Manchester by the sea – di Paolo Montesi

l film inizia con un uomo solitario poco incline alla comunicazione anche verbale che fa le pulizie in un condominio a Boston. Neve e gelo simbolicamente presenti a testimoniare che sta soffrendo dentro e fuori il gelo di un’anima ferita. Ogni tanto picchia degli avventori di bar senza alcuna apparente ragione. Ma come mai lo fa, ma perché lo fa? Il regista e gli sceneggiatori che lo supportano intanto ci fanno sentire tutte le più belle musiche da film che il suo compositore ha scritto e scelto all’uopo. Finalmente tutto verrà chiarito dopo 50 minuti di film che l’uomo dopo una nottata con amici a base di alcool droga e ping pong ha dato fuoco alla sua casa per una malaugurata sua sbadataggine ed uccide tre figli. La moglie si salva per essere riutilizzata per una scena madre. Tragedia nella tragedia muore il fratello, famoso per la sua bontà, dell’uomo, lasciando un figlio questo si saggio, che adotterà lo zio e piano piano nella scena finale citazione di Chaplin riuscirà a giocare a palla avvelenata con lo stesso zio. A testimoniare che the things changes. Insomma un buon prodotto hollywodiano con una buona interpretazione di Casey Affleck, ma niente di più.

Paolo Montesi

Mail: paolo.montesi@rmagazine.it

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