. Quasi il 40% dei minori maltesi è obeso o pre-obeso: grazie ad un’indagine presentata in Parlamento si sono accesi i riflettori sul problema, aggravato anche dal ricorso eccessivo all’automobile. Una sorta di “reddito di cittadinanza” è in essere da tempo, pur essendoci solo il 2% di disoccupazione. Nel recente periodo di programmazione, sono stati investiti 850 milioni di euro di fondi UE (Fondo europeo di sviluppo regionale e Fondo di coesione) in aree chiave dell’economia maltese, con l’obiettivo di migliorare in maniera significativa la qualità della vita dei cittadini di Malta, già di per sé elevata, in base a recenti statistiche.

Giovani italiani emigrati:
“Vergognose le paghe italiane per noi: qui è diverso, almeno riconoscono il lavoro che fai” Umberto, 28 anni, gestore di bar, originario di Palermo
“Si vive e si lavora bene, ma è giusto parlare inglese, almeno un minimo, per rispetto” Daniele, 28 anni, cameriere di ristorante, originario di Palermo
“Qui mio figlio riesco a crescerlo tranquillamente: qualcosa manca, ma non l’essenziale, che da noi non c’è più…” Sara, 30 anni, orafa, originaria di Catania
…soprattutto qualificati:
“Il precariato che si fa in Italia è una via crucis, rispetto alla realtà accademica maltese” Pino, 40 anni docente universitario, originario di Cosenza
“Nella finanza sto facendo un’esperienza formativa molto gratificante, su quest’isola” Fabrizio, 32 anni, broker,originario di Padova
“Gli stipendi che ci danno qui non sono affatto paragonabili a i miei coetanei italiani” Federico, 35 anni, analista informatico, originario di Perugia

“A Roma mi sono tenuto solo un paio di clienti: mi sono trasferito qui e non me ne pento!” Alessandro, 33 anni, avvocato di Roma
“E’ la prima volta e, dato che per lavoro dovrò venire spesso, ne sono proprio contenta” Enrica, 35 anni, funzionaria ministero Interni di Roma
“Il vantaggio di Malta è che, pur essendo un’isola, non ti fa sentire la mancanza dell’ Italia” Massimo, 38 anni, architetto d’interni, originario di Pavia
“Malta mi piace perché è cosmopolita come una piccola Londra, ma con i ritmi del sud Italia” Chiara, 28 anni, marketing executive, originaria di Venezia
L’ultima frase, detta da Chiara di Venezia, è quella che meglio descrive la Repubblica di Malta. Repubblica, ma ancora intrisa di aristocrazia e tradizione, come il Cavallerato.

I famosi Cavalieri: ordine religioso cavalleresco canonicamente dipendente dalla Santa Sede, con finalità assistenziali pellegrini di ogni religione e razza. I membri sono ammessi su invito tra persone di indiscussa moralità e pratica cattolica che abbiano acquisito nel tempo rilevanti meriti nei confronti dell’Ordine di Malta, delle sue istituzioni e delle sue opere. Sono 26 i Prìncipi della Chiesa; il Gran Maestro ha il grado di cardinale. La sede centrale è a Roma, sull’Aventino.
Palazzi nobiliari: la nobiltà maltese è ancora molto presente e sontuosi palazzi appartenuti a importanti famiglie hanno parzialmente mutando la loro destinazione ad uso turistico. Varrebbe un viaggio solo la vista delle fastose Case gentilizie maltesi, come Palazzo Parisio del marchese Scicluna, con sala da ballo, sala giochi con biliardo inglese Thorton, serra e ninfeo nel giardino. O Casa Rocca Piccola, del IX° marchese De Piro, nel centro brulicante della Capitale: museo storico già dal ’90, con un mobile-altare privato e una antichissima portantina unica al mondo, una biblioteca invidiabile e una collezione di scacchi di Lalique, ha al suo interno una piccola, esclusivissima guest house che – in occasione della recente apertura – opera un 20% di sconto promozionale sul listino prezzi. Ogni stanza un colore e un nome diverso e sono rigorosamente prive di tv; un’ ara variopinta, regalata per il 70mo compleanno al proprietario dai suoi nipoti, campeggia sul trespolo in giardino, con due tartarughe di terra e varie specie di farfalle. Nel ristorante del palazzo, il siciliano La giara, agli ospiti si effettua un 10% di sconto.
Gozo e Comino: sulla prima c’è un ritmo lento e rilassato, sulla seconda la vegetazione selvaggia e l’isolamento da tutto (dove si rifugiavano i pirati, ora abitata in pianta stabile solo da due fratelli) è il mood dell’unico albergo esistente. Molto presente la pianta tipica dell’arcipelago: il cosiddetto “orecchio del mare”. Se a Gozo si va senza orologio, a Comino ci si dimentica del mondo. A Gozo, se si vuole mangiare genuino, come spesso accade, meglio allontanarsi dai locali sul mare e spostarsi – a piedi – di qualche metro all’ interno, arrivando a Tà Philip, dove vanno a mangiare i gozetani. Ma se ciò che si cerca è una remise en forme, non resta che un posto: il Kempinsky, sofisticata clinica- albergo ayurvedico, con terapeuti indiani, erbe per i trattamenti coltivate nell’orto, e magici effluvii che accolgono il turista all’ingresso. Rasayama, Abhyangam e Mukalepam sono solo alcuni dei massaggi del posto, rigorosamente dopo sessioni di yoga. Un po’ isolato ma unico: se invece si preferisce svegliarsi con le campane e la voce dei pescatori, consigliato il Duke, boutique hotel su corso di Victoria, dove si possono prenotare segway tour, cooking lesson e passeggiate notturne con guida, come quella fin su a La Cittadella, sapientemente illuminata.

Podcast: Intervista a giovane grafico maltese

Podcast: Il ristoratore di Gozo

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