Sentieri selvaggi

UN ANNO IN VAL CANALI: LA MICRO-EPOPEA DELLA FAUNA DI UNA PREZIOSA VALLE DOLOMITICA

È in libreria e nei maggiori bookstore online Sentieri selvaggi, il nuovo libro del naturalista Aldo Martina. Un affascinante “timelapse” lungo quattro stagioni, all’avventurosa scoperta di una sinfonia incomparabile di suoni, immagini e animali selvatici, tra racconto in soggettiva e divulgazione ambientale.

Un viaggio verticale, nel tempo e attraverso le stagioni, piuttosto che orizzontale, nello spazio geografico. Un’esplorazione intimistica e appassionata, ma anche altamente educativa sul piano naturalistico e ambientale, di un territorio tra i più preziosi e segreti delle Dolomiti trentine: quello della Val Canali, giusto ai piedi delle Pale di San Martino. E della sua “capitale morale”, l’antica Villa Welsperg, che con il suo giardino ospita il Centro visitatori e la sede del Parco Naturale Paneveggio-Pale di San Martino.

È proprio nel circoscritto ecosistema rappresentato dai pochi ettari della Villa e dei suoi immediati dintorni che ha luogo – in una sorta di affascinante timelapsenarrativo attraverso le quattro stagioni dell’anno – l’avventura raccontata dal naturalista Aldo Martina nella sua seconda fatica letterario-divulgativa, Sentieri selvaggi. Un anno in Val Canali, tra Villa Welsperg e le Pale di San Martino (Edizioni Del Faro, 2019, pagg. 206, € 17), appena uscito in libreria e nei bookstore online.

A metà tra itinerario virtuale ed esplorazione in profondità, tra Viaggio intorno alla mia camera di Xavier de Maistre e Prateria di William Least Heat-Moon, e alternando un suggestivo racconto in prima persona ad un puntuale approfondimento scientifico, il libro mette in scena le molteplici “variazioni sinfoniche” (visive ed emotive, non meno che sonore) che, dalle nevi invernali all’esplosione primaverile, dal tripudio estivo della vita alla transizione autunnale verso la severa austerità della sopravvivenza, hanno come protagoniste le più varie forme di vita animale che fanno della Val Canali un irripetibile inventario di diversità biologica. Aquila reale e allocco, merlo acquaiolo e picchio rosso maggiore, ghiandaia e averla, piro-piro piccolo, cinciallegra, scoiattolo, e giù passando per la rana temporaria e l’orbettino, fino alla lucciola, alla cicindela dei prati, agli enigmatici sirfidi: sono gli innumerevoli attori di una brulicante micro-epopea della vita che si ripete sempre uguale e sempre diversa, ai quali l’autore dedica – con vivide ed essenziali pennellate che rivelano acutezza di sguardo e ispirata abilità affabulatoria – una sorta di “canzoniere” faunistico «partendo dal proprio vissuto – come puntualizza nella prefazione Stefano Albergoni, ideatore di Ambiente Trentino – e trasformandolo in un’occasione di apprendimento per gli altri». È un modo originale, il suo, di viaggiare restando immobili, tracciando un paesaggio mentale che origina dalla curiosità professionale e finisce perfino per approdare – come nel toccante resoconto della visita notturna di una scolaresca di prima media nei boschi della Val Canali – ad uno stupore infantile intriso di magia. Un percorso di scoperta, dunque, non meno che di divulgazione ambientale, che sa evocare atmosfere fiabesche pur senza mai rinunciare al rigore scientifico.

Romano, ma ormai trentino d’adozione, Aldo Martina è laureato in Scienze Naturali all’Università La Sapienza di Roma. Ha lavorato per diversi enti in ambito faunistico e nella didattica ambientale. Risiede in Primiero, alle pendici delle Pale di San Martino. Ama girovagare, soprattutto nei boschi, con binocolo e macchina fotografica. È autore di Nella selva oscura. Racconti naturalistici vissuti sul campo (Edizioni Del Faro, 2018).

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Redazione

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