La cicoria

Pianta erbacea molto comune apprezzata da millenni, è chiamata anche radicchio selvatico e volgarmente “bruttona” (per il suo aspetto non particolarmente attraente). Originaria del bacino Mediterraneo, la “kìchora” era conosciuta dai greci ed apprezzata per le sue virtù terapeutiche.

La pianta della cicoria comune raggiunge un’altezza massima di 1,5 m (minimo 20 cm). Il ciclo biologico è perenne, ma a volte anche annuale; nel primo anno spunta una rosetta basale di foglie, mentre il fusto fiorale compare solamente al secondo anno di vita della pianta. Il fusto è composto da una parte ipogea, il rizoma, e una epigea, la parte aerea che si presenta eretta (a volte anche prostrata oppure ad andamento zigzagante) con una ramosità divaricata; la sua superficie è ricoperta da peli setolosi rivolti verso il basso e l’interno è cavo. Le foglie nascono durante l’autunno, durano durante l’inverno, ma si seccano subito alla fioritura successiva, per questo è facile trovare piante con rami a soli fiori. La pagina fogliare può essere glabra (per le piante coltivate oppure per quelle che si trovano in luoghi erbosi) o molto pelosa (in quelle spontanee soprattutto in climi secchi e aridi). Il colore delle foglie è verde scuro, sulle nervature possono essere soffuse di rosso. Dimensioni delle foglie: larghezza 3 –5 cm; lunghezza 10 – 25 cm.

Proprietà: la cicoria è fonte di potassio (utile per contrastare la fragilità delle ossa e gli attacchi di ansia, nonché per regolare il battito cardiaco), fosforo (importante per il corretto funzionamento dei reni), calcio (fondamentale per la salute delle ossa), magnesio (antinfiammatorio), zinco (contribuisce al corretto funzionamento del sistema immunitario), rame (proprietà antiossidanti), selenio (antitumorale), manganese (protegge dai radicali liberi) e ferro (favorisce la produzione di emoglobina e di globuli rossi). Ma anche di vitamina A, B1, B2, B3, B5, B6, vitamina C, vitamina E, K e J, beta-carotene, luteina e zeaxantina.
Grazie al suo alto contenuto di fibra è un ottimo regolatore intestinale. Non solo. Le radici di cicoria, inoltre, sono ricche di inulina capace anche di ridurre i livelli di colesterolo cattivo nell’organismo, ma anche di aumentare la motilità intestinale e di favorire la digestione perché stimola la secrezione di succhi gastrici. Chi soffre di allergie deve fare attenzione perché l’inulina può dar vita a reazioni allergiche vere e proprie. Devono fare attenzione anche le donne incinte perché questo alimento che ha proprietà utero-stimolanti potrebbe provocare contrazioni uterine, le persone che assumono farmaci perché l’inulina potrebbe ridurne l’assorbimento, ma anche chi soffre di flatulenza e dissenteria.
Cenni storici:  A Roma furono Plinio e Galeno a lodare la pianta: Galeno la diceva soprattutto «amica del fegato» e Plinio le attribuiva preziose virtù rinfrescanti.

Nelle credenze popolari del nord Europa, la cicoria era considerata una pianta magica attraverso la quale si poteva arrivare al piacere dell’amore, spezzare incantesimi, diventare invisibili e invulnerabili. Fin dal ‘600 la cicoria fu impiegata per usi alimentari, e ancora oggi alcune varietà della pianta sono comunemente coltivate. Sempre a partire da quell’epoca fu utilizzata anche come surrogato del caffè. Curioso a questo riguardo è l’episodio del blocco continentale operato da Napoleone nel 1806 che, vietando ogni importazione di prodotti provenienti dall’Inghilterra e dalle sue colonie, contribuì a diffondere l’uso del caffè di cicoria. Dopo la soppressione del blocco questa bevanda cadde nuovamente in oblio.

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