LIVE STREAMING THEATRE

Udine, 25-11-2018 - Civica Accademia d'Arte drammatica Nico Pepe - PREMIO NAZIONALE GIOVANI REALTÀ DEL TEATRO 2018 - XI edizione - Due adatti alle pulizie - Regia: Chiara Arrigoni; attori Andrea Ferrara, Alberto Melone - Lazio - Foto © 2018 Luca Valenta / Phocus Agency

LIVE STREAMING THEATRE

Fino al 7 febbraio, tre residenze e tre spettacoli prendono nuova vita sul palco​
dello Spazio Rossellini, il polo culturale multidisciplinare della Regione Lazio

​ Visione gratuita su http://atclmagazine.it/​ 

“DUE ADDETTI ALLE PULIZIE”

PRIMA ASSOLUTA: 7 febbraio alle ore 21.30

 

TESTO CHIARA ARRIGONI

CON CHIARA ARRIGONI, ANDREA FERRARA

COSTUMI E SCENE GIULIANA MUSSO

DISEGNO IN COPERTINA PAOLO ZUNINO

REGIA TEATRALE COLLETTIVA: LE ORE PICCOLE (CHIARA ARRIGONI / MASSIMO LEONE / ANDREA FERRARA)

REGIA VIDEO: PAOLO SIDERI / ORAZIO CIANCONE (PICSAT ABRUZZO)

 

Dopo L’ultima live di Jumbobimbo87 e Sibylla Tales,  Due addetti alle pulizie è l’ultimo dei tre spettacoli vincitori del bando “Live Streaming Theatre” – ideato e curato da Katia Caselli e  promosso da ATCL Circuito Multidisciplinare della Regione Lazio – ad andare in scena in prima assoluta allo Spazio Rossellini, domenica 7 febbraio alle ore 21.30 e visibile gratuitamente  sulla piattaforma ATCL Magazine (http://atclmagazine.it/).

 

Se fossimo al cinema l’intestazione sarebbe: Interno, stanza spoglia – giorno. O notte? Impossibile dirlo. In questo esperimento di live streaming theatre non si vede la luce del sole, ma il tempo scorre, per il pubblico, alla stessa velocità con cui scorre per i due personaggi. Andremo a inseguire le azioni ormai abitudinarie di due addetti alle pulizie che stanno pulendo una stanza spoglia da una macchia. Lo spazio dove si muovono, delineato dall’occhio della macchina da presa, è un luogo non-luogo misterioso, un altrove ai margini dell’umanità, che potrebbe però trovarsi sotto i nostri piedi senza che noi ce ne siamo mai accorti.

Ma perché ci interessiamo di due addetti alle pulizie? Forse perché non tutto è quello che sembra: loro, infatti, non possono raccontare a nessuno di quello che fanno e uno dei due sta diventando sempre più preoccupato delle complicazioni che la loro mansione comporta. Mentre la discussione si fa più tesa e le divergenze tra i due colleghi si acuiscono, capiamo di cosa si occupano veramente: ripuliscono dal sangue i pavimenti di luoghi isolati che una misteriosa organizzazione, di cui non sanno nulla, usa per commettere omicidi. In uno scenario che ricorda Il Calapranzi di Pinter, seguiamo le scoperte sempre più inquietanti dei due personaggi che arrivano, infine, a confrontarsi sull’unica vera domanda che conta veramente: sono anche io responsabile di quello che accade qui? I due addetti alle pulizie, però, non stanno prendendo in considerazione un terzo, inatteso, personaggio.

Il live streaming theatre, quindi, valorizza il contenuto della storia e pone l’accento anche sulla sua modalità di fruizione: il pubblico, seduto sul divano di casa propria, testimone del dilemma morale dei personaggi, di cui partecipa emotivamente, si troverà a scoprire di essere dentro la storia. La ripresa video porta con sé un discorso non solo descrittivo e funzionale, ma anche narrativo: le immagini, le azioni, i suoni, i dettagli, tutto si amplifica per raccontare la nostra storia e tutto assume una portata anche “cinematografica” fino a un finale che chiama in causa direttamente il ruolo e la responsabilità dello spettatore.

Ambientato nel backstage di uno scenario criminale, Due addetti alle pulizie è una commedia nera sulla responsabilità dell’individuo e sul mondo del lavoro come una gabbia inesorabile e un teatro di silenziose atrocità a cui sembra impossibile sottrarsi.

 

Note sul testo. Siamo in un tempo indefinito della nostra contemporaneità, in uno spazio sotterraneo ai margini dell’umanità, che potrebbe però trovarsi sotto i nostri piedi, una stanza chiusa dove il mondo esterno sembra esistere solo nelle parole dei due protagonisti. Potremmo essere nella stessa stanza de “Il Calapranzi” di Pinter, proprio dove, tra una chiacchiera e l’altra, i due assassini Ben e Gus si chiedevano chi pulisse dopo che loro avevano portato a termine il lavoro lasciandosi alle spalle un pavimento sporco di sangue. Due addetti alle pulizie vuole, infatti, essere una sorta di spin-off de Il Calapranzi, proponendosi di svelare un retroscena apparentemente marginale che nel capolavoro di Pinter veniva solo accennato. Siamo nel backstage di uno scenario criminale, ma non per questo l’atmosfera è meno crudele: non vediamo la violenza dell’omicidio, ma la collaborazione di persone “normali”, persone come noi, che non hanno le mani direttamente sporche di sangue, ma contribuiscono al funzionamento di questo sistema e, una volta invischiate, una volta accettato il compromesso, non possono più uscirne. I due protagonisti, che non hanno un nome e sono gerarchicamente rapportati tra loro in modo simile a Ben e Gus, con le loro conversazioni a tratti comiche, a tratti paradossali, si muovono con disinvoltura dissacrante nella lugubre scena del crimine che per loro è uno spazio ormai abituale ed è il teatro di una commedia nera sulla responsabilità dell’individuo, e sul mondo del lavoro come una gabbia inesorabile e un teatro di silenziose atrocità a cui sembra impossibile sottrarsi.  A differenza dei due protagonisti dell’opera pinteriana, però, che passavano la maggior parte del tempo a parlare di tutt’altro rispetto al loro lavoro, i due addetti alle pulizie non riescono a fare a meno di parlare di ciò di cui non dovrebbero mai parlare: la vera natura del loro lavoro è un tale tabù che li spaventa la sola idea di parlarne, eppure tornano, inevitabilmente, sempre lì, aggiungendo dettagli sempre più inquietanti.

 

REGIA TEATRALE / REGIA VIDEO. Due addetti alle pulizie in live streaming si trasforma in un’esperienza nuova e ancora più immersiva: le macchine da presa seguono i personaggi nel luogo non-luogo dove è ambientata la storia e, a poco a poco, mentre la tensione tra loro aumenta, l’occhio della telecamera andrà a rivelare che esiste un altro personaggio che non vediamo mai, ma di cui percepiamo la presenza. La ripresa video non sarà veicolo di un discorso solo descrittivo, e funzionale, ma l’idea principale è, anzi, di farne un discorso narrativo: le immagini, le azioni, i suoni stessi dello scantinato, tutto si amplifica per raccontare la nostra storia e tutto assume una portata anche “cinematografica”. La regia teatrale collettiva (Chiara Arrigoni, Massimo Leone, Andrea Ferrara) resta nella scelta delle azioni, nella direzione degli attori, nel significato profondo che diamo al testo; la regia video (Paolo Sideri e Orazio Ciancone) si introduce per offrire una esperienza di visione inedita e si trasforma nel punto di vista che presentiamo al pubblico e con cui tiriamo dentro il pubblico nella storia.

LA COMPAGNIA

Per questo progetto di live streaming theatre, Le Ore Piccole collabora con PICSAT Abruzzo unendo le competenze teatrali dei primi a quelle legate all’audiovisivo dei secondi.

 

Le Ore Piccole / Collettivo teatrale fondato da quattro ex allievi dell’Accademia Silvio d’Amico (Chiara Arrigoni, Andrea Ferrara, Massimo Leone, Francesco Toto), Le Ore Piccole esordisce nel 2016 con Audizione, vincendo numerosi premi in Italia e all’estero (tra cui Giovani Realtà del Teatro 2016, Premio Nazionale delle Arti 2017, Best Performance allo Swindon Fringe Festival 2018) e viene performato in festival, rassegne e teatri in Italia, Francia e Regno Unito ed è opzionato da una casa di produzione per la scrittura di un film. Con Due addetti alle pulizie (Giovani Realtà del Teatro 2018, Scena&Poesia 2018) e Annunciazione (Finalista Hystrio Scritture di Scena 2019, Menzione Speciale Premio Testinscena 2019, Scena&Poesia 2019, Finalista Scintille 2020) prosegue la ricerca della compagnia su storie che partono dai temi più urgenti del nostro tempo, osservati, però, attraverso la prospettiva microscopica delle singole scelte di esseri umani ordinari, dentro cui risuonano gli archetipi del mito.

più info a www.compagnialeorepiccole.com

 

PICSAT Abruzzo / casa di produzione cinematografica e teatrale indipendente nata a Lanciano, in Abruzzo, con l’obiettivo di produrre, promuovere, sperimentare nuove forme di linguaggio appartenenti sia al mondo audiovisivo sia al mondo dello spettacolo dal vivo. Fondata da Orazio Ciancone, diplomato in drammaturgia e sceneggiatura alla Silvio d’Amico, e Paolo Sideri, diplomato in regia e reportage audiovisivo al CSC dell’Aquila, PICSAT ha all’attivo diversi lavori, tra cui il cortometraggio Fuori i secondi (2018), il documentario biografico Come castelli di sabbia (2019), il cortometraggio Il cravattino (2019). Nel 2020 vengono realizzati: lo spot #Ricominciamo, successivo alla riapertura degli esercizi commerciali a seguito della pandemia da Covid-19; L’appuntamento, secondo capitolo della trilogia inaugurata con Il cravattino; La controra, cortometraggio a tinte thriller in una Napoli anni ‘80 con Lucianna De Falco e Giovanni Allocca; ed infine Aeternus, le cui riprese sono ancora in svolgimento.

bio completa al seguente link:

https://drive.google.com/file/d/1E1_akj8azRGrVTVrmNAnmQvnlwYiDzFZ/view?usp=sharing

 

PREMIO NAZIONALE SCENA&POESIA 2018

SELEZIONE FESTIVAL IN-DIVENIRE 2018 – SPAZIO DIAMANTE (ROMA)

PREMIO GIOVANI REALTÀ DEL TEATRO 2018 – PREMIO SPECIALE DEL DIRETTORE (UDINE)

FINALISTI BANDO TEATRO VOCE DELLA SOCIETÀ GIOVANILE