L’OPERA DEL GIORNO DELLE GALLERIE DELL’ACCADEMIA DI VENEZIA: VIVARINI

Alvise Vivarini – Madonna col Bambino in trono e i santi Ludovico da Tolosa, Antonio da Padova, Anna, Gioacchino, Francesco e Bernardino da Siena (1480) Tavola, 175 x 196 cm.

Non si è fatto attendere l’appuntamento con la rubrica sulla e della galleria on line delle Gallerie dell’Accademia di Venezia. A parte il gioco di parole, per tutti gli interessati la curiosità è soddisfatta. Oggi viene presentata una Sacra conversazione: quella di Alvise Vivarini; fra le sue opere migliori anche per la resa fine della e nella gestualità dei personaggi.
Per chi la conosce e chi no, il museo ha voluto approfondirla per il suo pubblico. Forse meno nota rispetto ad altre, sicuramente un’opera molto particolare, come si noterà andando a ‘vederla’ più da vicino, anche se solamente virtualmente e non fisicamente, come siamo abituati e costretti a fare da un po’ di tempo a questa parte; purtroppo e per fortuna, però, perché – grazie al potere delle nuove tecnologie – non si deve rinunciare al piacere del bello, della bellezza, dell’arte e della cultura, e possiamo ugualmente cogliere tutta la potenza del fascino di capolavori artistici come questo.
La Sacra Conversazione fu realizzata da Alvise Vivarini per l’altare di Santa Maria della Prà, poi ri-dedicato a San Bernardino da Siena, nella chiesa di San Francesco a Treviso. La Madonna con il bambino siede al centro, in un trono marmoreo, accompagnata a sinistra da san Ludovico da Tolosa, sant’Antonio da Padova e sant’Anna, a destra da san Gioacchino, san Francesco e san Bernardino da Siena. Sotto al trono, un cartellino riporta il nome del pittore.
Lo sfondo presenta due finestre aperte sul paesaggio, coperte da una tenda verde, aggiunta in epoca antica ma posteriore alla realizzazione dell’opera. Accanto ai quattro santi francescani, la presenza di Gioacchino e Anna potrebbe richiamare il dogma dell’Immacolata Concezione, tema caro all’ordine e approvato, pochi anni prima della realizzazione della pala, nel 1477 dal papa francescano Sisto IV.
Il dipinto è considerato una delle opere più riuscite di Alvise, che dimostra in questa pala di aver assimilato l’arte di Antonello Da Messina, a Venezia tra il 1475 e il 1476. La scena, sviluppata in orizzontale, è prospetticamente unificata e equilibrata, una grande attenzione è inoltre conferita alla gestualità dei personaggi, in particolare alle mani.

Fonte: Mibact