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Il latte della madre – Nora Ikstena

Uscito in Italia per Voland, il romanzo di Nora Ikstena, scrittrice nata a Riga nel 1969, è ambientato in Lettonia.
Per chi voglia sapere di più sulla Lettonia, è un ottimo punto di partenza, ed è un ottimo trampolino di lancio anche per chi abbia desiderio di calarsi nella complessa relazione madre/figlia.
Il latte della madre è un libro con due voci narranti e una terza narrata, quella della madre della madre, la capostipite di un trio di donne che sanno che cosa significa combattere per sopravvivere anche a se stesse.
La nonna, nel 1944, ha appena partorito una bambina quando soldati che “urlano una lingua incomprensibile” trascinano via il marito, e lei fa appena in tempo a chiudersi in un armadio con la neonata nascosta in una valigia “alla quale aveva fatto in precedenza dei fori perché potessi respirare”.
La madre, a 25 anni, partorisce una figlia senza padre, contando sulla solidarietà della nonna, mentre per sé decide una vita da scienziata, in un paese che della scienza fa il suo fiore all’occhiello. Per di più lei, ginecologa con un acume e una formazione superlativi, sa fare meglio di molti altri, ma non tollera le ingerenze del potere – chiuso e maschile, in un mondo, come quello dell’ostetricia, prettamente femminile. Finisce condannata in un ambulatorio di campagna dove il suo spirito ribelle, ma anche le sue scoperte scientifiche, non possano far danno, se non a se stessa. “La ricordo a letto, con le labbra bluastre, la prima volta che sovradosò qualche farmaco, forse per fare un esperimento medico.”
La figlia, che oscilla tra la casa della nonna in città e quella della madre, percepisce immediatamente che quello con la genitrice è un rapporto difficile. E il latte della madre, fin da subito, è amaro, perché amara è la condizione di figlia che accudisce una madre instabile, provata psicologicamente. “Nonostante l’impossibilità storica, mia madre era in qualche modo una figlia dei fiori. Non aveva paura di sperimentare su di sé le cose e spesso viveva in una nebbia alternativa (…) cercando di fottere l’epoca in cui le era toccato nascere e vivere.”
In realtà la relazione tra le due donne è la molla perché la figlia, che nasce nel 1969 come la stessa Ikstena, scopra se stessa e la sua vera vocazione.
Un romanzo bellissimo, che ci mostra come il difficile ordito dell’amore possa prendere forme diverse e insinuarsi anche nel dolore e nelle difficoltà.
Bellissime anche alcune figure di secondo piano, come l’androgina Jese e l’aspirante madre, la devota Serafima.
Un romanzo al femminile, dove i personaggi maschili non fanno tutti una buona figura, e restano in ombra, anche se da loro dipendono molti degli accadimenti.
Sullo sfondo, che però intride di sé la narrazione, la politica dura dei Soviet, le regole ferree, le scoperte scientifiche, la poesia e il passare delle stagioni, la natura che sa farsi dolce e alleviare il male di vivere, e infine la caduta del Muro, la liberazione, l’indipendenza della Lettonia nel 1991, la Storia insomma.
Nora Ikstena è molto nota e stimata in Lettonia e all’estero. Scrittrice attiva nella vita politica e culturale del suo paese, è considerata fra le personalità più autorevoli della letteratura baltica contemporanea.

IL LATTE DELLA MADRE
di Nora Ikstena
traduzione Margherita Carbonaro
edizioni Voland, dicembre 2017
euro 16,00

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