Un bell’ambiente (3)

Ecologia

Spesso le misure adottate per combattere il riscaldamento globale consistono in interventi dispendiosi per i cittadini (come aumenti di tasse sui carburanti, costosi lavori di riqualificazione delle case, pannelli solari e auto elettriche a prezzi di mercato…), alla portata di poche tasche e perciò impopolari. Una minoranza di cittadini accetta o può permettersi queste misure, anche perché comunque salari e stipendi non aumentano in proporzione: pensiamo a come sono nate le proteste dei “gilets gialli” in Francia, per l’aumento delle accise sui carburanti. Per ridurre le emissioni, i governi dovrebbero invece investire su altre misure, come trasporti pubblici efficienti e alla portata di tutti, ferrovie meno care, sussidi per pannelli solari accessibili a tutti i portafogli. Aumentare le tasse sulla benzina – senza sviluppare nel contempo il trasporto pubblico – non riduce l’inquinamento: crea solo utenti della strada più arrabbiati, più frustrati e più impoveriti.

Assistiamo dunque ad accesi dibattiti su “cambiamenti climatici” e “riscaldamento globale”. Una volta però si parlava più di “ecologia”; oggi questo termine non è più tanto di moda, come se l’ambiente e l’inquinamento fossero ormai solo una questione di temperature e di meteorologia. A parte l’attualissimo tema della plastica.

“Ecologia” significa studio della casa (dal greco oikos = casa e logos = studio) e, a differenza dell’”economia” (gestione della casa), dovrebbe prescindere dal profitto, dall’opportunismo, dall’egoismo, dal non voler perdere o rinunciare a qualcosa. L’ecologia deve andare oltre, deve preoccuparsi di conservare e proteggere tutta la “casa”, indipendentemente dall’utilità e dai vantaggi che ce ne derivano.

L’ecologia, oltre che mera lotta ai mutamenti climatici, dev’essere qualcosa di più vasto, una ricerca di armonia tra i viventi, del significato e del ruolo dell’Uomo e del suo posto nella Natura. L’Uomo approfitta del mondo e della natura per quello che può trarne, come se fosse il suo orto privato, ma neanche un ortolano sfrutta e violenta il proprio orto oltre ogni limite, come stiamo facendo noi con la Terra. E sarebbe più opportuno vivere la Natura non solo come orto ma anche come giardino, giusto per ammirarne la bellezza e l’armonia, trasformandoci in giardinieri solerti e amorevoli.

Francesco d’Assisi, nel suo Cantico delle Creature, chiamava “fratelli” e “sorelle” tutti gli elementi della natura, il sole, la luna, ogni essere vivente e non vivente: sorella acqua, fratello sole, sorella luna. Persino gli elementi di cui gli uomini avevano timore: fratello fuoco, fratello lupo…

All’epoca di San Francesco, in effetti, l’Uomo temeva la Natura. Oggi invece pare che sia la Natura a dover avere paura dell’Uomo. Ma solo nel breve termine, peraltro, perché alla fine gli sopravviverà. L’uomo si crede onnipotente, pensa di avere tutto sotto controllo, di avere il diritto di sfruttare e violentare la Natura sottomettendola al suo profitto. Ma molto presto si confronterà con la realtà e sarà un risveglio amaro. Un risveglio che sta già iniziando.

Da quando ha iniziato a espandersi nel mondo, l’Homo Sapiens ha sempre causato enormi danni ambientali, portando all’estinzione migliaia di specie animali e vegetali, ovunque andasse. Finché si estinguevano specie esotiche sconosciute, si intossicavano mari e oceani lontani, sparivano foreste distanti e irraggiungibili, la questione ecologica ci preoccupava fino a un certo punto. Ora però l’inquinamento dell’ambiente inizia a presentarci il conto, poco a poco. Comincia davvero a interferire con la nostra vita quotidiana. A rovinarci le vacanze. Pioggie torrenziali spazzano via le nostre strade, maree sempre più alte si mangiano le nostre spiagge e i nostri campeggi, trombe d’aria e uragani scoperchiano le nostre case… Iniziamo a preoccuparci davvero. E queste sono le conseguenze nefaste del nostro comportamento negligente, durato anche troppo a lungo. Come ci ricorda in continuazione Greta Thunberg.

(3 – continua)