Tutti pazzi a tel aviv

Riuscire a parlare con leggerezza del terribile conflitto arabo israeliano è una sfida che il regista e sceneggiatore palestinese Sameh Zoabi è riuscito a vincere.
Perché Tutti pazzi a Tel Aviv racconta come sia possibile trovare una soluzione di compromesso anche in casi estremi, attraverso la creatività.
Sia chiaro: nessuno può credere che sia facile attraversare ogni giorno uno sbarramento per spostarsi da casa al posto in cui si lavora, dover mostrare un documento con la possibilità di essere fermato e maltrattato da soldati armati fino ai denti. La rassegnazione che leggiamo in Salam (Kais Nashif), personaggio strambo e un po’ naif, fa parte delle riserve emotive per poter sopravvivere a tanto.
Non è facile la vita per Salam, che si barcamena tra lavoretti di fortuna, ha il mito della libertà anche sentimentale e non ha sogni e progetti ben definiti. Quando gli propongono di fare l’assistente di scena e l’esperto di lingua e costumi israeliani nella soap prodotta dallo zio, Salam è ben contento e si adatta di buon grado al nuovo lavoro.
Il titolo della soap è lo stesso del film in originale – Tel Aviv on fire (Tel Aviv brucia)-, e appassiona già palestinesi e israeliani perché narra una storia di lotta, tradimenti e infiltrazioni pericolose, sì, ma soprattutto narra la storia d’amore di una donna divisa tra due uomini.
Personalmente sono affascinata dai film che raccontano il dietro le quinte, per di più le difficoltà e gli inceppi della realizzazione di questa soap sono quelli classici di tutte le produzioni seriali, riprodotti magistralmente, con le paure del produttore, i capricci degli attori, le ostinazioni degli autori e le frustrazioni delle figure di secondo piano.
Salam, tra un passaggio e l’altro dei territori occupati conosce suo malgrado il militare che comanda il check point, col quale gli tocca per quieto vivere spacciarsi per ciò che non è. Ma proprio da quell’incontro sfortunato usciranno le soluzioni migliori per la soap e anche per il conflitto… perlomeno per quello interno alle loro vite. E tutto a suon di risate.
Sameh Zoabi tiene corsi universitari di cinema negli Stati Uniti e con la levità di un navigato sceneggiatore riesce a far passare il suo pensiero attraverso la storia dei personaggi, tutti verosimili anche se sopra le righe, come vuole una commedia divertente.
Il messaggio è chiaro: irrigidirsi su fronti opposti non giova più a nessuno. Alla propria rabbia frustrata si può mettere mano trovando soluzioni creative. Il cinema può farlo.

TUTTI PAZZI A TEL AVIV
Titolo originale: Tel Aviv on Fire
Regia di Sameh Zoabi
Sceneggiatura Dan Kleinmann e Sameh Zoabi
con Kais Nashif, Lubna Azabal, Yaniv Biton, Nadim Sawalha, Maisa Abd Elhadi
Genere: Commedia
Lussemburgo, Francia, Belgio, Israele, 2018
durata 97 minuti
Uscita cinema: giovedì 9 maggio 2019

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