Il corpo della sposa

Verida ama la sua famiglia, adora la sorellina, rispetta la madre e ha una speciale ammirazione per il padre che è cercatore d’oro. Tutti le vogliono bene, in casa si respira un’atmosfera affettuosa, nessuno vuole farle un torto. Ma Verida è in età da marito e la famiglia ha già deciso chi sposerà. La ragazza ha solo tre mesi per conquistare le caratteristiche necessarie a quel matrimonio, solo tre mesi per diventare come il futuro marito la vuole: grassa. E’ l’usanza che accomuna diversi paesi islamici, tra cui la Mauritania: le mogli devono essere pingui .

Ed è in Mauritania infatti che la regista Michela Occhipinti ha girato questo film delicato, colorato, vero e anche struggente. Con Simona Coppini, che firma insieme con lei la sceneggiatura, è partita da una riflessione sull’invecchiamento per arrivare a considerare le costrizioni imposte alle donne dalla moda, non poi così diverse da quelle che ci sembrano tanto aberranti, portate avanti in paesi definiti più arretrati.

Il “gavage” cui le madri sottopongono le figlie promesse spose in Mauritania è l’equivalente delle diete estreme delle ragazze che vogliono apparire magre a tutti i costi, o degli interventi chirurgici per aumentare il volume del seno o gonfiare le labbra e gli zigomi.

L’aspetto più interessante è la semplicità con cui le ragazze del luogo accettano di essere messe all’ingrasso, anche se – come ci diceva la regista –  ormai nelle città sono solo il 20 per cento quelle che si sottopongono a questa specie di tortura. Non dobbiamo però pensare che in Mauritania le donne vivano una vita di disperazione, perché esiste il divorzio da tempo e le amiche di Verida già hanno due o tre matrimoni alle spalle e ci ridono sopra senza drammi.

Il dramma però Verida lo vive tutto sulla sua pelle e su questa strana sensazione che la fa sentire scollata dalla realtà che vive e la porta a fare scelte estreme.

Il corpo della sposa è un film prevalentemente al femminile, girato nel dialetto arabo della Mauritania, con la lentezza che contraddistingue quelle popolazioni. Le madri, paladine e gendarmi delle scelte familiari, con le loro pinguedini ci raccontano come si perpetuino di generazione in generazione e in tutte le terre del mondo, le tradizioni che lavorano sul corpo delle donne e che nella maggior parte dei casi non lo rispettano affatto. (cfr. su RMagazine la rubrica A proposito di donne, Approfondimenti)

Come tutti i film indipendenti, Il corpo della sposa non ha una distribuzione regolare. La prossima proiezione è prevista a Roma il 17 giugno alla Casa Internazionale delle donne.

IL CORPO DELLA SPOSA (Flesh out)

Regia di Michela Occhipinti

sceneggiatura Simona Coppini e Michela Occhipinti

con Verida Beitta Ahmed Deiche Amal Saad Bouh Omar Aichetou Abdallah Naijm Sidi Mohamed Chinghaly Aminetou Souleimane

Genere Drammatico – durata 94 minuti.

distribuito da Lucky Red