Le grandi epidemie

L’umanità ha dovuto affrontare nel corso della Storia tante prove, guerre, devastazioni, catastrofi naturali, che hanno lasciato sul campo innumerevoli vittime. Ma né le guerre né i disastri ambientali hanno provocato tanti morti quanti ne hanno causati virus e batteri.

Nel suo ultimo libro “Le grandi epidemie”, edito da Donzelli editoreBarbara Gallavotti ripercorre la lunga lotta degli uomini contro le malattie infettive, raccontando storie e retroscena delle tante battaglie condotte contro i microbi.

La prefazione di Piero Angela apre questo saggio appassionante, scritto con un ritmo incalzante, con doti narrative inusuali per un saggio scientifico, che si legge come un romanzo. Romanzo storico, che si snoda nei secoli, dall’antichità a oggi, raccontandoci vicende di personaggi noti e meno noti: incontriamo imperatori, re, zar, scrittori, attori, cantanti, ballerini, accanto a persone comuni diventate loro malgrado celebri casi clinici.

Ma si legge anche come un thriller, con tante storie di omicidi, di investigazioni, di assassini da scovare e da eliminare, o almeno da neutralizzare. Si incontrano storie appassionanti di scienziati che hanno dedicato la loro vita a combattere i microbi e dei loro tentativi di debellare le malattie infettive. Ma si scoprono anche le commoventi battaglie che i nostri minuscoli alleati, gli anticorpi e le cellule del sistema immunitario, intraprendono nel loro “piccolo”, con le strategie e i meccanismi che mettono in campo per attaccare, circondare e annientare i nemici virus e batteri.

Molte battaglie sono state vinte, ma la guerra continua, senza sosta. Oggi, grazie alla ricerca medica e al progresso scientifico, disponiamo di molte più armi rispetto ai nostri antenati per combattere gli agenti patogeni.

Si tratta degli antibiotici, per la cura delle malattie, e soprattutto dei vaccini, per la loro prevenzione. Eppure, queste armi sono a rischio oggi come non mai, a causa della disinformazione. L’abuso degli antibiotici diventa spesso un regalo ai batteri, che ci si addestrano evolvendosi e sviluppando resistenza. Sui vaccini si sono create recentemente tante false notizie, che rischiano di vanificare anni di ricerche scientifiche e di far ritornare malattie infettive che credevamo debellate per sempre.

Un altro pericoloso nemico per la nostra salute, oltre alla disinformazione, è la paura: quella che paralizza, che non fa agire, che fa nascondere i sintomi, mettendo a repentaglio la salute pubblica; ma anche la paura ingiustificata dei vaccini e dei falsi “untori”. Che non sono i migranti, i profughi che giungono da noi e che, anzi, sono sottoposti a rigidi controlli medici. Il turismo e il movimento del bestiame sono invece i mezzi di diffusione forse preferiti dai batteri, che non conoscono frontiere, visti e permessi di soggiorno.

La migliore alleata della nostra salute è dunque un’informazione corretta. E un grande contributo viene da questo capolavoro di narrativa scientifica di Barbara Gallavotti, “Le grandi epidemie”, in cui si intrecciano Storia, ricerca scientifica, credenze popolari e pregiudizi. Un romanzo scientifico da non perdere.

Barbara Gallavotti è biologa, scrittrice, giornalista scientifica. Da oltre vent’anni è autrice di trasmissioni televisive, in particolare “Superquark” e “Ulisse” per la RAI. Ha realizzato documentari per conto di istituzioni scientifiche internazionali. Collabora con quotidiani e periodici italiani fra i quali «La Stampa». Ha scritto libri di divulgazione per ragazzi, tradotti in numerose lingue. Tiene seminari e lezioni sulla comunicazione della scienza in diverse università. Per la sua attività di divulgatrice scientifica ha ricevuto premi e riconoscimenti.

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Louis Petrella

Louis è nato negli Stati Uniti da padre molisano e madre lucana e ha la doppia cittadinanza italiana e americana. A 4 anni si è trasferito con la famiglia dagli USA all’Italia, dove ha vissuto per una trentina di anni tra Napoli, Roma e Milano. Con la moglie Ewa ha due figli, Davide e Alessia, nati a Gent, in Belgio, dove abita da 25 anni. Oltre all’italiano, parla inglese, francese, spagnolo, olandese, e mastica un po' di polacco. Dopo il Liceo Classico si è laureato in Architettura al Politecnico di Milano con una tesi sui Sassi di Matera. A parte gli studi, ha anche fatto atletica (5mila e 10mila metri), ha giocato a calcio come ala, ha suonato il cello in orchestra, ha insegnato Matematica e Scienze alle Medie, ha fatto il cameriere, lo spazzino comunale e anche il candidato (non eletto) alle elezioni politiche del 2018, per la Circoscrizione Estero. È stato architetto, archivista, tecnico comunale, bibliotecario, assistente sociale, rappresentante, capocantiere (all'Olimpico di Roma, per i Mondiali del 1990), product e project manager, business analyst, e forse qualcos'altro...  Attualmente lavora nel settore della logistica presso il gruppo Volvo a Gent. Oltre a questa rubrica su RMagazine, collabora da diversi anni col Centro Culturale "Il Caffé" di Gent, fa parte del Consiglio direttivo della Società Dante Alighieri di Gent e insegna l'Italiano a belgi amanti della nostra lingua e della nostra cultura.

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