Con il vostro irridente silenzio

Fabrizio Gifuni, in un monologo di 2 ore ” Con il vostro irridente silenzio” porta in scena al teatro Vascello, in un faticoso e coraggioso lavoro di drammaturgia, una dolorosa pagina della storia contemporanea del nostro paese. A distanza di 40 anni dal rapimento di Aldo Moro i suoi 55 giorni di prigionia, le sue ultime parole, il suo sdegno, il grido di dolore al mondo e nei confronti di un paese che lo ha dimenticato nel suo cammino verso la morte.
Parole su parole che si moltiplicano e si accordano nel ” memoriale’ che forse pochi conoscono ed altri preferiscono dimenticare con la semplice e riservata sepoltura che la famiglia volle.
I famigerati 55 giorni che lucido, sgomento e addolorato, lo videro a contatto con il suo spirito in un fiume di parole. Lettere ai familiari, a capi di stato, agli amici, ai colleghi di partito, con i quali per 30 anni ha condiviso la sua esistenza, a personalità internazionali, al Pontefice Paolo VI. Insieme, un importante testo politico di riflessioni personali, denuncia e condanna che scrive partendo dalle domande poste dai suoi carcerieri. Una grande performance teatrale, un attore di forte passione che in una quasi fusione tra corpo e testo, avanza lentamente in scena nei panni di Aldo Moro, raccoglie i fogli sparsi per terra e vestito semplicemente, ora con fermezza, ora con ferocia, ora sferzante, ora dolce ed accorato fa risorgere luoghi, nomi e situazioni che in penombra si affacciano alla nostra mente. Applausi scroscianti.