Il Mattatoio si riapre all’incontro tra il pubblico e le arti performative e si prepara ad accogliere due nuove installazioni Gaia di Luke Jerram e Thirst di Voldemārs Johansons

Il Mattatoio si riapre all’incontro tra il pubblico e le arti performative e si prepara ad accogliere due nuove installazioni
Gaia di Luke Jerram e Thirst di Voldemārs Johansons
a cura di Ilaria Mancia

Nell’ambito del programma di Romarama il Mattatoio accoglie due installazioni di artisti contemporanei: Gaia di Luke Jerram (UK) – dal 29 luglio al 3 agosto, posizionata all’aperto, nel centro del complesso del Mattatoio – e Thirst di Voldemārs Johansons (Lettonia) – dal 31 luglio al 16 agosto, allestita in uno dei teatri all’interno de La Pelanda.

La vocazione del Mattatoio, definita negli obiettivi dell’Azienda Speciale Palaexpo, è quella di un luogo di ricerca, formazione, produzione e presentazione delle pratiche legate alle arti performative, nell’ottica dello scambio interdisciplinare fra i diversi linguaggi della performance – arti visive, danza, musica, teatro.
Sede del Master PACS (Arti Performative e Spazi Comunitari) – percorso formativo di eccellenza organizzato da Palaexpo con il Dipartimento di Architettura dell’Università Roma Tre, che prevede una serie di appuntamenti pubblici, iniziati a febbraio e sospesi a causa dell’emergenza sanitaria – il Mattatoio, nel corso di questa estate propone una ricca programmazione che mette la performance in relazione con la dimensione espositiva e installativa, e sviluppa attorno a essa eventi, occasioni di confronto e laboratori per bambini.

Come già comunicato, dal 23 luglio il Padiglione 9b ospita la mostra La sottigliezza delle cose elevate di Andrea Galvani – primo appuntamento del nuovo progetto Dispositivi Sensibili a cura di Angel Moya Garcia.
Fino a fine agosto, invece, proseguono all’interno degli spazi de La Pelanda le residenze artistiche di ricerca e produzione di Prender-si cura.

Alla fine di luglio il Mattatoio si apre a due nuovi interventi, pensati per riprendere confidenza e possesso dello spazio pubblico, riflettendo al tempo stesso sulla complessità del presente; due opere che, con linguaggi diversi, ci parlano della condizione dell’essere umano nella sua relazione con l’ambiente, in un momento forse unico di riflessione e consapevolezza condivisa a livello globale.

L’allestimento di Gaia di Luke Jerram consentirà al pubblico, per la prima volta dopo anni, di attraversare, anche con lo sguardo, il grande viale centrale che collega il Lungotevere e il Ponte Testaccio con Piazza Orazio Giustiniani.

Gaia di Jerram è una riproduzione fedele del pianeta visto dalla Luna: misura sette metri di diametro e la sua superficie è stata creata attraverso la combinazione di immagini ad alta definizione fornite dalla Nasa. “Gaia oggi appare a tutti noi, e non solo alle minoranze sensibili alle questioni ecologiche o climatiche, un luogo comune, uno spazio enorme e complesso, uno spazio interconnesso, in cui ciascuno sta facendo esperienza delle medesime cose da punti di vista e situazioni diverse. Nell’immaginario contemporaneo questo oggetto, che da lontano sembra una pallina di marmo blu venata di bianco, è l’immagine stessa della bellezza, ma anche della fragilità, del rischio di trasformazioni irreversibili e catastrofiche in quanto totali, è uno dei tanti pianeti ma l’unico ‘mondo’ che dobbiamo preservare e abitare creando alleanze che superino l’umano”, afferma la curatrice Ilaria Mancia

Seguendo le indicazioni del suo stesso autore, Gaia diventerà uno spazio di attivazione e di espressione per altri artisti e pensatori. Il programma prevede – dal 29 luglio al 3 agosto – l’intervento di ospiti che condivideranno fisicamente e idealmente questo contesto creativo di confronto e di scambio, in un gioco di contaminazioni tra momenti performativi, incontri su tematiche ambientali e mitologiche, concerti, laboratori per bambini. Tra gli ospiti il musicista Davide “Boosta” Dileo, il coreografo Alessandro Sciarroni, la scrittrice e giornalista Loredana Lipperini, la formazione artistica Kinkaleri, il filosofo Leonardo Caffo, la dj e producer Deena Abdelwahed, i ricercatori Sara Gainsforth e Giacomo Maria Salerno, la cantante Ginevra di Marco, il filosofo Emanuele Coccia, insieme ai laboratori per bambini condotti dal Laboratorio d’arte di Palazzo delle Esposizioni e allo spettacolo per bambini della Compagnia I Sacchi di Sabbia / Teatro delle Briciole.

Thirst di

una video-installazione immersiva di un mare in tempesta che ci pone

di fronte a una classica opposizione dialettica fra la contemplazione della potenza della natura, con il suo

carico di fascino, e l’esperienza diretta, e quindi il rischio che ci potrebbe toccare o addirittura investire.

Prosegue la curatrice: “Da una parte c’è il sublime – poter vedere qualcosa di terrificante stando al sicuro

– dall’altra c’è il terrore rispetto a forze preponderanti e incontrollabili. Si dice che William Turner – che

era un vero specialista di tempeste – nell’ansia, tipicamente romantica, di riuscire a “stare dentro” il

sublime, a farlo proprio, si facesse legare all’albero maestro di navi che affrontavano il mare in burrasca.

Forse la storia è inventata, ma è certo che i suoi quadri, che sono una delle fonti ispiratrici del lavoro

dell’artista lettone, non sembrano mai visioni distaccate e rassicuranti. La tempesta ci travolge ma da un

punto di vista in cui possiamo osservarla, abbandonandoci a una condizione impossibile e, allo stesso

tempo, seducente.”

Voldemārs Johansons è

“Sopravvivere su un pianeta infetto” (Donna Haraway) è possibile grazie alle alleanze con gli altri esseri viventi e grazie a tutto ciò che accade indipendentemente dalle azioni umane ma forse è possibile anche grazie alle opere d’arte, alla loro capacità di accompagnare la bellezza alla riflessione critica, il piacere all’elaborazione del trauma. Ci poniamo come osservatori a contemplare i fenomeni naturali, siamo spinti da un desiderio di “comprensione” che possa portare a stabilire con questi una relazione, per sentire responsabilmente che, come le piante, siamo fatti d’acqua e poggiamo a terra le nostre vite insieme alle altre creature.

Le installazioni e tutti gli eventi collaterali fanno parte di Romarama, il nuovo programma culturale di Roma Capitale

Gaia – Programma eventi

Mercoledì 29 luglio 2020
h.19.30 apertura al pubblico di Gaia
h.21.30 BOOSTOLOGY, concerto di Davide “Boosta” Dileo

Giovedì 30 luglio 2020
dalle h.18.00 alle h.20.00 Tutto il mondo intorno, laboratorio per bambini dai 6 ai 10 anni a cura del Laboratorio d’arte di Palazzo delle Esposizioni
h.19.00 Save the last dance for me, performance di Alessandro Sciarroni
h.20.00 Un braccialetto al braccio della Dea, incontro con Loredana Lipperini
h.21.30 Save the last dance for me, performance di Alessandro Sciarroni

Venerdì 31 luglio 2020
dalle h.18.00 alle h.20.00 Tutto il mondo intorno, laboratorio per bambini dai 6 ai 10 anni
a cura del Laboratorio d’arte di Palazzo delle Esposizioni
h.19.00 “is it my world? /Roma”, momento conclusivo della performance e incontro con Kinkaleri h.20.00 Goodbye Homo Sapiens, incontro con Leonardo Caffo
h.22.00 DJ set di Deena Abdelwahed

Sabato 1 agosto 2020
dalle h.18 alle h.19.30 Non ti scordar di me. Manifesti per salvare la Terra, laboratorio per bambini dai 3 ai 6 anni a cura di Valentina Valecchi
h.20.00 Città vuota. Pratiche di resistenza nella città turistica, incontro con Sara Gainsforth e Giacomo Maria Salerno
h.22.00 Donna Ginevra e le Stazioni Lunari, concerto di Ginevra di Marco

Domenica 2 agosto 2020
h.20.00 Le foreste come Biennali multi-specifiche. Il museo della natura contemporanea,
incontro con Emanuele Coccia
h.21.30 POP UP un fossile di cartone animato, spettacolo per bambini I Sacchi di Sabbia\Teatro delle Briciole

Lunedì 3 agosto 2020
L’installazione Gaia sarà visibile, come nei giorni precedenti, dalle h.10.00 alle ore 24.00