L’eternità breve (3)

Imperi

Un viaggiatore che avesse girato il mondo durante il Medioevo sarebbe rimasto colpito dalla grande differenza tra le civiltà d’Oriente e d’Occidente. In quel periodo la dinastia cinese Ming, oltre che rafforzare e prolungare la Grande Muraglia, costruiva a Pechino la splendidà Città Proibita; la stessa civiltà cinese inventava la stampa, la bussola, la polvere da sparo; gli Arabi eccellevano in matematica, astronomia e medicina, mentre in Asia Minore gli Ottomani conquistavano Costantinopoli e consolidavano il loro grande impero, che si estese per un certo periodo dall’India fino al cuore dell’Europa.

Europa che, negli stessi anni, era un territorio desolato, infestato da miseria e sporcizia, dalla peste e dalle sanguinose guerre che città e comuni si combattevano tra loro. L’America era un territorio abitato da civiltà isolate, ad un grado di sviluppo ancora più arretrato, che non conoscevano nemmeno la ruota. Nessuno avrebbe mai potuto immaginare che di lì a pochi secoli Europa e America avrebbero costituito quella società industriale e consumistica che conosciamo, che avrebbe imposto al resto del mondo il suo stile di vita, i suoi modelli e spesso anche il suo dominio.

In effetti, alla fine dell’Ottocento l’Europa aveva la completa egemonia su tutto il resto del mondo, a conclusione di un processo iniziato inaspettatamente con le traversate oceaniche di Colombo e Vasco de Gama. Da allora a poco a poco tutti i Paesi non europei, tranne un paio, finirono sotto il dominio politico, culturale ed economico dell’Occidente. Alcuni, pur restando indipendenti, avevano adottato il modello di vita della civiltà occidentale, come la Russia e il Giappone. Ma la stragrande maggioranza erano di fatto colonie dell’Occidente o lo erano state da poco e ne avevano ereditato la cultura, come gli Stati Uniti d’America.

Pertanto quando la sovrana d’Inghilterra, la regina Vittoria, celebrò il suo giubileo di diamante (sessant’anni di regno) nel 1897, molti interpretarono quell’avvenimento come la vera “fine della Storia”, vedendo quell’evento come il compimento finale, l’epilogo del cammino dell’umanità: l’impero britannico dominava in tutti gli emisferi ed era in pace coi vicini alleati, che condividevano la cultura e il modello di vita degli inglesi. “Era scritto che sarebbe finita così, d’ora in poi non c’è più storia”. Dicevano…

Ma, ancora una volta, non è andata esattamente come previsto. La Storia è tutt’altro che finita nel XX secolo, anzi il Novecento è stato testimone delle guerre più sanguinose di tutti i tempi, di violente ideologie, di regimi dittatoriali oppressori come il fascismo, il nazismo, lo stalinismo. E siamo arrivati al terzo millennio, annunciato dall’attacco alle Torri Gemelle, che da allora scorre all’insegna della destabilizzazione in Medio Oriente, del terrorismo islamico, di migrazioni bibliche, del nuovo sovranismo. Niente ci fa pensare che stavolta sia davvero finita: nuove epoche, nuovi ordini e nuove destabilizzazioni si succederanno, in combinazioni già viste o inedite, perché la Storia non finisce, alle volte sembra che si fermi ma poi riparte, senza obiettivi finali, senza un ideale conclusivo da raggiungere.

(3 – Continua)

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