“La Grande Magia” al Teatro Argentina

Il regista spagnolo Lluis Pascal porta in scena “La Grande Magia” di Eduardo De Filippo, testo originariamente in tre atti e forse penalizzato nella sua riduzione ad unico atto di 1 ora e 40 minuti. Il regista ne cura anche le scenografie e i costumi. Il lavoro scritto nel 48 appartiene ad una produzione eduardiana dall’atmosfera e significato pirandelliano che così fu dallo stesso presentato “Ho voluto dire che la vita è un gioco e questo gioco ha bisogno di essere sorretto dall’illusione, la quale a sua volta deve essere alimentata dalla fede. E ho voluto dire che ogni destino è legato al filo di altri destini in un gioco eterno del quale non ci è dato di scorgere se non particolari irrilevant”. Il lavoro alla sua prima rappresentazione fu un fiasco. Lo spettatore poco gradiva storie di una borghesia sofisticata, leziosa e scintillante, in un periodo storico-sociale in cui faticosamente e con le spalle piegate si usciva dal dolore di una guerra da poco finita. La gente chiedeva risate e la leggerezza di un teatro scarpettiano. La commedia rimase come spina dolente nel cuore di Eduardo che fu accusato di pirandelliano in senso dispregiativo, lui che considerava Pirandello suo maestro ed il testo come spinta al cambiamento della drammaturgia italiana. Fu l’edizione del 1985 sotto la regia di Strehler a pochi giorni dalla scomparsa dell’autore a dare grande importanza e successo all’opera. La vicenda narra la storia del povero illusionista, il mago professore Otto Marvuglia che viene ingaggiato dal proprietario di un albergo per intrattenere i suoi ospiti. Tra questi il gelosissimo Calogero di Spelta e la sua bella ed infedele moglie. La donna, prestandosi ad un gioco, rinchiusa in un sarcofago, con la complicità del mago ne approfitta per fuggire a Venezia con il suo amante. La stessa corrompe il mago affinché faccia credere di essere rinchiusa in una scatola che il marito potrà aprire e riavere la moglie solo se crede ciecamente nella sua fedeltà, altrimenti la perderà per sempre. Quando la donna pentita ritornerà dal marito, questi si rifiuterà di riconoscerla, preferendo alla realtà l’illusione di averla nella sua inseparabile scatola e saperla moglie fedele. L’opera così cara ad Eduardo, fortemente pirandelliana soprattutto nell’ultima parte, nel suo gioco del teatro nel teatro fa molto riflettere amaramente sul rapporto tra illusione e realtà e su come spesso l’essere umano preferisca le proprie convinzioni alle scomode, a volte, dolorose realtà. Nando Paone bravissimo nei panni del mago, autoironico, credibilissimo e perfetto, grazie anche alla sua mimica e al suo essere alto ed allontanato. Grande prova attoriale Claudio Di Palma al quale il regista affida tutta l’anima pirandelliana. Tutti gli attori bravissimi nel muoversi e nel dare al testo significato farsesco, magici, drammatici. Bellissimi i costumi di rara raffinatezza e ricercatezza. Discutibile e forse poco appropriato il cambio di scena affidato ad un intermezzo musicale dal vivo benché l’interprete sia bravissima. Spettacolo che certamente soddisfa il pubblico.

 

La grande magia
di Eduardo De Filippo
regia, scene e costumi Lluís Pasqual
con Nando Paone, Claudio Di Palma, Alessandra Borgia
Gino De Luca, Angela De Matteo, Gennaro Di Colandrea
Luca Iervolino, Ivana Maione, Francesco Procopio
Antonella Romano, Luciano Saltarelli, Giampiero Schiano
musiche dal vivo eseguite da Dolores Melodia, Raffaele Giglio

orari spettacolo
prima ore 21.00
martedì e venerdì ore 21.00
mercoledì e sabato ore 19.00
giovedì e domenica ore 17.00
giovedi 26 dicembre ore 19.00
martedì 31 dicembre ore 17.00
mercoledì 1 gennaio ore 19.00
lunedì riposo
23, 24, 25, 30 dicembre pausa festività
durata 1 ora e 45′ (atto unico)