Aboliamo il parlamento… tanto c’è Facebook

L’altro ieri Conte si è presentato al senato per rispondere sul Russiagate di sua iniziativa al posto di Salvini che se ne frega e non ci va disconoscendo i suoi obblighi istituzionali di ministro. I 5s escono dall’aula mentre Conte inizia a parlare, cioè abbandonano l’aula davanti al loro presidente del consiglio, per protesta nei confronti di Salvini il loro alleato che non si è presentato. Renzi rinuncia a parlare a nome del PD in aula (e ha fatto bene).

Poi in serata tutti ( Salvini, Renzi e DiMaio) a parte Conte che l’aveva fatto il giorno prima per spiegare il suo consenso alla TAV, vanno in diretta sulle loro pagine personali di Facebook a spiegare senza “contraddittorio” le loro motivazioni.

Ma è possibile che questi politici (e chi li segue e li vota) a parte le belle parole pensino de facto che il parlamento sia una rottura di scatole superata?

Stranamore invece al contrario di costoro è conscio dell’importanza in democrazia del parlamento, luogo deputato dalla costituzione al potere legislativo e momento superiore rispetto al potere esecutivo nelle mani del governo. Non è un caso che il presidente del consiglio ed anche il presidente della repubblica siano espressione del parlamento e da questo ottengano la fiducia ad operare.

Insomma possibile che non si capisca che l’arte del compromesso politico e di sintesi che si effettua in parlamento sia la maggiore garanzia per i cittadini di non vivere in un clima di scontro sociale diretto? Non c’è alternativa a questo altrimenti si va verso le dittature.

Mala tempora currunt pensa Stranamore…

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Paolo Montesi

Si occupa delle rubriche "La sdraio", "Appunti di cinema", "Jazz" e "Stranamore" Ex informatico, amante del cinema e del Jazz e appassionato lettore, nel 2015 ebbe l'idea di creare un blog su Roma che ne coniugasse, in forma fruibile per il web, la cultura nei suoi più variegati aspetti. RMagazine.it è la versione 3.0 di tale idea.

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