BRACCO E LE GRAMATICA A RAI STORIA MARTEDI’ 28 ORE 21,10

Era nato insieme con l’Italia unita, nel 1861, e all’Italia credeva, come molti della sua generazione. L’Italia gli rispondeva regalandogli occasioni d’oro, nella Napoli parigina della belle Epoque. Roberto Bracco, un nome che non dice molto ai più. Per poter raccontare la sua vita nel documentario che andrà in onda domani, martedì 28 gennaio, alle 21,10 su Rai Storia, abbiamo fatto ricerche a Napoli affidandoci a chi lo ha studiato – Francesco Soverina, Natascia Festa e Antonella Di Nallo – , a chi ha ereditato le sue carte – Aurelia Del Vecchio -, a chi le conserva all’Istituto campano per la storia della Resistenza – Giulia Buffardi. E  abbiamo accorpato il profilo di quest’uomo bello, elegante, acuto e moderno, sensibile e anche intransigente, a quello di due sorelle attrici della sua stessa epoca, che forse qualcuno ricorderà, Irma e Emma Gramatica. Per loro siamo ricorse alle conoscenze di Laura Mariani, docente del Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna (ex DAMS), e di Antonio Cecchi e Gianni Gatti, sceneggiatore e regista di un cortometraggio di cui sono protagoniste. Di Emma ci sono anche diversi documenti nel bellissimo archivio Rai, perché ha lavorato anche in televisione fino alla sua morte avvenuta in età avanzata nel 1965.

Perché Bracco? Perché è uno dei tanti italiani dispersi nella memoria collettiva. Stavolta non si tratta di una donna, ma di un intellettuale, cancellato dal regime fascista che lui aveva osteggiato fin dall’inizio. Emma Gramatica fu amica di Roberto Bracco, tutte e due le sorelle, figliocce di Eleonora Duse, hanno recitato in alcune delle sue commedie molto apprezzate ai loro tempi… prima che la censura fascista calasse come una mannaia non tanto sull’opera di Bracco, quanto sulla sua stessa persona. Bracco ha sessant’anni quando accoglie la proposta di Giovanni Amendola e si presenta alle elezioni del 1924, perché ha un alto senso civico e non vuole vedere l’Italia cadere sotto la dittatura. Ma firma la sua condanna a vita, con Mussolini al potere non può più rappresentare i suoi lavori, non può pubblicare i suoi articoli, gli viene tolto il passaporto, non può quindi neppure espatriare dove sarebbe accolto a braccia aperte, in Francia o in Svizzera.

Nel 1929 però Emma Gramatica intercede presso Mussolini per portare in scena l’ultimo dramma che ha scritto Bracco, “I Pazzi” (1921), e Mussolini cede. Parte da questa vicenda che segnerà le sorti dell’autore napoletano e anche della sua amica attrice, il documentario che va in onda domani sera su Rai Storia. Una detection compiuta per ricostruire la vita di un uomo dimenticato e quella delle due attrici celeberrime che hanno segnato il passaggio dell’Italia verso la modernità. Un nuovo modo anche di essere donne nella società ostile del tempo.

 

 

ROBERTO BRACCO E LE SORELLE GRAMATICA

di Simona Fasulo

regia di Nicoletta Nesler

Martedì 28 gennaio 2020 ore 21,10 RAI STORIA

con: Giulia Buffardi, Antonio Cecchi, Aurelia Del Vecchio, Antonella Di Nallo, Natascia Festa, Gianni Gatti, Laura Mariani, Francesco Soverina

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Simona Fasulo

Si occupa delle rubriche "La sdraio", "A proposito di donne" e "Leggerescrivere" Simona ha imparato a scrivere a quattro anni, copiando le lettere dell'alfabeto dai compiti in classe delle zie insegnanti, a sette ha cominciato a scrivere i suoi pensieri. Presto ha fatto della sua abitudine un mestiere. Ha scritto per i giornali, per la radio, per la televisione. Ha smesso cento volte senza smettere mai. Ha usato la forma orale delle parole per tanto tempo, lavorando a Radio Rai; la forma scritta, immaginando decine di personaggi da far vivere nei suoi originali radiofonici, o nei racconti da leggere in diretta nei suoi programmi. Nel 2000 ha cominciato a scrivere per la lunga serialità televisiva, e ha messo le sue parole al servizio di idee collettive, imparando un altro mestiere, perché i mestieri della scrittura sono infiniti. Nel frattempo insegnava ai volenterosi aspiranti sceneggiatori e narratori alcune regole della scrittura. Ha scritto decine di racconti. Quelli scritti per la sua rubrica di cibo e letteratura su Radio Uno (“Pepe, Nero e gli altri”) sono stati pubblicati nel 2000 da Mursia nella collana Golosia. Dal 2013 conduce un laboratorio di lettura e scrittura nel carcere di Rebibbia. Negli ultimi anni ha dato immagine alle sue parole scrivendo e realizzando documentari per Rai Storia. Da Anna Magnani a Roberto Rossellini, da Vittorio Emanuele Orlando a Antonino Caponnetto, da Goliarda Sapienza a Alba de Céspedes, hanno ripreso vita italiani trascurati dall'Italia, che però l'Italia hanno contribuito a farla.

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