L’ombra di Caterina – Marina Marazza

Lui profuma d’ambra grigia e le dice “Tu sei bella da sposare”.
Caterina ha sedici anni quando consente a Ser Piero da Vinci di sedurla e concepisce quel figlio che sarà universalmente riconosciuto come il Genio tra i Geni, Leonardo da Vinci.
L’ultimo romanzo di Marina Marazza ci consegna la storia della madre di Leonardo da Vinci, Caterina di Cambio, operando il riscatto di questa figura femminile fino a oggi ignorata dalla storia, e che subì in vita la peggiore profanazione che una madre possa subire, quella di non essere riconosciuta e accettata come tale dal proprio figlio.
Ma soprattutto, in questo romanzo vengono raccontate storie di sopravvivenze femminili, ambientate in un’epoca in cui l’androcentrismo imperante lasciava alle donne un margine di autodeterminazione decisamente esiguo.
Quando Caterina, che è una giovane contadina povera e inesperta, scopre di essere incinta di Ser Piero da Vinci, e che lui non la sposerà mai, accetta di consegnare il bambino alla famiglia di lui e di allontanarsene definitivamente una volta terminato il periodo dell’allattamento, anche se continuerà ad amarlo intensamente fino alla fine dei suoi giorni.
E’ il pragmatismo lucido e disperato di chi è abituato da sempre a combattere per sopravvivere, che le impone il sacrificio estremo di rinunciare a suo figlio per il bene esclusivo di quest’ultimo.
Leonardo viene riconosciuto e cresciuto con affetto dalla famiglia benestante del padre, e godrà delle attenzioni di figlio unico, seppur “spurio”, per molto tempo, visto che il padre riuscirà ad avere figli legittimi solo con la terza e quarta moglie.
Leonardo è un ragazzino bellissimo di intelligenza precoce quando, in seguito alla battuta canzonatoria di un maschiaccio del borgo, realizza che la balia Caterina è sua madre, ma rispetto a questa rivelazione rimane inaspettatamente e apparentemente impermeabile, relegandola opportunisticamente in un anfratto della sua coscienza ben nascosto, soprattutto agli occhi degli altri, e anche da adulto, quando gli capiterà di rincontrarla, continuerà a trattare Caterina con la consueta, affettuosa gentilezza che si riserva a un subalterno che ha lavorato alle dipendenze della propria famiglia.
Ed è qui che si evidenzia impietosamente la spaccatura del Genio.
Il Genio che in un dipinto, in un accenno di sorriso sulle labbra di una donna, riesce a blindare un enigma sul quale si interrogheranno le comunità culturali e scientifiche che si succederanno nei secoli a venire, ecco, proprio questo Genio, si umilia asservendosi a opportunistiche ragioni di convenienza sociale, laddove non accetta di essere figlio di una contadina, e preferisce continuare a fingere di ignorare la soluzione dell’enigma che non ha orchestrato lui, ma il suo destino.
Da chi studiava il volo degli uccelli profetizzando fantastiche invenzioni che sarebbero state realizzate secoli dopo, onestamente, ci si sarebbe aspettato di meglio.
Ci si sarebbe aspettato che riuscisse a sorvolare sulle grette ragioni di calcolo sociale, dominandole orgogliosamente dall’alto.
Invece Leonardo riconoscerà la madre solo alla fine, quando, inginocchiato al suo capezzale di morte, la chiamerà per la prima e ultima volta, invocandola, “madre!”.
Ma come già osservato, il tema dominante di questo romanzo non è la personalità di Leonardo, che in verità ne esce un po’ malconcia, ma quello dell’istinto di conservazione di genere, del genere femminile.
I personaggi femminili descritti dall’autrice lottano quotidianamente per la loro sopravvivenza, fisica e morale, e ciascuno di loro ha imparato ad affinare il proprio talento, tenendolo però ben nascosto.
Caterina ha addirittura imparato a leggere, ma non lo confesserà al marito Tonio se non molti anni dopo, per evitare che lui la guardi con sospetto.
Le donne di questo romanzo sono forti, razionali, oneste e madri amorevoli, come Caterina, illuminate e caritatevoli come Tea la fattucchiera, assertive e riconoscenti come Adighè, la schiava circassa che per gratitudine continua a essere schiava, ma non più sessualmente, perché il suo nuovo padrone è provvidenzialmente omosessuale, addirittura spietate come Lisa, la sorella di Caterina, che si emancipa definitivamente dal marito violento causandogli una fatale caduta dalle scale.
Il genio multiforme di Leonardo in questo bel romanzo sembra fare un passo indietro per dare spazio al riconoscimento del talento femminile e, chissà, mi piace pensare, per esprimere un sentimento di riconoscenza postuma a quella madre, Caterina, senza il cui genio amorevole l’umanità avrebbe perso molto.

MARINA MARAZZA
Pagine 432
Anno 2019
ISBN 978-88-282-0185-4
Prezzo 19€