Fontane in città: il giardino della Minerva parte prima #iorestoacasa #laculturanonsiferma

Nella qualità del paesaggio del giardino della Minerva entrano in gioco molte componenti. In primo luogo la morfologia naturale del sito arricchita dalle modificazioni antropiche realizzate nel corso dei secoli, poi la presenza continua dell’acqua: quella silenziosa del mare che fa da sfondo al giardino, e quella euforica e gorgogliante dalle numerose fontane, dalle vasche con gli zampilli, dalle canalizzazioni.

Altro elemento fondamentale è la varietà e la ricchezza delle essenze vegetali, da quelle arbustive a quelle arboree a quelle rampicanti che costituiscono la classica macchia mediterranea, arricchita di agrumeti e di piante esotiche. Non da ultima è da menzionare l’influenza positiva delle unità paesaggistiche limitrofe: gli orti terrazzati del Plaium Montis, le pendici del Bonadies, il Castello, i complessi architettonici conventuali, la distesa dei tetti del centro antico con le emergenze dei campanili.

Tra tutte queste componenti la più qualificante, quella che determina la rarità o meglio l’ unicità del sito, è l’intervento antropico, che altrove si configura spesso come detrattore della qualità ambientale. Nel giardino della Minerva, invece, l’intervento dell’uomo ha utilizzato, esaltandoli tutti, gli elementi naturali  con la creazione di un felice connubio tra arte e natura: la morfologia del terreno, realizzando i terrazzamenti i cui muri accolgono di volta in volta cisterne, vasche colonnate, panchine, intonaci dipinti; l’acqua corrente che crea giochi e specchiature e vivifica le composizioni naturali dei muschi; la vegetazione spontanea, arricchita ed ordinata nel gioco dei pergolati, che creano luci ed ombre e dei cespugli; la pietra, utilizzata per le decorazioni e per la creazione degli elementi architettonici.

Oggi l’accesso al giardino è dalla via Ferrante Sanseverino, nel quartiere del Plaium Montis, al di sotto del Convento di San Nicola della Palma: un angusto portoncino in legno ricavato nel muro di cinta introduce ad un primo giardino terrazzato ed un percorso in asse con l’ingresso invita all’affaccio sul golfo. Da tale punto più basso del giardino già si gode la visuale del centro storico, degli orti e dei giardini terrazzati.

Rosalba De Feo

Fontane in Città – XII Settimana dei Beni Culturali I luoghi del patrimonio, Salerno 1997

Edizioni Menabò