Un tram che si chiama desiderio

Tennessee Williams ha costretto gli americani e non solo loro a guardarsi dentro, in quell’epoca un po’ ipocrita e piena di contraddizioni che sono stati gli anni cinquanta del novecento.

Uno dei lavori più noti, perché rappresentato in cinema e in teatro per anni e anni è Un tram che si chiama desiderio, (premio Pulitzer 1947). Il bianco e nero del film di Elia Kazan, la canottiera del bruto macho Marlon Brando e il lamentoso rivendicare l’amore della cognata Blanche Dubois, interpretata da Vivien Leigh, non si staccano dal ricordo di chi li ha visti, ogniqualvolta ci si trova ad avere a che fare con una nuova versione del dramma.

L’edizione del Teatro Quirino, che martedì sera ha debuttato a Roma dopo una tournée di successo, ha dalla sua alcune scelte interessanti: le luci cupe, la scala da cui si deve scendere per accedere alla casa di Stella e Stanley Kowalski, le vetrate sporche e offuscate come nella chiostrina di una casa popolare…. Tutto ciò cozza infallibilmente contro la mania di nobiltà e il desiderio di sogno di Blanche, che piomba a casa della sorella minore perché in fuga da una vita dissipata. Della quale non vuole far parola.

L’impatto con la quotidianità povera e senza tenerezza di Stella, l’incontro con la brutalità del cognato e con i suoi amici simili a lui, trascinerà Blanche verso una fine inattesa e triste, cui non saprà sottrarsi.

Mariangela D’Abbraccio, che dalla sua non ha certo la fragilità fisica e psichica di Blanche, ma piuttosto una intensa presenza scenica che la rende protagonista assoluta della pièce, fa un’accurata immersione nel personaggio che interpreta. Ricorda a tratti, nell’accento che usa soprattutto al suo arrivo a casa di Stella, il doppiaggio italiano del film americano dell’epoca, un po’ trascinato.

Pecci, che purtroppo non può stare al passo con la fisicità naturale di Brando, se la cava comunque raccontandoci un uomo privo di dubbi e di profondità, un maschio avvezzo a comandare in casa, che vuole solo ottenere quello che secondo lui gli spetta di diritto e non avere noie.

Stella, minuta e leggera come una piuma nella presenza scenica, sembra più una figlia che una sorella.

La regia di Pierluigi Pizzi convince il pubblico che ha applaudito tanto – anche a scena aperta.

 

UN TRAM CHIAMATO DESIDERIO

di Tennessee Williams

traduzione di Masolino D’Amico adattamento PIER LUIGI PIZZI
musiche Matteo D’Amico
artigiano della luce Luigi Ascione
regia e scene PIER LUIGI PIZZI

personaggi e interpeti
Blanche Du Bois      Mariangela D’Abbraccio
Stanley Kowalski      Daniele Pecci
Stella Kowalski      Angela Ciaburri
Harold Mitchell (Mitch)    Stefano Scandaletti
Eunice Hubbel     Erika Puddu
Steve Hubbel     Massimo Odierna
Pablo Gonzales    Giorgio Sales
Dottore    Francesco Tavassi
Infermiera    Stefania Bassino
Giovane    Giorgio Sales

Teatro Quirino dal 3 marzo al 15 marzo 2020