Vetro

E’ sempre interessante scoprire come scrivono cinema le nuove generazioni, e c’è da rallegrarsi che si aprano opportunità per chi si muove da poco in questo ambito. E’ quindi in un’ottica positiva e accogliente che ho visto Vetro, in uscita oggi nelle sale italiane.

Vetro è un “thriller”, genere con cui il cinema italiano non sembra andare troppo d’accordo, ma che annovera grandi registi degli anni sessanta/settanta del Novecento, come Mario e Lamberto Bava, Lucio Fulci, Dario Argento.

Non è un genere facile, e, sebbene sia importante la regia – il montaggio, le scene, gli effetti speciali in Vetro sono delicati, ma funzionano –  deve avere un plot di ferro: come un giallo, un noir deve convincere o si rischia facilmente lo scivolamento verso il nulla.

In Vetro i dialoghi realistici e quotidiani seppure evanescenti di una ragazzina rinchiusa in camera sua da anni, per una paura non ben chiarita, e di suo padre, ufficialmente affettuoso e accudente custode, non arrivano a sostenere la storia in maniera convincente e il finale, che pure potrebbe essere l’ennesima costruzione di una mente disturbata da molti psicofarmaci, slitta come su una lastra di quel vetro che dà il titolo al film.

Gli autori – Ciro Zecca e Luca Mastrogiovanni – hanno scritto sceneggiature assai più leggere, dove si raccontavano vite balneari di adolescenti (Sotto il sole di Riccione) o la quotidianità arruffata e divertente di un regista romano (Vita da Carlo), e forse il thriller non è (ancora) nelle loro corde e i rimandi a classici immortali come La finestra sul cortile o L’inquilino del terzo piano non bastano a soddisfare lo spettatore navigato e a tenere in piedi la storia.

Quel che manca, insomma, è la credibilità di tutto quel che ruota attorno alla vita quotidiana di una ragazzina disturbata che vive isolata, sospetta dei dirimpettai, e invece è al centro di un delitto crudele.

Recitazione formalmente impeccabile quella di Carolina Sala: la deliziosa prigioniera – di sé e dei propri incubi?, del padre? degli uomini?, resta un po’ troppo levigata e glamour, anche quando vive momenti difficili e dovrebbe “scomporsi”. Tommaso Ragno – padre? carceriere? insegnante? poliziotto? – funziona come voce rassicurante e ambigua finché non appare.

Delicata e ben scritta la relazione tra la giovane e il ragazzo incontrato on line (Marouane Zotti), che però si spezza anch’essa nel finale che – si sarà capito – non ha convinto questa spettatrice.

 

Data di uscita: 7 aprile 2022
Genere:Thriller
Anno:2022
Regia:Domenico Croce
Attori: Carolina Sala, Tommaso Ragno, Marouane Zotti
Paese:Italia
Durata:90 min
Distribuzione:Universal Pictures, Vision Distribution
Sceneggiatura: Ciro Zecca, Luca Mastrogiovanni
Fotografia:Cristiano Di Nicola
Montaggio:Natalie Cristiani
Musiche:Ariel Lerner, Elisa Zoot
Produzione:Fidelio con Vision Distribution