Fonte ADNKRONOS

"Durante la fase più acuta della crisi, il Governo è intervenuto con misure di grande ampiezza e portata economico-finanziaria onde contrastare i devastanti effetti economici dell’epidemia COVID-19 e limitare al massimo i danni per il tessuto sociale ed economico”. Ora, "è assolutamente necessario evitare che la crisi pandemica, inserendosi su un contesto di scarso dinamismo economico del Paese, nonché di complessi cambiamenti geopolitici a livello mondiale, sia seguita da una fase di depressione economica. Non vi è tempo da perdere, e le notevoli risorse che l’Unione Europea ha messo in campo devono essere utilizzate al meglio". Lo scrive il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, nelle premessa della bozza del Piano nazionale di Riforma. 

Eccola nel dettaglio:  

RIFORME - "Bisogna fornire alle famiglie e alle imprese tutto il sostegno necessario per una ripartenza sostenibile nel tempo e da un punto di vista sociale e ambientale, sospingendo gli investimenti produttivi e attuando riforme da lungo tempo attese" scrive Gualtieri.  

NO A NUOVI CONDONI - "Aggredire e ridurre il tax gap". E' questo uno degli obiettivi del prossimo piano di riforme contenuto nella Bozza di Pnr che per questo conferma, si legge, "la determinazione a non prevedere nuovi condoni che, generando aspettative circa la loro reiterazione, riducono l’efficacia della riscossione delle imposte". La strategia complessiva del governo contro il tax-gap prevede di: "Migliorare la qualità dei controlli effettuati dall’Amministrazione finanziaria e di rafforzare l’efficacia della riscossione". Sarà impresso, inoltre, "un forte impulso alle attività orientate a favorire la compliance volontaria dei contribuenti e a prevenire gli inadempimenti tributari". Per migliorare la compliance fiscale l'incentivo al "maggiore utilizzo dei pagamenti elettronici, non solo nell’ottica di favorire la digitalizzazione dei processi aziendali e la razionalizzazione degli adempimenti degli operatori Iva, ma anche prevedendo modalità semplificate per la fruizione di agevolazioni o incentivi fiscali". 

SALARIO MINIMO - Il governo ritenta la carta del salario minimo. E' la bozza del Pnr, infatti, a prevedere, all'interno di un più ampio progetto di rafforzamento della contrattazione nazionale e di integrazione dei diversi ambiti e livelli di negoziazione per contrastare il dumping contrattuale, l'istituzione di un salario minimo "quale strumento di sostegno del potere d’acquisto dei salari e vettore di protezione e rafforzamento della contrattazione collettiva nazionale nei settori più deboli e a basso tasso di sindacalizzazione nei quali strutturalmente non opera la contrattazione di secondo livello".  

RIFORMA FISCO - "Il contrasto all’evasione fiscale, la revisione delle imposte ambientali e l’abolizione dei sussidi ambientalmente dannosi, unitamente ad una riforma del sistema fiscale improntata all’efficienza, all’equità e alla progressività, nonché ad una revisione e riqualificazione della spesa pubblica, saranno i pilastri della strategia di miglioramento dei saldi di bilancio e di riduzione del rapporto debito/pil nel prossimo decennio - scrive Gualtieri - Tanto maggiore sarà la credibilità della strategia di rilancio della crescita potenziale e di miglioramento strutturale del bilancio, tanto minore sarà il livello dei rendimenti sui titoli di Stato e lo sforzo complessivo che il Paese dovrà sostenere nel corso degli anni". 

LOTTA ALL'EVASIONE - "Il contrasto all’evasione fiscale sarà perseguito continuando il rafforzamento delle agenzie fiscali e investendo ulteriormente in tecnologia e big data. L’utilizzo dei pagamenti digitali verrà promosso e incentivato" è scritto nella bozza. "L’Italia rafforzerà la propria iniziativa di contrasto all’erosione delle basi imponibili nelle opportune sedi internazionali ed europee. Da una più equa imposizione sui giganti del web e dal contrasto dell’elusione fiscale attualmente consentita dai regimi impositivi di alcuni Paesi Ue potrà derivare un miglioramento del gettito che sarà utilizzato per ridurre la pressione fiscale e il rapporto fra debito pubblico e pil". 

SPENDING REVIEW - Il Governo intende avviare "una nuova fase della spending review" si legge nella bozza di Pnr che spiega come l'obiettivo sia quello di "riallocare ed efficientare la spesa anche alla luce dei guadagni di produttività realizzabili attraverso la digitalizzazione e lo snellimento delle procedure burocratiche".  

SEMPLIFICAZIONI - Inoltre, "il Governo è al lavoro su un quarto provvedimento in materia economica, volto a semplificare le procedure amministrative e la pianificazione e autorizzazione dei lavori pubblici. La finalità principale sarà quella di rimuovere gli ostacoli che negli ultimi anni hanno rallentato non solo gli appalti e gli investimenti pubblici, ma anche, più in generale, la crescita dell’economia".  

CENTRI PER L'IMPIEGO - La bozza prevede il potenziamento dei Cpi, centri per l'impiego, per dare attuazione alla fase due del decreto con cui il governo ha istituito il Rdc e realizzare l'inclusione attiva di quanti hanno avuto accesso all'assegno. "L’attuazione del piano straordinario di potenziamento dei centri per l’impiego e delle politiche attive del lavoro (Cpi), costituisce una priorità politica del Programma di Governo e si sostanzia in un piano di investimenti per la riqualificazione della rete di servizi per il lavoro e dei servizi sociali. Si apre, infatti, la seconda fase di investimento in politiche attive prevista dal decreto che istituisce il RdC, per realizzare l’obiettivo più volte condiviso dall’Unione Europea di inclusione attiva e benessere collettivo, in linea con il pilastro europeo dei diritti sociali", si legge. Proseguirà, inoltre, la "sperimentazione avviata sull’assegno individuale di ricollocazione come misura di politica attiva del lavoro erogata sul territorio tramite la rete pubblica-privata dei servizi per il lavoro".  

NEXT GENERATION EU - "Il Pnr traccia le linee essenziali del Programma di Ripresa e Resilienza (Recovery Plan) che il Governo metterà a punto alla luce della Comunicazione della Commissione Europea del 27 maggio per la creazione di un nuovo Strumento Europeo per la Ripresa (Next Generation EU), che sarà auspicabilmente quanto prima approvato dal Consiglio Europeo" scrive il ministro dell'Economia. "Lo Strumento Europeo per la Ripresa è un’iniziativa per cui il Governo si è fortemente battuto. Esso rappresenta un grande passo in avanti per l’Europa e l’occasione per il nostro Paese per rilanciare gli investimenti e attuare riforme che ne amplifichino gli effetti all’interno di un disegno di crescita e transizione verso un’economia più sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale. Alla costruzione di questo progetto il Governo dedicherà nei prossimi mesi tutte le energie disponibili, facendo tesoro dell’ampia consultazione con le componenti economiche, sociali e culturali del Paese svoltasi con i recenti Stati Generali". 

OSSERVATORIO LAVORO - Avanti con la promozione del dialogo con le parti sociali: in quest'ambito sarà realizzata la riforma della rappresentanza sindacale. E' quanto si propone la bozza di Pnr che il governo sta mettendo a punto ricordando a questo proposito come l'esecutivo abbia già riconosciuto e firmato nel settembre scorso la Convenzione sulla Rappresentanza tra l’Inps, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro e Parti sociali, che implementa il Testo Unico sulla Rappresentanza, siglato nel 2014 e modificato nel 2017. E anche al fine di monitorare il mercato del lavoro sarà istituito, si legge ancora nel Pnr, "l’osservatorio nazionale del mercato del lavoro". E sempre attraverso il dialogo con le parti sociali e istituzionali verranno, inoltre, promossi diversi interventi in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro tra i quali rientra "la realizzazione di un piano straordinario" per "dare completa attuazione e aggiornare il Testo Unico per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro specialmente nella fase di riapertura post pandemia". 

EDILIZIA PER RILANCIO - "L’edilizia - si legge nella bozza - è un altro settore su cui puntare per il rilancio dell’economia, pur rafforzando le politiche di contrasto all’abusivismo edilizio e al consumo del suolo. Si è già detto degli incentivi alle ristrutturazioni in chiave energetica ed antisismica e del ‘bonus facciate’. La valorizzazione del patrimonio immobiliare della Pubblica Amministrazione potrà giocare, in connessione con la graduale ripresa del settore, un importante ruolo propulsivo per il settore delle costruzioni, incrementandone la produzione e l’occupazione e, quindi, la crescita complessiva dell’economia". In questo senso, "anche gli edifici utilizzati dallo Stato Centrale saranno oggetto di un ampio piano di efficientemente energetico oltre che di revisione da un punto di vista sismico, contribuendo al riavvio del settore edile. La valorizzazione delle aree e degli edifici sottoutilizzati o abbandonati e l’utilizzo più efficiente degli spazi lavorativi potranno, nel quadro di un’attenta pianificazione e dei corretti incentivi, dare luogo a progetti di sviluppo sociale locale e alla liberazione di risorse per investimenti nel rispetto dell’equilibrio finanziario". 

FIBRA OTTICA SCUOLA - Entro due anni, tutte le scuole statali superiori e medie dell’intero territorio nazionale saranno connesse con collegamenti in fibra ottica a 1 Gbps, necessari per l’adozione di forme sistemiche di teledidattica, è scritto nella bozza del Pnr. Lo stesso, si legge ancora, "è previsto per le scuole primarie e quelle dell’infanzia ricadenti nelle cosiddette ‘aree bianche’. La connettività sarà gratuita per 5 anni e sarà inclusa la manutenzione delle reti. Sono previsti inoltre voucher per le famiglie che saranno di due tipologie in base alla fascia di reddito di appartenenza: è previsto infatti un contributo massimo di 200 euro per connessioni veloci per le famiglie con Isee sopra i 20.000 euro e un contributo massimo di 500 euro per connessioni veloci e per l’acquisto di tablet e pc per le famiglie con Isee sotto i 20.000 euro". 

CARBURANTI - "La rete distributiva italiana è sovradimensionata e inefficiente, soprattutto se posta in comparazione con quelli dei principali Paesi europei con popolazione comparabile a quella italiana. Un ulteriore indicatore della maggiore arretratezza della rete distributiva italiana rispetto a quella degli altri Paesi europei è rappresentato dalla minore diffusione di apparecchi self-service per l’erogazione dei carburanti - è scritto nella bozza - A fronte di queste debolezze rimane prioritario l’obiettivo di una razionalizzazione e ammodernamento delle reti di distribuzione, come più volte segnalato anche dall’Autorità per la Concorrenza".  

 

"L’epidemia causata dal nuovo Coronavirus (COVID-19) ha cambiato in modo repentino e drammatico la vita degli italiani e le prospettive economiche del Paese". Lo scrive il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, nelle premessa della bozza del Piano nazionale di Riforma.  

"È assolutamente necessario evitare che la crisi pandemica, inserendosi su un contesto di scarso dinamismo economico del Paese, nonché di complessi cambiamenti geopolitici a livello mondiale, sia seguita da una fase di depressione economica. Non vi è tempo da perdere, e le notevoli risorse che l’Unione Europea ha messo in campo devono essere utilizzate al meglio", sottolinea il ministro dell'Economia. 

"Nelle ultime settimane le misure di controllo dell’epidemia hanno prodotto una significativa riduzione del numero di nuovi contagi e di ricoveri in terapia intensiva. Sebbene il tributo pagato giornalmente in termini di vite umane resti rilevante e doloroso, dai primi di maggio è stato possibile dare il via ad una graduale riapertura delle attività produttive e in giugno anche la libertà di movimento dei cittadini fra Regioni è stata ripristinata". 

"Durante la fase più acuta della crisi, il Governo è intervenuto con misure di grande ampiezza e portata economico-finanziaria onde contrastare i devastanti effetti economici dell’epidemia COVID-19 e limitare al massimo i danni per il tessuto sociale ed economico. Di particolare rilevanza sono stati gli interventi a favore di lavoratori, famiglie, imprese e settori più impattati, nonché di rafforzamento del Sistema Sanitario nazionale e della protezione civile, attuati tramite i decreti Cura Italia, Liquidità e Rilancio".  

"È assolutamente necessario evitare che la crisi pandemica, inserendosi su un contesto di scarso dinamismo economico del Paese, nonché di complessi cambiamenti geopolitici a livello mondiale, sia seguita da una fase di depressione economica. Non vi è tempo da perdere, e le notevoli risorse che l’Unione Europea ha messo in campo devono essere utilizzate al meglio".  

RIFORME - "Bisogna fornire alle famiglie e alle imprese tutto il sostegno necessario per una ripartenza sostenibile nel tempo e da un punto di vista sociale e ambientale, sospingendo gli investimenti produttivi e attuando riforme da lungo tempo attese" scrive Gualtieri.  

NO A NUOVI CONDONI - "Aggredire e ridurre il tax gap". E' questo uno degli obiettivi del prossimo piano di riforme contenuto nella Bozza di Pnr che per questo conferma, si legge, "la determinazione a non prevedere nuovi condoni che, generando aspettative circa la loro reiterazione, riducono l’efficacia della riscossione delle imposte". La strategia complessiva del governo contro il tax-gap prevede di: "Migliorare la qualità dei controlli effettuati dall’Amministrazione finanziaria e di rafforzare l’efficacia della riscossione". Sarà impresso, inoltre, "un forte impulso alle attività orientate a favorire la compliance volontaria dei contribuenti e a prevenire gli inadempimenti tributari". Per migliorare la compliance fiscale l'incentivo al "maggiore utilizzo dei pagamenti elettronici, non solo nell’ottica di favorire la digitalizzazione dei processi aziendali e la razionalizzazione degli adempimenti degli operatori Iva, ma anche prevedendo modalità semplificate per la fruizione di agevolazioni o incentivi fiscali". 

SALARIO MINIMO - Il governo ritenta la carta del salario minimo. E' la bozza del Pnr, infatti, a prevedere, all'interno di un più ampio progetto di rafforzamento della contrattazione nazionale e di integrazione dei diversi ambiti e livelli di negoziazione per contrastare il dumping contrattuale, l'istituzione di un salario minimo "quale strumento di sostegno del potere d’acquisto dei salari e vettore di protezione e rafforzamento della contrattazione collettiva nazionale nei settori più deboli e a basso tasso di sindacalizzazione nei quali strutturalmente non opera la contrattazione di secondo livello".  

RIFORMA FISCO - "Il contrasto all’evasione fiscale, la revisione delle imposte ambientali e l’abolizione dei sussidi ambientalmente dannosi, unitamente ad una riforma del sistema fiscale improntata all’efficienza, all’equità e alla progressività, nonché ad una revisione e riqualificazione della spesa pubblica, saranno i pilastri della strategia di miglioramento dei saldi di bilancio e di riduzione del rapporto debito/pil nel prossimo decennio - scrive Gualtieri - Tanto maggiore sarà la credibilità della strategia di rilancio della crescita potenziale e di miglioramento strutturale del bilancio, tanto minore sarà il livello dei rendimenti sui titoli di Stato e lo sforzo complessivo che il Paese dovrà sostenere nel corso degli anni". 

LOTTA ALL'EVASIONE - "Il contrasto all’evasione fiscale sarà perseguito continuando il rafforzamento delle agenzie fiscali e investendo ulteriormente in tecnologia e big data. L’utilizzo dei pagamenti digitali verrà promosso e incentivato" è scritto nella bozza. "L’Italia rafforzerà la propria iniziativa di contrasto all’erosione delle basi imponibili nelle opportune sedi internazionali ed europee. Da una più equa imposizione sui giganti del web e dal contrasto dell’elusione fiscale attualmente consentita dai regimi impositivi di alcuni Paesi Ue potrà derivare un miglioramento del gettito che sarà utilizzato per ridurre la pressione fiscale e il rapporto fra debito pubblico e pil". 

SPENDING REVIEW - Il Governo intende avviare "una nuova fase della spending review" si legge nella bozza di Pnr che spiega come l'obiettivo sia quello di "riallocare ed efficientare la spesa anche alla luce dei guadagni di produttività realizzabili attraverso la digitalizzazione e lo snellimento delle procedure burocratiche".  

SEMPLIFICAZIONI - Inoltre, "il Governo è al lavoro su un quarto provvedimento in materia economica, volto a semplificare le procedure amministrative e la pianificazione e autorizzazione dei lavori pubblici. La finalità principale sarà quella di rimuovere gli ostacoli che negli ultimi anni hanno rallentato non solo gli appalti e gli investimenti pubblici, ma anche, più in generale, la crescita dell’economia".  

CENTRI PER L'IMPIEGO - La bozza prevede il potenziamento dei Cpi, centri per l'impiego, per dare attuazione alla fase due del decreto con cui il governo ha istituito il Rdc e realizzare l'inclusione attiva di quanti hanno avuto accesso all'assegno. "L’attuazione del piano straordinario di potenziamento dei centri per l’impiego e delle politiche attive del lavoro (Cpi), costituisce una priorità politica del Programma di Governo e si sostanzia in un piano di investimenti per la riqualificazione della rete di servizi per il lavoro e dei servizi sociali. Si apre, infatti, la seconda fase di investimento in politiche attive prevista dal decreto che istituisce il RdC, per realizzare l’obiettivo più volte condiviso dall’Unione Europea di inclusione attiva e benessere collettivo, in linea con il pilastro europeo dei diritti sociali", si legge. Proseguirà, inoltre, la "sperimentazione avviata sull’assegno individuale di ricollocazione come misura di politica attiva del lavoro erogata sul territorio tramite la rete pubblica-privata dei servizi per il lavoro".  

NEXT GENERATION EU - "Il Pnr traccia le linee essenziali del Programma di Ripresa e Resilienza (Recovery Plan) che il Governo metterà a punto alla luce della Comunicazione della Commissione Europea del 27 maggio per la creazione di un nuovo Strumento Europeo per la Ripresa (Next Generation EU), che sarà auspicabilmente quanto prima approvato dal Consiglio Europeo" scrive il ministro dell'Economia. "Lo Strumento Europeo per la Ripresa è un’iniziativa per cui il Governo si è fortemente battuto. Esso rappresenta un grande passo in avanti per l’Europa e l’occasione per il nostro Paese per rilanciare gli investimenti e attuare riforme che ne amplifichino gli effetti all’interno di un disegno di crescita e transizione verso un’economia più sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale. Alla costruzione di questo progetto il Governo dedicherà nei prossimi mesi tutte le energie disponibili, facendo tesoro dell’ampia consultazione con le componenti economiche, sociali e culturali del Paese svoltasi con i recenti Stati Generali". 

OSSERVATORIO LAVORO - Avanti con la promozione del dialogo con le parti sociali: in quest'ambito sarà realizzata la riforma della rappresentanza sindacale. E' quanto si propone la bozza di Pnr che il governo sta mettendo a punto ricordando a questo proposito come l'esecutivo abbia già riconosciuto e firmato nel settembre scorso la Convenzione sulla Rappresentanza tra l’Inps, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro e Parti sociali, che implementa il Testo Unico sulla Rappresentanza, siglato nel 2014 e modificato nel 2017. E anche al fine di monitorare il mercato del lavoro sarà istituito, si legge ancora nel Pnr, "l’osservatorio nazionale del mercato del lavoro". E sempre attraverso il dialogo con le parti sociali e istituzionali verranno, inoltre, promossi diversi interventi in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro tra i quali rientra "la realizzazione di un piano straordinario" per "dare completa attuazione e aggiornare il Testo Unico per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro specialmente nella fase di riapertura post pandemia". 

EDILIZIA PER RILANCIO - "L’edilizia - si legge nella bozza - è un altro settore su cui puntare per il rilancio dell’economia, pur rafforzando le politiche di contrasto all’abusivismo edilizio e al consumo del suolo. Si è già detto degli incentivi alle ristrutturazioni in chiave energetica ed antisismica e del ‘bonus facciate’. La valorizzazione del patrimonio immobiliare della Pubblica Amministrazione potrà giocare, in connessione con la graduale ripresa del settore, un importante ruolo propulsivo per il settore delle costruzioni, incrementandone la produzione e l’occupazione e, quindi, la crescita complessiva dell’economia". In questo senso, "anche gli edifici utilizzati dallo Stato Centrale saranno oggetto di un ampio piano di efficientemente energetico oltre che di revisione da un punto di vista sismico, contribuendo al riavvio del settore edile. La valorizzazione delle aree e degli edifici sottoutilizzati o abbandonati e l’utilizzo più efficiente degli spazi lavorativi potranno, nel quadro di un’attenta pianificazione e dei corretti incentivi, dare luogo a progetti di sviluppo sociale locale e alla liberazione di risorse per investimenti nel rispetto dell’equilibrio finanziario". 

FIBRA OTTICA SCUOLA - Entro due anni, tutte le scuole statali superiori e medie dell’intero territorio nazionale saranno connesse con collegamenti in fibra ottica a 1 Gbps, necessari per l’adozione di forme sistemiche di teledidattica, è scritto nella bozza del Pnr. Lo stesso, si legge ancora, "è previsto per le scuole primarie e quelle dell’infanzia ricadenti nelle cosiddette ‘aree bianche’. La connettività sarà gratuita per 5 anni e sarà inclusa la manutenzione delle reti. Sono previsti inoltre voucher per le famiglie che saranno di due tipologie in base alla fascia di reddito di appartenenza: è previsto infatti un contributo massimo di 200 euro per connessioni veloci per le famiglie con Isee sopra i 20.000 euro e un contributo massimo di 500 euro per connessioni veloci e per l’acquisto di tablet e pc per le famiglie con Isee sotto i 20.000 euro". 

CARBURANTI - "La rete distributiva italiana è sovradimensionata e inefficiente, soprattutto se posta in comparazione con quelli dei principali Paesi europei con popolazione comparabile a quella italiana. Un ulteriore indicatore della maggiore arretratezza della rete distributiva italiana rispetto a quella degli altri Paesi europei è rappresentato dalla minore diffusione di apparecchi self-service per l’erogazione dei carburanti - è scritto nella bozza - A fronte di queste debolezze rimane prioritario l’obiettivo di una razionalizzazione e ammodernamento delle reti di distribuzione, come più volte segnalato anche dall’Autorità per la Concorrenza".  

"Serve una grande attenzione a porti, aeroporti e stazioni. Occorre fare i tamponi a tutti i passeggeri provenienti da Paesi nei quali il virus è in crescita. Non basta la temperatura o l’autocertificazione". Lo sottolinea all’Adnkronos Salute Francesco Vaia, direttore sanitario dell’Inmi Spallanzani di Roma, commentando l’aumento di casi di Covid-19 registrati a Roma di persone rientrate da Paesi extra Schengen. 

"Il coronavirus è tema che coinvolge tutti i settori della società civile. Non è sufficiente che la sanità pubblica faccia bene, come ha fatto finora - rimarca Vaia - Ciascuno deve partecipare anche i cittadini con il loro comportamento perché vedo troppa rilassatezza in giro. E anche i gestori di piccole e grandi società devono fare la loro parte. Nel caso dell’aeroporto di Fiumicino anche Adr. Ma non solo - suggerisce il direttore - le grandi stazioni, gli stabilimenti balneari, i gestori di discoteche e luoghi di intrattenimento. Una grande e sinergica alleanza per sconfiggere definitivamente il virus". 

Infine, il direttore Vaia fa un appello anche alla politica: "Metta da parte almeno per un momento le proprie divisioni e conduca il Paese fuori dall'emergenza". 

Toccano quota 777mila le domande pervenute dalle banche al Fondo di Garanzia. Lo dice una nota Abi che segnala come i dati aggiornati al 3 luglio scorso evidenzino "la crescita a 777mila delle domande pervenute dalle banche al Fondo di Garanzia, per 46,3 miliardi, di cui quelle fino a 30mila euro sono divenute 681mila, per oltre 13,5 miliardi di euro". 

"Ho visto situazioni di buonsenso e altre di eccessivo lassismo nelle spiagge italiane". Ad affermarlo all'Adnkronos Salute è il virologo dell'Università di Milano Fabrizio Pregliasco, che nell'estate italiana della fase 3 della pandemia di Covid-19 invita a fare attenzione, senza eccessivi allarmismi. "Non possiamo certo inaugurare la tintarella con la mascherina - precisa l'esperto - ma possiamo fare attenzione a igiene e distanziamento". Sul lettino, in acqua o mentre si passeggia sul bagnasciuga non serve la mascherina, ma "portiamola con noi quando ci spostiamo e indossiamola quando andiamo al bar, al bagno o al ristorante. Inoltre ricordiamo di lavare le mani spesso", raccomanda Pregliasco. "E manteniamo il distanziamento. Si tratta di misure semplici e di buonsenso". 

"I numeri di oggi e la notizia di tanti piccoli focolai in Italia preoccupano un po', ma si tratta di una situazione di grande attenzione, non di pericolo. E non abbiamo a che fare con una seconda ondata. Il fatto è che il virus, seppur in modo limitato, continua a circolare ed è fondamentale intercettare e spegnere subito i focolai, mantenendo alta la guardia sui casi importati dall'estero". Il virologo Pregliasco sottolinea, inoltre, l'importanza "di migliorare la nostra capacità di tracciamento e mantenere alta l'attazione, senza però esagerare con gli allarmi". 

"I focolai e i casi importati - aggiunge il virologo - in questa fase sono attesi. Dobbiamo tener presente che il virus c'è ancora e mantenere le distanze. Poi, certo, vedere comportamenti irresponsabili come quello di Vicenza, il cui protagonista ha fatto male a se stesso e anche agli altri, non fa piacere", continua il virologo. "Capisco la voglia di buttarsi alle spalle i mesi di lockdown e di ricominciare dopo un periodo devastante, ma ricordiamo che la guerra non è ancora vinta". Bisogna anche dire che "nelle strade, e anche nelle spiagge, ho visto situazioni di buonsenso e altre di eccessivo lassismo. L'auspicio è che le prime prgano", per tagliare le gambe alla circolazione di Sars-Cov-2, conclude Pregliasco. 

"Ora si parte con un progetto più organico che renderà strutturale questo taglio del cuneo fiscale che è una delle grandi riforme che questo governo intende portare avanti". Lo dice il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, a margine del Consiglio confederale nazionale Uil. Per quanto riguarda più in generale la riforma fiscale il ministro ha sottolineato che questa sarà fatta continuando "con il dialogo con le parti sociali, così com'è avvenuto con il taglio del cuneo". 

"Sicuramente entro luglio, come avevamo detto", risponde poi Gualtieri ai cronisti che gli chiedevano informazioni sul nuovo scostamento di bilancio previsto dal Governo. 

"Lo faremo: abbiamo avviato e predisposto con il ministro Catalfo un quadro di misure che stiamo analizzando tecnicamente in modo da arrivare a un confronto con i sindacati e le imprese per varare un prolungamento e un aggiornamento delle misure sociali", spiega Gualtieri a chi gli domanda sul prolungamento di ammortizzatori sociali e blocco dei licenziamenti. 

Solo il 46% delle strutture monitorate accetta il bonus vacanze. Il 35% non lo accetta, il 19% sta ancora decidendo se accettarlo o meno. E' quanto emerge da un'indagine dell'Osservatorio nazionale di Federconsumatori , ubicate nelle principali località turistiche al mare, in montagna, nonché nelle città d’arte, chiedendo se accettassero o meno il bonus. Delle strutture monitorate 210 sono alberghi, 110 sono B&B e 50 sono agriturismi. 

"Stiamo ricevendo in questi giorni - rileva l'associazione dei consumatori - molte segnalazioni di cittadini che si lamentano del fatto che molte strutture alberghiere non accettano i bonus vacanza istituiti dal Governo per agevolare le famiglie, permettendo loro di usufruire delle ferie estive e per sostenere il settore del turismo in grande difficoltà nel nostro Paese a causa della pandemia. Al di là delle polemiche degli albergatori sulle modalità con cui è stato strutturato il bonus, lo riteniamo un importante strumento di sostegno per le famiglie… se solo venisse accettato". 

Gli agriturismi sono le strutture che accettano di più i bonus: di quelli monitorati ben il 60% si è dichiarato disponibile ad accettare tale agevolazione per i soggiorni. Tale percentuale scende al 53% negli hotel e al 36% nei B&B. 

Nel dettaglio, da un lato è necessario estenderne la fruizione anche attraverso i portali di prenotazione online (Otp): è dato noto che molte famiglie, per cercare le offerte migliori e per risparmiare, prenotano autonomamente le vacanze approfittando di sconti ed offerte online. Le maggiori criticità sollevate dagli albergatori sono i tempi molto ristretti per valutare l’adesione all’iniziativa e la necessità di risorse immediate dopo la chiusura per la pandemia: in tal senso è necessario effettuare degli accordi per far sì che gli albergatori che accettano il bonus possano disporre immediatamente della liquidità, anche attraverso un coinvolgimento delle banche. 

Sono soprattutto donne, professionisti ad elevata istruzione e giovani ad essere maggiormente esposti a rischio contagio da malattie infettive respiratorie come il Coronavirus che, nonostante il rallentamento della presa epidemica nel nostro Paese, continua a rappresentare una minaccia. Sono i luoghi di lavoro, del resto, gli ambiti più rischiosi: non solo perché frequentati da una quota importante di popolazione ma, soprattutto, per il tempo che vi si trascorre. L’esposizione al contagio risulta poi differente in funzione dell’attività professionale svolta. È quanto emerge dal report della Fondazione studi consulenti del lavoro ‘Lavorare ai tempi del Covid-19: il rischio contagio tra gli occupati italiani’, elaborato sulla base di 5 fattori di rischio a cui sono esposti i lavoratori (frequenza dei contatti con altre persone; interazione con pubblico; lavoro al chiuso; vicinanza fisica ad altre persone; frequenza esposizione a malattie e infezioni). Le donne che potrebbero essere contagiate sono 4 mln 345 mila e rappresentano il 44% delle occupate. Di questa percentuale il 21,6% svolge una professione a rischio contagio molto elevato e il 22,4% elevato. Valori che risultano di gran lunga più alti di quelli che si riscontrano tra gli uomini (svolge un lavoro rischioso per il contagio il 16,4% degli occupati).  

Anche i giovani, del resto, sono più frequentemente occupati in lavori a stretto contatto con il pubblico (commercio, ristorazione) e pertanto presentano una maggiore possibilità di contrarre il virus: tra gli under 35 il 35,1% svolge una professione ad altro rischio, mentre nelle altre fasce d’età la percentuale si riduce attorno al 27%. Il livello di istruzione è un altro fattore distintivo correlato al rischio, rilevandosi più alto nelle classi di istruzione più elevate: il 40,9% dei laureati (di questi, il 22,9% con rischio molto elevato) contro il 27% dei diplomati e il 20,9% di quanti sono in possesso del diploma di scuola media.  

Passando alla classifica delle professioni più a rischio, in testa vi sono quelle legate alla salute: medici (308 mila), infermieri, radiologi, esperti di diagnostica (736 mila) e professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali, come massaggiatori sportivi, operatori sociosanitari, assistenti di studi medici (258 mila). A seguire, gli specialisti delle scienze della vita come farmacisti, biologi, ma anche veterinari (150 mila) e professori della scuola primaria (485 mila).  

Poi, gli operatori della cura estetica (277 mila), tecnici dei servizi sociali (88 mila), figure addette ai servizi personali e assimilati come baby-sitter, badanti, addetti alla sorveglianza bambini o assistenza personale (492 mila) e assistenti di viaggio (19 mila). Ad essere esposti, inoltre, gli esercenti e addetti nelle attività di ristorazione, professori di scuola secondaria e post-secondaria, addetti all’accoglienza e all’informazione della clientela, specialisti dell’educazione e della formazione e, infine, il personale addetto agli sportelli e ai movimenti di denaro.  

Lo studio si focalizza poi sulla distribuzione dei lavoratori per area geografica, evidenziando come, nonostante il contagio abbia interessato maggiormente il Nord Italia, il potenziale di diffusione tra i lavoratori è più alto al Sud dove, vista la concentrazione di determinate professioni, ben il 31,3% degli occupati risulta esposto contro il 28,5% del Centro e il 26,5% del Settentrione. 

"I datori di lavoro non devono abbassare la guardia. È fondamentale anche nei mesi a venire assicurare il contenimento del contagio nei luoghi di lavoro attraverso la riorganizzazione degli spazi e l’adozione di misure precauzionali che tutelino la salute dei lavoratori", dichiara il presidente della Fondazione studi consulenti del lavoro, Rosario De Luca.  

"Contemporaneamente, però, è necessario salvaguardare anche i datori di lavoro virtuosi, che, pur avendo attuato tutte le norme necessarie ad impedire il contagio, possono essere soggetti alla responsabilità penale, con il pericolo di vedersi riconosciuto il proprio comportamento lecito solo alla fine del procedimento", conclude il presidente.  

 

Bonus vacanze ad ampio raggio: può includere anche i costi di servizi accessori, come quelli balneari, a patto che siano indicati nella fattura emessa dall’unico fornitore scelto per trascorrere le vacanze. E può essere utilizzato presso un’impresa turistico ricettiva che gestisca alberghi oppure alloggi per vacanze e altre strutture per brevi soggiorni (come ad esempio resort, ostelli della gioventù, colonie marine, rifugi di montagna, bungalow per vacanze, bed&breakfast). È quanto chiarito dalla circolare n.18/E, firmata dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini. Il documento di prassi fornisce tutte le indicazioni sull’utilizzo del Bonus vacanze previsto dal decreto Rilancio e sulle modalità da seguire per beneficiarne.  

Le strutture presso le quali utilizzare il Bonus vacanze: come si legge nella circolare, per individuare le strutture presso le quali è possibile utilizzare il bonus, occorre fare riferimento ai soggetti che, indipendentemente dalla natura giuridica o dal regime fiscale adottato, svolgono effettivamente le attività previste dalla norma, ovvero, "imprese turistico ricettive", "agriturismi" e "bed and breakfast".  

Tali strutture, che esercitano le attività ricomprese nella sezione 55 di cui ai codici Ateco, a titolo indicativo sono: alberghi, resort, motel, aparthotel (hotel&residence), pensioni, hotel attrezzati per ospitare conferenze (inclusi quelli con attività mista di fornitura di alloggio e somministrazione di pasti e bevande); villaggi turistici, ostelli della gioventù, rifugi di montagna - inclusi quelli con attività mista di fornitura di alloggio e somministrazione di pasti e bevande, colonie marine e montane, case ed appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residence, alloggio connesso alle aziende agricole, chalet, villette e appartamenti o bungalow per vacanze, cottage senza servizi di pulizia. 

In particolare, chiarisce la circolare, sono inclusi tra tali soggetti anche coloro che svolgono un’attività alberghiera o agrituristica cd. stagionale. Inoltre, il documento di prassi precisa che non sono inclusi tra i soggetti che erogano i servizi che danno diritto al bonus vacanze coloro che svolgono un’attività alberghiera o agrituristica non esercitata abitualmente. 

Quanto ai servizi balneari, dall'Agenzia arriva il via libera se indicati in fattura da un unico fornitore. Il documento di prassi chiarisce, infatti, che il Credito d’imposta Vacanze non può essere utilizzato sulle prestazioni rese da più fornitori, ad eccezione di quelle per servizi accessori come per esempio i servizi balneari indicati nella stessa fattura dall’unico fornitore. Ad esempio nel caso di un soggiorno presso una struttura alberghiera con fattura emessa da un primo fornitore, è possibile includere ai fini del Credito d’imposta Vacanze i costi per la fruizione dei servizi balneari da parte di un secondo fornitore se gli stessi sono indicati nell’unica fattura emessa dal primo fornitore.  

Come ricorda il documento, il Credito d’imposta Vacanze è utilizzabile per il pagamento di servizi offerti in ambito nazionale da parte di imprese turistiche e ricettive, nonché di bed and breakfast dal 1° luglio al 31 dicembre 2020. Pertanto, la circolare chiarisce che l’agevolazione spetta esclusivamente in relazione a soggiorni in relazione ai quali almeno un giorno ricada in questo periodo di riferimento. Inoltre, il Credito d’imposta Vacanze spetta in relazione ad un unico soggiorno - fruito nel periodo che va dal 1° luglio al 31 dicembre 2020 - e deve essere utilizzato in relazione al pagamento effettuato a favore della struttura turistica fornitrice del servizio. 

Per richiedere il bonus vacanze, il cittadino deve installare ed effettuare l’accesso a IO, l’app dei servizi pubblici, resa disponibile da PagoPA S.p.A. Una volta entrati nell’app, a cui si accede mediante l’identità digitale SPID o la Carta d’Identità Elettronica (CIE 3.0), il contribuente dal 1° luglio e fino al 31 dicembre 2020 potrà richiedere il bonus dopo aver verificato di averne diritto (se ha, cioè, una Dichiarazione sostitutiva unica - DSU - in corso di validità, da cui risulti un indicatore ISEE sotto la soglia di 40mila euro). 

In caso positivo otterrà un codice univoco e relativo QR-code che potranno essere utilizzati per la fruizione del bonus. Il pagamento del soggiorno può essere effettuato anche con l’intermediazione di agenzie di viaggio o tour operator. La circolare detta infine specifiche indicazioni per l’inserimento dei dati nell’apposita procedura web disponibile nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate, così da consentire al fruitore del bonus di utilizzare il codice univoco (o relativo QR code). 

Contratti a termine, pensioni di invalidità, congedi parentali, incentivi per Euro 6. La commissione Bilancio della Camera ha approvato diversi emendamenti al dl Rilancio, ecco alcune delle novità che interesseranno la fase 3 dell'emergenza Covid. 

CONTRATTI A TERMINE - Via libera alla proroga dei contratti a termine o di apprendistato sospesi nel periodo dell'emergenza Covid. La modifica stabilisce che per i lavoratori apprendisti e per i lavoratori a termine, anche in somministrazione, il termine dei contratti è prorogato nella misura equivalente al periodo di sospensione dall'attività lavorativa in ragione delle misure di emergenza epidemiologica.  

PENSIONI INVALIDITÀ - La commissione Bilancio della Camera ha approvato un emendamento sottoscritto da tutti i capigruppo in commissione e a prima firma Giorgia Meloni, che crea un fondo ad hoc per gli aumenti degli assegni d'invalidità al 100%. A tal fine viene previsto un fondo con uno stanziamento di 46 milioni di euro per il 2020.  

CONGEDI PARENTALI - I congedi parentali straordinari al 50% della retribuzione previsti per i genitori di bambini fino a 12 anni, per i dipendenti privati, potranno essere richiesti fino al 31 agosto. L'emendamento estende quindi la fruizione del congedo per un mese in più. 

ATTIVITA' ESTIVE 0-16 ANNI - "È passato l'emendamento di Italia Viva che estende da 0 a 16 anni la fascia d'età delle attività estive finanziabili con i 150 milioni stanziati dal mio Ministero" spiega su Facebook la ministra della Famiglia Elena Bonetti. "Era necessario garantire a tutti i figli, dai più piccoli - penso in particolare ai bambini sotto i 3 anni - fino agli adolescenti, un'offerta ricreativa rispondente alle specifiche esigenze di ogni età", aggiunge la ministra.  

SUPERBONUS 110% E SECONDA CASA - Via libera all'estensione del superbonus al 110% alle seconde case unifamiliari e alle associazioni, alle società sportive dilettantistiche limitatamente agli spogliatoi e alle associazioni del terzo settore. Il superbonus, inoltre, è esteso fino al 30 giugno 2022 solo per gli interventi di efficienza energetica per le case di edilizia popolare. 

BONUS EURO 6 - Via libera anche all'emendamento al dl Rilancio che prevede incentivi per l'acquisto di un'auto Euro 6. L'emendamento prevede un bonus di 1.500, dal primo agosto al 31 dicembre 2020, per chi acquista un veicolo nuovo Euro 6 con contestuale rottamazione di un'auto vecchia di almeno dieci anni. L'incentivo è di 2mila euro per ibrido ed elettriche. Il bonus vale se il concessionario a sua volta offre un bonus da 2mila euro.  

BONUS BICI - “Con un emendamento, di cui sono prima firmataria, abbiamo esteso il fondo per il bonus bici di ulteriori 20 milioni in modo da scongiurare ogni ipotesi di click day - dichiara Paola Deiana, deputata del MoVimento 5 Stelle e capogruppo in commissione Ambiente - Un risultato importante che va ad accontentare chi ha usufruito in queste settimane dell'incentivo e che rischiava di rimanere escluso dal bonus, avendo avuto la misura un successo sopra ogni aspettativa. Già il governo aveva stanziato ingenti risorse che, secondo le stime, sarebbero stati sufficienti per l’acquisto di 450mila biciclette, ma i dati ci evidenziano come si sia arrivati, ad oggi, a quasi 600mila pezzi venduti".  

SCUOLE PARITARIE - Raddoppiano i fondi alle scuole paritarie che saranno pari a 300 milioni di euro. In particolare "165 destinati alle scuole per i bambini da 0 a 6 anni, 120 per primarie secondarie con innalzamento dell’età fino ai 18 anni (prima era fino ai 16) e 15 milioni destinati alle Regioni che provvederanno alla ripartizione" spiega Maurizio Lupi, presidente di Noi con l’Italia. 

CLASSI CON MENO DI 15 ALUNNI - Con un altro emendamento, in deroga al limite minimo di alunni si stabilisce che le classi delle elementari potranno avere anche meno di 15 bambini e che questo limite potrà essere infranto anche negli altri ordini e gradi di istruzione per rispettare le limitazioni anti coronavirus. Nella stessa logica sono ammessi incarichi temporanei sia per i docenti sia per il personale Ata, mentre in caso di sospensione dell'insegnamento in presenza si interrompono i contratti a tempo. 

40 MILIONI A COMUNI ZONE ROSSE - Un fondo da 40 milioni di euro in favore dei Comuni non rientranti nell'originaria zona rossa ma che sono stati particolarmente colpiti dall'emergenza sanitaria. Lo prevedono una serie di emendamenti al dl Rilancio, riformulati e approvati in commissione. I fondi, stando al testo, verranno ripartiti entro 30 giorni con un decreto interministeriale Mef-Viminale, in base alla popolazione residente nei comuni individuati come zona rossa e posti in isolamento per almeno 15 giorni, e, negli altri comuni colpiti, in base all'incidenza tra popolazione residente e i contagi e i decessi al 30 giugno 2020.  

VITTIME DISCRIMINAZIONE SESSUALE - Un altro emendamento approvato prevede 4 milioni di euro per il 2020 a un fondo di assistenza alle vittime di discriminazione e violenza per motivi legati all'identità di genere e all'orientamento sessuale. 

BRESCIA E BERGAMO CAPITALI ITALIANE CULTURA - Via libera poi a Bergamo e Brescia capitali italiane della cultura per l’anno 2023. "È un riconoscimento importante per due città ricche di storia e cultura, duramente colpite dalla pandemia" afferma in un post su Facebook il viceministro all'Economia e alle Finanze, Antonio Misiani.  

RIMBORSI CONCERTI - Disco verde per un emendamento che prevede il rimborso cash dei concerti cancellati in via definitiva. Il rimborso partirà esclusivamente nel caso in cui l’evento non venga rinviato a un’altra data compresa nella validità del voucher sostitutivo. 

SUPER POTERI MEF - Stop alla norma che prevedeva la possibilità per il Mef di riassegnare autonomamente le risorse non utilizzate destinate alle diverse misure anti Covid. Lo prevede un emendamento approvato in commissione, secondo il quale questa possibilità è limitata al solo esercizio finanziario 2020. L'emendamento prevede inoltre che entro 7 giorni sia previsto un parere delle commissioni competenti del Parlamento sul tema. 

Con un emendamento al dl rilancio, approvato in Commissione, in deroga al limite minimo di alunni si stabilisce che le classi delle elementari potranno avere anche meno di 15 bambini e che questo limite potrà essere infranto anche negli altri ordini e gradi di istruzione per rispettare le limitazioni anti coronavirus. Nella stessa logica sono ammessi incarichi temporanei sia per i docenti sia per il personale Ata, mentre in caso di sospensione dell'insegnamento in presenza si interrompono i contratti a tempo.  

Dalla cybersecurity alle infrastrutture, dalla 'green economy' all'agricoltura 4.0 alle misure a sostegno di imprese e famiglie colpite dall'emergenza coronavirus, dalla formazione e la ricerca alla riforma fiscale e della giustizia. E ancora: piano per il Sud, disabilità, codice dello sport, empowerment femminile, turismo, salute, 'mobilità dolce', export. Ecco la 'Tavola sinottica' di cinque paginette inviata in questi giorni dal premier Giuseppe Conte ai leader del centrodestra in vista del vertice a palazzo Chigi con le opposizioni sulla ripartenza post-Covid. E' intitolata 'Progettiamo il rilancio', come lo slogan degli Stati Generali conclusi due settimane fa a Villa Doria Pamphilj. Il documento, articolato in 9 punti, a loro volta suddivisi in altri capitoletti specifici, sembra una sorta di manifesto politico del governo e rendiconto dell'attività governativa con l'elenco di quanto fatto fino ad ora e dei buoni propositi per il futuro.  

Conte riepiloga in forma di sinossi, secondo un criterio schematico e la collocazione in colonne parallele, le misure e i provvedimenti adottati dal suo esecutivo e quelli in cantiere. Questi i 'titoli' dei 9 punti programmatici: 'Un Paese completamente digitale'; 'Un Paese con infrastrutture più sicure ed efficienti'; 'Un Paese più verde e sostenibile'; 'Un tessuto economico più competitivo e resiliente (imprese e lavoro)'; 'Piano integrato di sostegno alle filiere produttive italiane'; 'Una pubblica amministrazione al servizio dei cittadini e delle imprese'; 'Investiamo nella formazione e nella ricerca'; Un'Italia più equa e inclusiva'; 'Un ordinamento giuridico più moderno e attraente'.  

In particolare, nello spazio dedicato alla digitalizzazione del Paese, spiccano temi cari ai 5 Stelle, come la rete 5G e l'intelligenza artificiale. 'Connettere tutti', si legge nel testo, e sotto: ''Rete nazionale unica in fibra ottica e Rete 5g''; ''Rafforzamento della cybersecurity con investimenti", ''Rafforzamento di investimenti digitali nel Paese", "Intelligenza artificiale"; "Robotica"; "Servizi di cloud"; ''Promuovere i pagamenti digitali e il piano cash less". Nel capitoletto 'Superare il digital divide' vengono proposti: "Voucher per famiglie e imprese, con particolare attenzione al Sud'', ''Rete unica per le cosiddette 'aree bianche"; ''Internet ultraveloce nella aree rurali per sviluppare l'agricoltura 4.0''.  

Il presidente dell'Istat Carlo Blangiardo, nella sua relazione al rapporto annuale dell'istituto si è dilungato sugli effetti della pandemia covid-19, durante la quale "l’Istat ha mantenuto la piena continuità operativa". A questo proposito ha detto: "Leggiamo con preoccupazione gli esiti più devastanti delle misure di confinamento in aree strategiche, come il capitale umano, per il prezzo pagato fin qui dalla scuola e per l’ipoteca che incombe sui di essa nei mesi a venire; o come il turismo, essenziale per la nostra economia, seppur debole e fragile sotto il profilo della struttura di impresa; ma siamo in grado, con i nostri strumenti, di rilevare già i primi segni di recupero". 

L’Antitrust ha avviato due procedimenti istruttori nei confronti di Alitalia e Volotea per la cancellazione di biglietti causata dall'epidemia di coronavirus. E' l'Autorità a renderlo noto sottolineando che nei confronti delle due compagnie aeree sono stati avviati anche due sub-procedimenti cautelari. Oggetto dei procedimenti, avviati "sulla base di numerose segnalazioni di consumatori", è la vendita di biglietti che sono stati in seguito cancellati dalle due compagnie aeree a causa del Covid-19, "pur trattandosi di servizi da svolgere in un periodo nel quale non sarebbero stati vigenti i limiti di circolazione stabiliti dai provvedimenti governativi" scrive l'Antitrust. 

Entrambe le compagnie hanno offerto l’erogazione di un voucher in luogo del rimborso del prezzo del biglietto già pagato dai consumatori" sottolinea ancora la nota. "Inoltre, sia Alitalia che Volotea non hanno fornito un’adeguata informazione ai consumatori quanto ai diritti spettanti in caso di cancellazioni" scrive l'Antitrust. "Alle compagnie è stato infine contestato di aver predisposto un servizio di assistenza carente sui tempi di attesa e e sui canali di comunicazione messi a disposizione dei passeggeri" conclude la nota dell'Agcm. 

 

 

A metà 2020 il quadro economico e sociale italiano si presenta eccezionalmente complesso e incerto. Al rallentamento congiunturale del 2019 si è sovrapposto l’impatto della crisi sanitaria e, nel primo trimestre, il Pil ha segnato un crollo congiunturale del 5,3%; i segnali più recenti includono: inflazione negativa, calo degli occupati, marcata diminuzione della forza lavoro e caduta del tasso di attività, una prima risalita dei climi di fiducia. Le previsioni Istat stimano per il 2020 un forte calo dell’attività economica, solo in parte recuperato l’anno successivo. E' questo in sintesi la fotografia scattata dall'Istat nel Rapporto annuale presentato oggi. 

La crisi determinata dall’emergenza sanitaria ha investito l’economia italiana in una fase caratterizzata da una prolungata debolezza del ciclo. Lo scorso anno il Pil è cresciuto di appena lo 0,3% e il suo livello è ancora inferiore dello 0,1% rispetto a quello registrato nel 2011. La politica di bilancio fortemente espansiva, necessaria per contrastare la crisi e resa possibile dalla sospensione del Patto di stabilità e crescita, avrà quest’anno un impatto rilevantissimo sui saldi di finanza pubblica e sul rapporto tra debito e Pil. Lo scorso anno, l’Italia ha proseguito il percorso di risanamento della finanza pubblica, favorito da un ulteriore ampliamento dell’avanzo primario (l’1,7% del Pil). Il rapporto deficit/Pil è sceso dal 2,2% del 2018 all’1,6%. Questi progressi hanno consentito di mantenere invariata l’incidenza del debito sul Pil (al 134,8%) che tuttavia è rimasta molto sopra la media Uem (all’84,1%). 

Tra le conseguenze più drammatiche dell’epidemia, l’incremento complessivo della mortalità 

Le imprese rimaste attive nel corso del lockdown appartengono soprattutto a comparti che trasmettono gli impulsi su scala estesa, ma lentamente. Il ritorno ai livelli pre-crisi potrebbe richiedere tempi piuttosto lunghi anche alla luce delle stime sugli effetti inter-settoriali delle misure di lockdown introdotte in Italia e all’estero. L'Istat evidenzia che con le misure di lockdown introdotte in Italia e all’estero la caduta del valore aggiunto complessivo, rispetto a uno scenario di riferimento con assenza di shock, "è pari al 10,2% ed è determinata per 8,8 punti percentuali dalle dinamiche interne e per 1,4 punti dagli effetti 'importati'". Di questi ultimi, 0,2 punti, rileva il rapporto, "sono ascrivibili alla riduzione di domanda tedesca, 0,4 alla dinamica dell’area euro (esclusa la Germania) e 0,8 punti a quella del resto del mondo". 

L'impatto del Covid sulla speranza di vita: quasi un anno in meno, due al Nord 

Gli effetti diretti e indiretti del lockdown si sostanziano in contrazioni significative del valore aggiunto di tutti i principali comparti dell’economia italiana (non meno dell’8%). Gli impatti misurati nell’esercizio sono più accentuati per alcune attività del terziario (-19,0% per alloggio e ristorazione; -11,3% per i servizi alla persona; -10,3% per commercio, trasporti e logistica) e per le costruzioni (-11,9%). La componente 'importata' è piccola nei servizi ed è ampia nell’industria (tra 2,7 e 3,5 punti), in ragione della sua maggiore integrazione negli scambi internazionali e nelle catene globali del valore. 

La crisi di liquidità del 2020 potrebbe incidere fortemente sull’operatività delle imprese "qualora l’accesso a risorse esterne non fosse agevole". Una stima dell’impatto del lockdown sulla liquidità di circa 800mila società di capitale italiane (che rappresentano quasi la metà dell’occupazione e il 70% del valore aggiunto del sistema produttivo) indica che all’inizio della fase di graduale riapertura delle attività, a fine aprile, quasi due terzi delle imprese (circa 510mila) avevano, verosimilmente, liquidità sufficiente a operare almeno fino a fine 2020 mentre oltre un terzo sarebbe risultato illiquido o in condizioni di liquidità precarie. L'Istat sottolinea inoltre "che il crollo del fatturato a partire dal mese di marzo 2020 ha accentuato le difficoltà finanziarie delle imprese, ponendo sfide severe anche per quelle con una solida situazione economico-finanziaria".  

In particolare, rileva l'Istat, si stima che il 16,5% (quasi 131mila unità) fosse già illiquido alla fine del 2019; un ulteriore 13,3% (circa 105mila) lo sarebbe diventato tra gennaio e aprile 2020; per il restante 5,9% (oltre 46mila imprese) il deterioramento delle condizioni di liquidità è tale da mettere a rischio l’operatività nel corso del 2020. 

I problemi di liquidità appaiono diffusi in molti settori del nostro modello di specializzazione: costruzioni, bevande, autoveicoli, altri mezzi di trasporto nell’industria; consulenza aziendale, alloggio, commercio di autoveicoli, agenzie di viaggio e servizi di trasporto marittimo e aereo nel terziario. La crisi di liquidità delle imprese incide sia nell’immediato, causando fallimenti o cadute strutturali, sia nel lungo periodo, compromettendo la capacità di recupero delle imprese che avrebbero avuto margini di cassa. Secondo i risultati di questa analisi circa un terzo delle società di capitale classificabili a “produttività elevata” risulta a fine aprile illiquido o presenta una liquidità insufficiente a sostenere, fino alla fine del 2020, flussi di cassa pari a quelli registrati in media nei primi quattro mesi dell’anno. 

La fotografia del mercato del lavoro pre-pandemia mostra diseguaglianze crescenti. Gli uomini, i giovani, il Mezzogiorno e i meno istruiti non hanno ancora recuperato i livelli e i tassi di occupazione del 2008. Nel 2019 il numero di occupati ha superato di 519mila unità il valore del 2008 nel Centro-nord mentre nel Mezzogiorno il saldo è ancora negativo di 249mila. Tra i giovani di 25-34 anni gli occupati sono oltre 1 milione e 400mila in meno. Al contrario le donne segnano un aumento di 602mila unità mentre gli uomini occupati in settori particolarmente esposti agli andamenti del ciclo hanno subito un calo di 332mila unità. 

Rispetto alla qualità del lavoro aumentano le diseguaglianze a svantaggio delle donne, dei giovani e dei lavoratori del Mezzogiorno. Con maggiore frequenza si tratta di lavoratori a tempo determinato e a tempo parziale, specie involontario, che occupano posizioni lavorative ad alto rischio di marginalità e di perdita del lavoro. 

Sono molteplici i fattori di fragilità del sistema produttivo. Il problema del reperimento della liquidità è molto diffuso, i contraccolpi sugli investimenti - segnalati da una impresa su otto - rischiano di costituire un ulteriore freno ed è anche preoccupante che il 12% delle imprese sia propensa a ridurre l’input di lavoro. Tuttavia, si intravedono fattori di reazione positiva e di trasformazione strutturale in una componente non marginale del sistema produttivo. Nella prima fase dell’emergenza sanitaria conclusasi il 4 maggio, il 45% delle imprese ha sospeso l’attività, in gran parte a seguito dei decreti del Governo e circa una su sette per propria decisione Tra le imprese che si sono fermate prgono largamente quelle di piccola dimensione. 

Le misure di contenimento dell’epidemia hanno provocato una significativa riduzione dell’attività economica per una larga parte del sistema produttivo: oltre il 70% delle imprese ha dichiarato una riduzione del fatturato nel bimestre marzo-aprile 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; oltre il 40% ha riportato una caduta maggiore del 50%.  

Per il 2020 è previsto un forte calo dell’attività (-8,3%), diffuso a tutte le componenti settoriali, con una contrazione del Pil che, si prevede, sarà solo in parte recuperata l’anno successivo. La crisi ha determinato un primo impatto sull’attività a marzo e poi uno pesantissimo nel mese successivo, con una fortissima contrazione congiunturale di tutte le attività produttive. L’indice di produzione industriale è risultato in aprile inferiore di oltre il 42% rispetto a un anno prima mentre per quello delle costruzioni il calo tendenziale è pari a circa il 68%. 

Nel primo trimestre 2020, il blocco parziale delle attività connesso alla crisi sanitaria ha determinato effetti diffusi e profondi. Il Pil si è contratto del 5,3% su base congiunturale. Dal lato della domanda, i consumi privati hanno segnato una caduta del 6,6% rispetto al trimestre precedente, gli investimenti dell’8,1%, mentre vi è stato un contributo positivo delle scorte. Sul fronte degli scambi con l’estero, il calo delle esportazioni è stato più intenso di quello delle importazioni (rispettivamente -8,0% e -6,2%).  

La contrazione di entrambi i flussi commerciali con l’estero ha segnato un’ulteriore accelerazione; in particolare le esportazioni sono diminuite di quasi il 30% nel bimestre marzo-aprile rispetto agli stessi mesi del 2019.  

I dati più recenti indicano, tuttavia, iniziali segnali di inversione. Il commercio estero extra-Ue di maggio registra un primo significativo rimbalzo delle esportazioni e gli indicatori dei climi di fiducia delle imprese mostrano a giugno una significativa risalita rispetto al mese precedente. 

Sul fronte dei prezzi, nel 2019 è emersa una nuova decelerazione dell’inflazione e la debolezza della domanda ha favorito un’ulteriore discesa dei margini di profitto. Nei primi mesi del 2020 gli effetti del crollo delle quotazioni del petrolio hanno portato a un calo tendenziale dei prezzi al consumo (Indice Ipca) dello 0,3% a maggio.  

La percezione di aumento dell’inflazione, emersa di recente, è probabilmente connessa alla risalita dei prezzi dei cosiddetti beni di largo consumo, il cui tasso di crescita tendenziale si è avvicinato al 3% ad aprile per scendere al 2,6% a maggio. 

La pandemia da Covid-19 si è innestata su una situazione sociale caratterizzata da "forti e crescenti disuguaglianze", rileva ancora il Rapporto annuale 2020. La classe sociale di origine "influisce ancora in misura rilevante sulle opportunità degli individui nonostante il livello di ereditarietà si sia progressivamente ridotto. Per la generazione più giovane però è anche diminuita la probabilità di ascesa sociale" sottolinea l'Istat.  

Sul fronte del mercato del lavoro la fotografia al 2019 indica crescita di diseguaglianze territoriali, generazionali e per titolo di studio rispetto al 2008. Quelle di genere sono diminuite in termini di quantità di occupati ma aumentate sotto il profilo della qualità del lavoro.  

 

Lo stop imposto al 'fuori casa' (bar, ristoranti, alberghi e agriturismi) ha avuto ricadute negative anche sull’agroalimentare nazionale con perdite di almeno 2 miliardi. In più, la chiusura del canale Horeca (hotel, ristoranti, caffè), in Italia e nel mondo, ha giocato sicuramente un ruolo di primo piano nel determinare il calo dell’export (-1% ad aprile) e della produzione industriale nel settore alimentare (-8,1%). In Italia, circa un terzo dei consumi alimentari viene realizzato fuori casa, in media con i valori dell’Ue (34%), ma inferiore a quelli di alcuni importanti mercati come Spagna (49%), Stati Uniti (45%), Regno Unito (45%) e Cina (40%). E' quanto emerge da un report ad hoc elaborato da Nomisma per la Cia. 

Le vendite online hanno invece visto una crescita senza precedenti: +120% da gennaio al 21 giugno e +160% solo nel post lockdown (dal 4 maggio al 21 giugno). Ma il boom dell’e-commerce non è riuscito a compensare la chiusura dell’Horeca. In un contesto in cui l’e-commerce dei prodotti alimentari è destinato a crescere (il 95% degli italiani crede che l’acquisto web di prodotti alimentari aumenterà nei prossimi anni), si rileva nel rapporto, il canale online avrà un ruolo centrale nello sviluppo del mercato tipico/locale: il 92% degli italiani crede che questa sia, infatti, la modalità più utile per poter acquistare i prodotti alimentari dei piccoli produttori, specie quando si parla di piccole realtà situate in zone interne e difficili da raggiungere, come le aree appenniniche. 

 

"Stiamo lavorando, affinché l'assegno unico universale per i figli fino a 21 anni arrivi dal prossimo anno". E' quanto assicura la ministra per la Famiglia e le pari opportunità Elena Bonetti durante il programma 'Agorà' sulla Rai. "Ieri si è svolta alla Camera dei deputati la discussione generale su questa che è la prima misura del 'Family Act', approvato nella sua interezza, che prenderà forma", ricorda. 

"Abbiamo proceduto con grande celerità, utilizzando il canale parlamentare già avviato e ho apprezzato anche il contributo durante il dibattito in Parlamento da parte di tutte le forze, di maggioranza e di opposizione: quindi, è un provvedimento che riconcilia il Paese, evitando qualsiasi ideologia per passare alla concretezza di risposte e di proposte", sottolinea la ministra. 

Quanto all'ammontare dell'assegno, "non abbiamo prefissato una cifra - premette Bonetti - ogni mese le famiglie riceveranno una somma per ciascun figlio, dalla nascita fino ai 21 anni, con una maggiorazione dal terzo figlio e in caso di figli disabili, dal 30% al 50%, estesa a tutto l'arco della vita". 

In ogni caso, "ci sarà un carattere di universalità per tutti, con l'obiettivo che nessuno prenda meno di quanto non stia già prendendo adesso. Stiamo facendo i conteggi, anche sulla base della nuova riforma fiscale che faremo; si era fatta un'ipotesi fra 200 e 250 euro, in una prima simulazione. Importante è che le famiglie potranno contare su questa cifra, tutti i mesi, erogata con semplicità". 

Tre miliardi di euro per l'acquisto di mascherine, guanti, tamponi, ventilatori, disinfettanti e di tutti i dispositivi di protezione individuale. E' la spesa dello Stato durante l'emergenza Covid-19, al 30 aprile, secondo quanto emerge dalla relazione annuale dell'Autorità nazionale anticorruzione (Anac) sull'attività svolta nel 2019, report presentato oggi alla Camera dei Deputati. "La spesa legata all’emergenza Covid è stata gestita per poco più di un terzo a livello centralizzato nazionale (39%) e per la parte restante a livello regionale (61%). La spesa direttamente riferibile agli enti locali è invece del 4,5%", si legge. 

"Nel primo quadrimestre la Banca dati nazionale dei contratti pubblici (Bdncp) detenuta dall’Anac ha registrato 61.637 procedure connesse all’emergenza sanitaria, per una spesa complessiva di 3,04 miliardi. La gran parte dell’importo, oltre 2 miliardi, è riferibile al periodo più critico dell’emergenza, ovvero quello compreso fra l'1 marzo e il 10 aprile", si legge nella relazione. La voce di spesa più significativa è quella relativa alla fornitura di dispositivi di protezione individuale, che da sola rappresenta quasi il 70% del totale: mascherine (1,1 miliardi), visiere e altri dispositivi (942 milioni). Poi tamponi (99 milioni), ventilatori e ossigenoterapia (396 milioni), disinfettanti (45 milioni) e altri prodotti (393 milioni). 

Le spese per mascherine e altri dispositivi di protezione individuale "sono destinate ad una crescita consistente nel breve-medio periodo, visto che l’atteso riavvio delle attività dovrà essere supportato da una più ampia e capillare distribuzione. La domanda di tali beni potrebbe quindi attestarsi su valori multipli rispetto a quelli relativi al periodo già trascorso, impegnando una quota ancora più ingente della spesa pubblica nazionale", scrive ancora l'Autorità nazionale anticorruzione nella relazione. "Fra le principali criticità che possono occorre in simili frangenti, la relazione dell’Anac elenca: l'abnorme lievitazione dei prezzi rispetto ai prezzi riconoscibili ante emergenza e forte variabilità degli stessi sul territorio nazionale; lo scostamento nella qualità e quantità delle forniture rispetto alle caratteristiche richieste; la retrocessione dell’aggiudicatario dall’offerta, mancata stipula del contratto, mancato avvio o interruzione della fornitura; ritardi rispetto al termine di consegna; il mancato possesso, da parte dell’affidatario, dei requisiti di ordine generale necessari per contrarre con la Pubblica amministrazione", si legge nel rapporto. 

Durante l'emergenza coronavirus, l'Anac ha fornito "40 pareri sulla congruità dei prezzi per le forniture necessarie per un valore complessivo 40 milioni di euro". 

"Gli acquisti hanno riguardato prentemente alcuni dispositivi di protezione individuale (mascherine protettive e chirurgiche, camici e visiere protettivi, equipaggiamenti vari), letti ospedalieri elettrici, ventilatori polmonari, prodotti e servizi di disinfezione. Tra le amministrazioni richiedenti: presidenza del Consiglio dei ministri, ministero dell’Interno, ministero della Salute, comando generale dell’Arma dei Carabinieri, alcune regioni, aziende ospedaliere e aziende sanitarie locali", si legge nella relazione. 

APPALTI - E ancora: nel primo quadrimestre 2020 gli appalti sono scesi del 24% per numero e del 33% in valore, pari a 18,6 miliardi in meno. La regione più colpita è la Lombardia (-63%, pari a una flessione di circa 10 miliardi), mentre alcune regioni nel primo quadrimestre 2020 hanno fatto registrare dati positivi, come il Lazio (+14%, pari a 550 milioni). 

"Va tuttavia rilevato - si legge nella relazione - che a causa dell’emergenza sanitaria 22mila procedure di gara, per un valore di 23 miliardi, non sono ancora state 'perfezionate' (ovvero non è stato pubblicato il bando o la lettera di invito). Dal momento che il tasso di perfezionamento delle procedure si aggira attorno al 90%, è possibile ipotizzare che i dati definitivi, sia a livello nazionale che locale, saranno assai meno negativi di quanto appaiano attualmente. Sarà a ogni modo possibile avere il quadro completo sull'andamento del mercato solo nelle prossime settimane". 

Nel 2019 il valore complessivo degli appalti pubblici ha sfiorato i 170 miliardi di euro con un aumento di oltre 30 miliardi rispetto al 2018 (+23%). Il valore complessivo è 169,9 miliardi di euro rispetto ai 139,4 del 2018: si tratta di una cifra record, mai toccata dal settore in precedenza, si legge nel rapporto. 

Dal 2016, anno di introduzione del nuovo Codice dei contratti pubblici, la crescita del valore dei contratti è stata del 69%. Il valore complessivo è stato di 102 miliardi nel 2016, 132,4 nel 2017, 139,4 nel 2018 e 169,9 nel 2019. "Gli appalti banditi nel 2019 sono stati quasi 154mila, circa 12mila in più del 2018, più 8%", scrive l'Autorità nazionale anticorruzione nel rapporto. 

"Un sistema di prestiti è molto più logico. Anche quelli sono aiuti". Intervistato dal Corriere della Sera, il premier olandese Mark Rutte , 'leader morale' dei 4 Paesi 'frugali', insiste nel chiedere un Recovery Fund europeo basato sui prestiti. "Dalle analisi della Commissione - afferma - sappiamo che la sostenibilità del debito di Italia e Spagna non sarà diminuita da nuovi prestiti. Per questo la nostra posizione è che l’aiuto dev’essere fatto di prestiti, non di contributi. Ma insistiamo anche perché ci si concentri sull’aumento della competitività e della resilienza dei Paesi che li ricevono". "Noi vogliamo che siano solo prestiti", rimarca ancora Rutte quando gli si chiede se potrebbe accettare una combinazione di contribuiti e prestiti. 

In ogni caso, sul Recovery Fund "un compromesso è possibile": "Quello del 19 giugno è stato un vertice esplorativo", afferma Rutte nella sua prima intervista ad una testata internazionale dall'inizio della crisi del coronavirus. "Penso che la proposta della Commissione contenga margini per proseguire la discussione - ha affermato - Ci sono differenze. La trattativa sarà dura, prenderà un po’ di tempo, ma un compromesso è possibile". 

"I rapporti tra Olanda e Italia sono eccellenti", spiega ancora Rutte, che sottolinea come il suo "rapporto personale" con Conte sia "forte e amichevole". "Le relazioni - rimarca - sono molto migliori di quanto si possa pensare se ci si basa sui media, soprattutto negli ultimi tempi". 

"Ammiro ciò che fa Conte, cercando di varare un pacchetto di riforme mirate ad aumentare la produttività e la competitività dell’Italia, incluse misure impopolari. E un buon inizio e spero prosegua. Perché è cruciale che la prossima volta l’Italia sia in grado di rispondere a una crisi da sola", afferma Rutte. "L’impatto della pandemia per l’Italia è stato enorme, sia in termini di vite umane che di danni all’economia. Lo capiamo e per questo dobbiamo essere pronti ad aiutare l’Italia, ma anche altri Paesi come la Spagna", dice ancora il premier olandese, aggiungendo di ritenere che "un'Europa forte sia nell'interesse di tutti. E questo significa anche un'Italia forte". 

Il premier olandese sostiene un'applicazione rigorosa del patto di stabilità. "Dovremmo fare qualcosa per assicurare che venga applicato in modo rigoroso. Ma non penso che abbia senso allentarne le regole", risponde Rutte alla domanda se il patto di stabilità vada modificato. 

 

Le lettere di invito a palazzo Chigi del premier Giuseppe Conte sono arrivate all'opposizione. Ma ancora non è stata fissata la data dell'incontro con il governo. Con una nota il presidente di Fi Silvio Berlusconi ha annunciato di aver ricevuto la lettera ed è pronto al confronto con il presidente del Consiglio, come ''sin dall'inizio della crisi". Il Cav, comunica il suo staff, "parteciperà all'incontro insieme a Lega e Fdi e consegnerà al governo un corposo dossier di proposte ideate per far ripartire il Paese e per utilizzare al meglio le ingenti risorse europee messe a disposizione dell'Italia". 

Anche fonti della Lega riferiscono che il premier ha scritto al leader della Lega Matteo Salvini confermando l’intenzione di un incontro per discutere del piano di rilancio del Paese.  

"Oggi mi è arrivata una lettera con la quale Giuseppe Conte mi rinvita a incontrarlo - informa la leader di Fdi, Giorgia Meloni - Aspettiamo un appuntamento da circa due settimane ma mi manda la lettera per dirmi che mi vorrebbe incontrare e io ho ribadito che noi siamo disponibili". "Visto che ci dobbiamo vedere - prosegue Meloni - se ci manda un documento elaborato alla fine di questi 10 giorni di Stati generali... così parliamo non del sesso degli angeli ma di cose concrete, su cui Fdi è sempre disponibile".