Fonte ADNKRONOS

Sono stati 23 i decessi registrati fra gli infermieri positivi a Covid-19. Nel numero, fa sapere all'Adnkronos Salute la Fnopi (Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche) sono inclusi anche due suicidi: si tratta di un'infermiera di Iesolo di 49 anni e di una di Monza di 34 anni che, positive, temevano di aver involontariamente diffuso il contagio. 

"E' il mio lavoro, questa è la vita che ho scelto di fare e la sto facendo". Così Anthony Fauci, diventato il volto della risposta della scienza Usa al coronavirus, ha risposto a chi gli chiedeva delle minacce di morte ricevute che, secondo quanto rivelato oggi dai media Usa, hanno spinto le autorità a metterlo sotto scorta.  

"Ovviamente sono sotto una grande pressione, sarebbe stupido non ammetterlo, ma c'è un lavoro da fare e noi lo stiamo facendo. Ho affrontato altre crisi come queste", ha aggiunto l'eminente virologo di origine italiana, alla guida del National Institute of Allergy and Infectious Diseases dal 1984, riferendosi all'epidemia di Aids negli anni ottanta. 

E' stato il Washington Post a rivelare per primo, citando fonti informate, che il governo federale ha deciso di aumentare le misure di protezione per il 79enne scienziato, il principale sostenitore in seno alla task force della Casa Bianca dell'adozione di rigide misure sociali per frenare l'epidemia, e della necessità di rinnovarle fino alla fine di aprile, a seguito di crescenti minacce contro di lui. Ma a preoccupare le autorità non sarebbero solo le minacce ma anche le eccessive comunicazioni di affetto e solidarietà da parte di ferventi ammiratrici ed ammiratori, rivela ancora il Post citando fonti sia del dipartimento della Sanità che del dipartimento di Giustizia. 

Fauci nelle ultime settimane è diventato un personaggio televisivo, costantemente intervistato e ricercato dai network, come ha più volte detto Donald Trump che in pubblico ha sempre riconosciuto il valore dell'eminente scienziato. Anche se, sempre secondo rivelazioni stampa, si sarebbe irritato per il fatto che Fauci spesso durante le conferenze stampa ha preso le distanze da sue affermazioni o le ha corrette. 

Non sono state date maggiori informazioni sulla natura delle minacce rivolte a Fauci che, bisogna dire, è diventato un obiettivo di commentatori e blogger dell'estrema destra, che come noto esercitano un'influenza su parte della base elettorale di Trump, in particolare per il ruolo svolto per confermare le restrizioni che impediscono la ripresa delle attività economiche. Nelle scorse settimane un articolo che definiva lo scienziato che ha servito tutti i presidente americani a partire da Ronald Reagan un "agente del deep state" - come l'estrema destra, e lo stesso Trump, definiscono gli alti funzionari federali ed i diplomatici che si oppongono al presidente ed alla sua linea politica - ha ottenuto 25mila interazioni su Facebook. Ed era stato postato da gruppi pro Trump come "Trump Strong" o "Tampa Bay Trump Club". 

Ma non solo le critiche, e le minacce online, sono fonte di preoccupazione: nelle ultime settimane, lo scienziato sarebbe stato avvicinato da fan che gli chiedevano di rilasciare autografi anche su palline da baseball. Così il ministro della Sanità Alex Azar ha deciso di rivolgersi agli U.S. Marshall Service per garantire la protezione di Fauci. Ad una domanda a riguardo, la notte scorsa Trump però ha detto: "non ha bisogno di una scorta, tutti lo amano".  

 

"Noi farmacisti a Roma siamo ancora senza mascherine, dalla Protezione civile e dalla presidenza del Consiglio non ci è arrivato nulla. Lavoriamo con gli stessi sistemi di protezione di venti giorni fa". Lo denuncia Andrea Cicconetti, segretario Federfarma Roma e consigliere Federfarma Lazio. 

"Le mascherine continuano a scarseggiare, le forniture sono minime. Lo Stato dovrebbe garantire la sicurezza di chi lavora assicurando un servizio essenziale", dice all'Adnkronos Salute Cicconetti, che sottolinea: "Siamo vittime di una politica di risparmi e tagli al servizio sanitario nazionale, di cui stiamo pagando adesso le conseguenze".  

Sono 569 i morti causati dal coronavirus registrati in Gran Bretagna in 24 ore per un totale di 2.921 decessi. Lo ha riferito il sito del 'Guardian' precisando che i dati del Dipartimento della Salute sono aggiornati alle 17 ora locale di ieri pomeriggio. Secondo il Dipartimento, i positivi sono saliti a 33.718 su un totale di 163.194 persone sottoposte a tampone. Questi ultimi dati sono aggiornati alle 9 di questa mattina. 

Arrivano da Milano le prime foto del coronavirus 'lombardo'. Sono state catturate al microscopio elettronico le prime immagini del virus Sars-CoV-2 isolato nel Laboratorio di Malattie infettive dell'università Statale-ospedale Sacco, coordinato da Massimo Galli e Gianguglielmo Zehender, in collaborazione con l'Anatomia patologica diretta da Manuela Nebuloni del Dipartimento di Scienze biomediche e cliniche Luigi Sacco.  

Hanno ottenuto gli isolamenti - ricordano da UniMi - i ricercatori Alessia Lai, Annalisa Bergna, Arianna Gabrieli (tre giovani scienziate precarie) e Maciej Tarkowski (ricercatore polacco in forze a Milano), mentre hanno effettuato le osservazioni al microscopio elettronico e prodotto le immagini Antonella Tosoni e Beatrice Marchini. 

 

 

In una fotografia, spiegano dall'ateneo, "si osservano chiaramente, ad un ingrandimento di 30000X, le particelle virali di Sars-CoV-2, adese alle membrane sulla superficie e all'interno di cellule Vero E6 utilizzate per l'isolamento". Una seconda foto è invece "la combinazione di 2 immagini a diverso ingrandimento (50000X e 140000X) che mostra le particelle virali con la tipica ultrastruttura caratterizzata dalla corona di glicoproteine superficiali". 

Sono ormai 10.007 gli operatori sanitari contagiati da Covid-19. E' quanto emerge dall'ultima infografica pubblicata dall'Istituto superiore di sanità. In un aggiornamento più esteso si segnala che si tratta di persone con un'età media di 49 anni, inferiore dunque rispetto a quella della popolazione generale infettata, e la maggioranza è formata da donne (34% di sesso maschile). "È evidente l’elevato potenziale di trasmissione in ambito assistenziale di questo patogeno", sottolinea l'Iss. 

I casi confermati di coronavirus in Svizzera e nel Liechtenstein continuano ad aumentare. Secondo i dati pubblicati oggi dall'Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp) sono ora 18.267, ovvero 1.128 in più rispetto a 24 ore prima. Almeno 432 persone sono morte. Rispetto a ieri si contano 54 vittime in più. Delle 432 persone decedute, 276 erano uomini (64%) e 156 donne (36%). La fascia di età va da 32 a 101 anni, per un'età media di 82.5 anni. 

La Svizzera ha ormai una delle incidenze maggiori (213 casi per 100.000 abitanti) in Europa, sottolinea l'Ufsp le cui informazioni si basano sui dati forniti da laboratori e medici fino alle 8.00 della mattina. È per questo che i dati dell'Ufsp possono divergere da quelli comunicati dai canoni, indica la nota. 

L'incidenza della malattia (casi per 100.000 abitanti) è particolarmente elevata in Ticino (638,5), Ginevra (491,3), Vaud (478,8) e Basilea Città (413,8). In Ticino - in base ai dati forniti stamane dalle autorità cantonali - i decessi sono 141, nove in più di ieri. I nuovi casi di contagio registrati sono 76, per un totale di 2271 casi positivi cumulativi a partire dal 25 febbraio 2020. Nel Cantone dei Grigioni, che fa riferimento ai dati forniti dalla Confederazione e non utilizza o non pubblica dati regionali, i casi confermati sono 569 (+48 in 24 ore) e le persone decedute 23 (+2). 

Il canton Uri ha reso noto oggi il primo decesso sul suo territorio. Si tratta di una donna di 75 anni deceduta all'ospedale cantonale che non aveva malattie preesistenti di rilievo. La paziente ha chiesto di non essere mantenuta in vita artificialmente. 

Dal primo caso confermato da test di laboratorio il 24 febbraio 2020, il numero di casi continua ad aumentare. Il numero dei test per Covid -19 eseguiti finora nella Confederazione ammonta complessivamente a 139.330, di cui il 15% risultati positivi, precisa l'Ufsp. La fascia di età dei casi finora confermati da test di laboratorio va da 0 a 102 anni, per un'età media di 53 anni (il 50% dei casi si riferisce a persone più giovani, l'altra metà ha un'età superiore). Nel 48% dei casi si tratta di uomini, nel 52% di donne. Gli adulti sono stati notevolmente più colpiti dei bambini. Negli adulti a partire dai 60 anni, gli uomini sono stati più colpiti delle donne, mentre negli adulti sotto i 60 anni le donne più degli uomini. 

Per 1909 casi l'UFsp dispone di informazioni sull'ospedalizzazione. La fascia di età delle persone ospedalizzate va da 0 a 101 anni, per un'età media di 70 anni. Nel 61% dei casi si tratta di uomini, nel 39% di donne. 

La circolare del ministro per la Pa Fabiana Dadone, emessa oggi, chiarisce alcuni aspetti sulla legge 104 e le 12 giornate in più fruibili a marzo e aprile, in relazione alla situazione nel pubblico impiego in questo periodo di emergenza scattata per il Covid-19. La circolare precisa che l’incremento dei permessi segue le regole ordinarie. Quindi, "se un dipendente assiste più di una persona disabile, ha diritto di sommare tanti incrementi quante sono le persone assistite. Non si ritiene, invece, possibile convertire in permessi per legge 104 le assenze già effettuate nel mese di marzo 2020" si spiega. Rispetto, invece, alla possibilità di fruire a ore questi stessi permessi aggiuntivi, la Funzione pubblica, pur ritenendola astrattamente compatibile con il quadro regolativo, la giudica in controtendenza rispetto all’obiettivo prioritario di limitare gli spostamenti delle persone fisiche. Dunque, sarebbe auspicabile che le amministrazioni incentivassero, quanto più possibile, l’utilizzo a giornate dell’istituto, anche in modo continuativo.  

Infine, sui congedi parentali straordinari la circolare evidenzia la portata applicativa temporalmente limitata dell’istituto e chiarisce che per i dipendenti pubblici le modalità di fruizione dei permessi aggiuntivi sono a cura del datore di lavoro. La domanda non va quindi presentata all'Inps, ma alla propria amministrazione. Si ritiene inoltre che il lavoro agile di un genitore legittimi la fruizione del congedo Covid-19 da parte dell'altro genitore, in considerazione della circostanza che lo smart working non è un diverso tipo di contratto di lavoro, ma solo un modo differente di svolgere l'attività professionale. La circolare della Funzione pubblica contiene anche indicazioni sulla sospensione dei concorsi pubblici e sulle altre misure a beneficio dei lavoratori con particolari condizioni di salute o in stato di disabilità grave. 

Potrebbero essere "almeno 5 milioni", di cui "di cui 1 milione nella sola Lombardia", gli italiani infettati dal coronavirus Sars-CoV-2. E' quanto emerge dai risultati di un'indagine Doxa coordinata dal gruppo dell'epidemiologo Carlo La Vecchia dell'università Statale di Milano, condotta sul territorio nazionale fra il 27 e il 30 marzo su sintomi correlati a Covid-19. 

Secondo i dati ufficiali, a fine marzo si registravano 105.792 casi e 12.442 decessi su scala nazionale, e 43.208 casi e 7.199 decessi in Lombardia, ricordano gli scienziati. Le cifre reali "sono tuttavia incerte: i casi registrati in Italia includono essenzialmente i ricoveri ospedalieri, più un ristretto numero di soggetti positivi a tamponi Pcr eseguiti in modo non sistematico", fanno notare gli esperti. Per stimare il numero di casi possibili, il team guidato da La Vecchia e dalla ricercatrice Eva Negri ha inserito una serie di domande sui sintomi correlati a Covid-19 (come febbre, mal di testa, raffreddore, tosse, disturbi gastrointestinali) nel sondaggio condotto settimanalmente da Doxa. L'indagine si basa su un campione di 1.000 individui, rappresentativi della popolazione generale italiana tra 18 e 85 anni in termini di sesso, età, area geografica e condizioni socio-economiche. Di questi, 169 erano residenti in Lombardia. E' emerso che nelle ultime 3 settimane in Italia il 14,4% dei soggetti ha riportato sintomi di tipo Covid-19, e l'1,5% febbre superiore a 38,5 gradi. In Lombardia le percentuali si attestano rispettivamente al 18,3% e al 3%. Sia in Italia che in Lombardia la percentuale di soggetti che hanno riferito sintomi di tipo Covid è più alta fra le donne, i giovani, i fumatori e le persone con un'istruzione superiore. 

"Anche ipotizzando che solo la metà dei sintomi segnalati sia riconducibile a Covid-19 - ragionano gli scienziati - circa l'8% della popolazione in Italia e il 10% in Lombardia sarebbero stati affetti da Covid-19 nelle 3 settimane precedenti la raccolta dati. Ciò equivarrebbe ad almeno 5 milioni di soggetti colpiti in Italia e 1 milione nella sola Lombardia. Una cifra che può essere raddoppiata - precisano - supponendo che la maggior parte dei sintomi simili a quelli di Covid-19 sia effettivamente correlata a Covid-19".  

I ricercatori spiegano tuttavia che parte dei sintomi descritti non è correlata a Covid-19. "Sebbene il periodo dell'influenza annuale si fosse concluso entro il 7 marzo, parte dei sintomi riferiti potrebbe essere legata ad altre condizioni (virali) non specifiche", dicono. Ma è possibile anche "che buona parte dei sintomi - e la maggioranza degli episodi di febbre superiore a 38,5 gradi in marzo - sia dovuta a Covid 19".  

I dati, puntualizzano ancora gli esperti, si limitano a un periodo di 3 settimane. Raccolti con metodologia Cawi (computer assisted web interviews), si riferiscono infatti a domande poste ai cittadini relative alle loro condizioni nelle tre settimane precedenti la rilevazione. Ma "altri soggetti erano affetti da sintomi analoghi prima del 7 marzo". Inoltre a queste stime "vanno aggiunti i soggetti che hanno contratto Covid-19 in assenza di ogni sintomo".  

"Malgrado il limite fondamentale della soggettività delle risposte, l'indagine presenta un punto di forza importante, in quanto parte di un sondaggio periodico validato, condotto su un campione ragionevolmente ampio e rappresentativo della popolazione generale italiana e lombarda", sottolinea il team di scienziati. I dati indicano pertanto che, "anche ignorando i casi asintomatici, l'epidemia di Covid-19 potrebbe aver colpito una parte sostanziale della popolazione italiana entro la fine di marzo, certamente superiore di un ordine di grandezza, e forse anche di due, rispetto ai casi registrati", concludono gli esperti. 

La stima degli scienziati italiani risulta in linea anche con quella diffusa nei giorni scorsi da ricercatori dell'Imperial College di Londra, secondo cui al 28 marzo i casi di Covid-19 in Italia avevano già raggiunto quota 5,9 milioni, pari al 9,8% della popolazione.  

Il ministero della Salute, in relazione all’emergenza Covid-19, destina 7 milioni di euro per progetti di ricerca della durata di 12 mesi, utilizzando fondi per la ricerca corrente degli Irccs, relativi agli anni finanziari 2020 e 2021. Trattandosi di fondi afferenti alla ricerca corrente, capofila dei progetti saranno gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs), comunica il dicastero sul suo sito. 

Il gruppo di ricerca potrà essere composto da unità operative afferenti a tutti i destinatari istituzionali e cioè: Istituto superiore di sanità, Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, Regioni e Province autonome e Istituti zooprofilattici sperimentali. Ciascun progetto di ricerca deve comprendere un minimo di 5 e un massimo di 7 unità operative - di cui una sola non facente parte del Ssn - e deve prevedere una richiesta di finanziamento al ministero della salute non superiore a euro 1 milione complessivi.La finalità dei progetti dovrà essere quella di acquisire rapidamente conoscenze in relazione a potenziali misure cliniche e di sanità pubblica che possono essere utilizzate immediatamente per migliorare la salute dei pazienti per contenere la diffusione di Sars-CoV-2 e comprendere la patogenesi del Covid-19, consentendone la sua gestione e la sua risoluzione. Il bando scadrà il 24 aprile secondo le tempistiche indicate nel bando stesso. 

Dopo l'ormai famosa circolare del Viminale e il trend dei casi di Covid-19 in rallentamento, si moltiplicano le segnalazioni di persone che iniziano a 'rompere' l'isolamento e a uscire di casa. Con le festività pasquali alle porte, si potrebbe innescare un indesiderato e non autorizzato allentamento delle misure. "Ma certamente ogni allentamento prelude all'interruzione del miglioramento e a nuove ondate di focolai epidemici", avverte Walter Ricciardi, componente italiano del Comitato esecutivo dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e consulente del ministro della Salute Roberto Speranza, raggiunto dall'AdnKronos Salute. Dunque è importante resistere per non vanificare tutto? "Assolutamente", conclude l'esperto. 

Tre esponenti di spicco dei Verdi tedeschi, gli europarlamentari Alexandra Geese e Sven Giegold, insieme alla deputata del Bundestag Franziska Brantner, promuovono e lanciano un appello congiunto italo-tedesco ai governi di tutti gli Stati membri dell’Unione europea e alle istituzioni Ue, con quattro richieste. L'appello, sottoscritto da molte personalità note sia tedesche che italiane (tra gli altri, solo per citarne alcune, Emma Bonino, Tito Boeri, Mario Monti, Franco Frattini, Enrico Letta, Lucrezia Reichlin, Giovanni Soldini), avanza quattro richieste, spiega l'eurodeputata Geese.  

In particolare, si chiede "uno scudo di protezione finanziaria completo per l'Europa e l'Eurozona da parte della Bce; l'apertura immediata di una linea di credito sanitaria nel Mes; l’emissione di European Health Bonds; un piano di rilancio delle nostre società ed economie post-Covid, integrando la transizione verde e la trasformazione digitale e traendo tutti gli insegnamenti possibili da questa crisi". 

  

E' il giorno più drammatico per la Spagna dal punto di vista dei morti da Covid-19. Il ministero della Sanità di Madrid ha annunciato il decesso nelle ultime 24 ore di 950 persone che fanno salire a 10.003 il numero complessivo delle vittime.  

Ieri i morti erano stati 864. Per quanto riguarda i contagi, si registra un incremento dell'8% rispetto a ieri. In totale sono oggi 110.238 con un aumento di 8.102 casi. 

La Commissione Europea lancia Sure (temporary Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency), un programma concepito per proteggere i posti di lavoro dagli effetti della pandemia di Covid-19. Il programma erogherà prestiti, fino a 100 mld di euro in totale grazie a garanzie per 25 mld che dovrebbero essere fornite dagli Stati membri, che aiuteranno gli Stati membri ad affrontare improvvisi aumenti della spesa pubblica per preservare l'occupazione. 

Cos'è Sure 

I prestiti, a tassi molto bassi, aiuteranno gli Stati membri dell'Ue a coprire i costi direttamente connessi alla creazione o all'estensione di schemi nazionali per il lavoro a orario ridotto (come la cassa integrazione in Italia) e per altre misure simili messe in campo per i lavoratori autonomi, in risposta alla pandemia causata dal coronavirus Sars-Cov-2. 

La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha sottolineato che saranno a disposizione di "tutti gli Stati membri", ma il programma è concepito per aiutare i Paesi più colpiti dalla pandemia. Lo schema, dice von der Leyen, mira a "preservare il cuore vibrante dell'economia europea, che è la sua forza lavoro qualificata", consentendo alle imprese di conservare la capacità produttiva, per poter ripartire dopo la fine dell'emergenza senza perdere quote di mercato. Gli Stati membri dell'Ue, ha spiegato il direttore generale per le questioni economiche e finanziarie della Commissione Europea Marteen Verwey durante un briefing tecnico on the record a Bruxelles, tramesso via web, "potranno beneficiare dei bassi tassi di interesse" che le istituzioni comunitarie possono spuntare sui mercati dei capitali, grazie al loro rating elevato. La Commissione "essenzialmente trasferirà il tasso" ottenuto sul mercato ai Paesi beneficiari. 

Come ha spiegato stamani il commissario all'Economia Paolo Gentiloni a Radio Anch'io, "è la Commissione Europea che va sui mercati, emette bond, e la Commissione Europea ha un rating tripla A, con la possibilità di ottenere tassi di interesse bassissimi, e presta questi quattrini con delle scadenze di lungo termine ai diversi Paesi". "Penso - ha aggiunto Gentiloni - che i Paesi che ne approfitteranno di più saranno soprattutto i Paesi con alto debito, perché hanno molta più difficoltà a reperire fondi. E il primo passaggio simbolico, e forse storico, alla messa in comune dell'impegno attuale e futuro".  

"Penso - ha detto ancora Gentiloni - che questa distinzione non sia soltanto una distinzione per avere un po' di benevolenza da parte dei Paesi dotati, ma che sia una distinzione importante". "Stiamo parlando - ha continuato - di mettere insieme le forze economiche tra Paesi che hanno livelli di debito di accesso ai mercati diversi per una situazione di emergenza. E questi Sure Bond, i bond che verranno emessi per finanziare questi strumenti tipo cassa integrazione, sono un primo esempio. Penso che ce ne saranno altri". 

L'accesso al programma non prevede "alcuna condizionalità", ha spiegato ancora Verwey, fatta eccezione per un aumento, anche previsto, della spesa per gli schemi nazionali di sostegno all'occupazione. Il civil servant ha sottolineato anche c'è un problema specifico, cioè che il bilancio pluriennale dell'Ue (Mff in gergo) 2014-20 "è vicino alla fine" (e gli Stati membri non sono riusciti, nel Consiglio Europeo del 20-21 febbraio, proprio quando a Codogno veniva rilevato il presunto paziente uno di Covid-19, a trovare un accordo sull'Mff 2021-27, a causa delle divisioni tra i Paesi), quindi le risorse rimaste non sono molte. E' questo il motivo per cui, anche se "stiamo utilizzando tutto lo spazio" rimasto, "avremo bisogno di garanzie aggiuntive" dagli Stati membri, nella misura di 25 mld di euro, cosa che consentirà prestiti nella misura di 100 mld, che avranno un tasso corrispondente a quello spuntato sul mercato. 

Tecnicamente, si tratterà di prestiti back-to-back, un tipo di operazione molto utilizzata dalla Commissione anche all'epoca della crisi finanziaria, che consiste in genere nella concessione, da parte di un'impresa e di una controllata, in questo caso di due istituzioni pubbliche, che risiedono in Paesi diversi, di finanziamenti incrociati (espressi nelle rispettive valute nazionali) di eguale importo e con la stessa struttura temporale (Treccani.it). 

"Per sua natura è debito sovrano, per sua natura ha un rischio molto basso", spiega Verwey. La Commissione Europea ha rating molto elevati: AAA con outlook stabile da Dbrs, Fitch e Scope; Aaa da Moody's, con outlook stabile; AA con outlook stabile da S&P. I rendimenti delle obbligazioni sovrane di lunga durata con rating alto sono attualmente bassissimi.  

La durata non è predeterminata e dovrà essere decisa singolarmente per ogni Paese dal Consiglio, ma nel regolamento è già previsto, ha spiegato Verwey, che ogni anno non potrà essere rimborsato più del 10% del debito, il che "fa capire che potrebbe essere nell'area dei dieci anni" o più. 

Per quanto riguarda l'erogazione delle garanzie per 25 mld di euro, l'ammontare per ogni Paese verrà calcolato sulla base di una chiave di allocazione, ma essenzialmente "più grande è l'economia di un Paese, più deve contribuire", conclude Verwey. 

L'Ue ha attualmente circa 52 mld di euro di titoli di debito emessi: può emettere debito esclusivamente per finanziare prestiti ai Paesi, e non può indebitarsi per finanziare il proprio bilancio. I fondi vengono prestati ai Paesi quasi esattamente alle stesse condizioni (stessa cedola, stessa scadenza e stesso valore nominale); il servizio del debito, tuttavia, rimane un obbligo dell'Ue, che si assicura della puntualità dei pagamenti. L'Ue raccoglie esclusivamente in euro; le scadenze dei nuovi titoli vanno da 3 a 30 anni (quelli già emessi arrivano fino al 2042). 

Si aggiorna di ora in ora l'elenco dei medici italiani morti per coronavirus. Marcello Cifola, otorinolaringoiatra, è l'ultimo segnalato dalla Fnomceo che allunga a un totale di 69 la triste lista delle vittime. Solo poco prima la Federazione nazionale Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri aveva aggiunto il nome di Gianpaolo Sbardolini, medico di medicina generale, 68esimo caduto. 

di Margherita Lopes 

"A New York è successo quello che è accaduto in Lombardia: sono stati travolti da un'ondata di casi improvvisa, che è arrivata come un iceberg: si vedeva solo la punta, il 15-20% dei casi gravi, poi è arrivato tutto il resto". A dirlo all'AdnKronos Salute è il virologo dell'Università di Milano Fabrizio Preglisco, commentando la situazione Oltreoceano: 391 morti registrati a causa del coronavirus nello Stato di New York in 24 ore, per un totale di 1.941 vittime secondo l'ultimo aggiornamento, e 83.712 contagi, con la Grande Mela che si conferma la città colpita più duramente.  

"A differenza di quanto accaduto in Veneto - osserva l'esperto - Codogno in Lombardia è un centro di logistica e trasporti molto attivo". E forse proprio "la grande attività, gli scambi, i commerci, i movimenti hanno penalizzato la Lombardia e stanno penalizzando New York. C'è poi il fatto che il virus ha lavorato sottotraccia, ed è emerso solo quando ci sono stati i casi gravi. Non dobbiamo dimenticare che il coronavirus si manifesta nell'80% con sintomi lievi: ma in Lombardia e a New York ci si è accorti dell'iceberg solo quando il 15-20% di pazienti gravi si è manifestato e ha avuto bisogno di cure. L'esperienza italiana - conclude Pregliasco - ci dice però che le misure draconiane funzionano, anche se occorre un po' di tempo". 

Centocinquanta accademici scrivono al governo quali misure si debbano prendere nella 'fase 2', quella della convivenza con l'emergenza coronavirus. Tra queste, l'incremento dei test, l'utilizzo di tecnologie di intelligenza artificiale e geolocalizzazione, l'isolamento dei soggetti positivi e misure di quarantena localizzate. Più tecnologia, quindi, per sopravvivere al virus e favorire la ripartenza del sistema economico. I centocinquanta professori sono medici, scienziati, economisti, matematici, fisici, biologi, filosofi, storici, chimici, ingegneri, giuristi: l'appello nasce dall'iniziativa del professor Giuseppe Valditara, già capo dipartimento formazione superiore ricerca del Miur.  

L'appello prende esempio dall'esperienza della Corea, che con una serie di misure è passata dalla condizione di seconda nazione al mondo per numero di contagi a poco più di un decimo di quelli accertati in Italia. "Tali misure hanno reso possibile un elevato livello di contenimento evitando il blocco totale del sistema economico e produttivo, realizzando un rilevante numero di test mirati, incrociati con l’isolamento dei soggetti positivi ed un loro tracciamento attraverso la geolocalizzazione. Le misure di sorveglianza attiva, già avviate in Veneto, potrebbero inoltre concorrere ad una migliore gestione dell’emergenza sanitaria evitando la saturazione degli ospedali e prevedendo misure solo localizzate di quarantena generalizzata".  

L’utilizzo delle tecnologie di tracciamento hanno occupato un ruolo centrale in questa strategia; per questo il gruppo di firmatari giudica necessario "l'avvio di una politica di geolocalizzazione che deroghi temporaneamente alle norme sulla privacy, con un termine certo e nel rispetto dei diritti costituzionali". I firmatari dell'appello indicano anche la necessità di "aumentare il numero dei tamponi e dei test sierologici generalizzati per quelle categorie professionali che operano a contatto con i pazienti o che hanno più contatti con il pubblico e per tutti coloro che manifestano sintomi, i loro familiari e tutti coloro con cui sono venuti in contatto negli ultimi giorni".  

 

"Ci sono scienziati che ci dicono che essendo un virus che ha attinenza con l'influenza c'è il rischio che alla ripresa del virus influenzale in ottobre e novembre ci possa essere anche una ripresa del coronavirus. Quindi bisogna prepararsi". Lo dice il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, su Radio Padania. "Noi ci siamo preparati, la nostra risposta finora è stata una risposta alla drammatica emergenza improvvisa. La nostra sanità ha dovuto affrontare uno tsunami, è partito tutto con una violenza mai vista". Alla 'futura emergenza' servirà, ad esempio, l'ospedale della Fiera di Milano.  

"La nostra sanità non è una delle migliori, è la migliore - rivendica il governatore - Se quello che è successo nella nostra regione fosse successo altrove non so come sarebbe finita. Io mi posso solo dire orgoglioso". 

Il coronavirus "circolerà finché non si crea un'immunità di gregge, e si spera non avvenga in breve tempo perché significherebbe far morire tantissime persone e stressare in modo inaudito il sistema sanitario, oppure finché non si trova un vaccino. Rischiamo continue reintroduzioni perché persisterà nella popolazione e dobbiamo essere attenti a intercettare eventuali focolai. Forse d'estate si trasmetterà di meno, ma ad autunno ci sarà il rischio che riparta. Ci vuole una strategia". E' il monito di Giovanni Rezza, direttore Malattie infettive dell'Istituto superiore della sanità, che in un'intervista a 'la Repubblica' riflette anche sul futuro dell'epidemia di Covid-19 in Italia.  

"Se abbattiamo finalmente la trasmissione, poi dobbiamo evitare che tutto riparta - sottolinea l'esperto - Vanno intercettati i casi grazie ai medici di famiglia e ai dipartimenti di prevenzione delle Asl, e messi subito in quarantena". Anche la App per il tracciamento è uno strumento "importante. Aiuta a capire dove sono state le persone, così da intercettare contatti a rischio. Si sta lavorando per individuare la soluzione migliore". Il momento è delicato e gli errori non sono ammessi: se l'epidemia riparte, avverte Rezza, "c'è il rischio di chiudere di nuovo tutto". 

"Stiamo creando altri posti per le degenze di sorveglianza del coronavirus, ad esempio ad Abbiategrasso, e cerchiamo di utilizzare al meglio ogni presidio". Detto questo, "i tamponi in Lombardia stanno aumentando". Così l'assessore regionale Giulio Gallera, intervistato in diretta su Telelombardia.  

"Oggi in Regione Lombardia noi consideriamo pazienti Covid tutti quelli che hanno dall'influenza in su. Abbiamo iniziato a monitorarli e a prescindere dal tampone li mettiamo nelle degenze di sorveglianza". D'altra parte, "stiamo iniziando a tamponare tutti i medici di medicina generale e stiamo sorvegliando tutti gli operatori, medici e infermieri, delle strutture sanitarie, con la misurazione della febbre. Chi esce dalla quarantena ovviamente lo tamponiamo". In sostanza, "in maniera selettiva stiamo andando ad allargare il numero dei tamponi".  

Nell'intervista Gallera parla anche delle richieste e della polemica dei sette sindaci Pd contro la Regione Lombardia. "Non sono una bella immagine - dice - noi abbiamo dovuto affrontare una guerra". "In questo momento - sottolinea - le istituzioni devono lavorare insieme. Noi, al di là di alcuni momenti, abbiamo capito le difficoltà del Governo nazionale, non abbiamo voluto fare polemica, e i cittadini vogliono un messaggio compatto delle istituzioni e soluzioni ai problemi".  

I sindaci sono "in contatto costante e diretto con il presidente Fontana, ci sono tutte le settimane videoconferenze con loro. Li abbiamo incontrati la prima volta domenica 23 febbraio, per dire la tempestività del coinvolgimento". A fronte di questo, "vedere che scrivono cose strumentali e attacchi politici non dà una buona immagine, ma giudicheranno i cittadini".