I DUECENTO ANNI DEL VIEUSSEUX (1820-2020)

Compie duecento anni il Gabinetto Scientifico Letterario G.P.Vieusseux, inaugurato a Palazzo Buondelmonti, a Firenze, il 25 gennaio 1820. Il fondatore è Giovan Pietro Vieusseux (1779-1863), un commerciante di origini ginevrine, viaggiatore colto di formazione illuministica. Il Gabinetto, che si affianca ai modelli diffusi in Europa dall’inizio del Settecento, mette a disposizione degli associati dietro pagamento di quote associative, una ricca collezione di periodici, giornali e gazzette inglesi, francesi e tedesche, oltre che italiane, e inoltre una “biblioteca consultativa” composta di dizionari, biografie e atlanti. Nel 1822 al gabinetto di lettura si affianca la biblioteca circolante, con opere destinate al prestito a domicilio: una biblioteca di testi contemporanei, creata per soddisfare le esigenze di lettura del pubblico e orientarlo verso discipline come la storia, la geografia, le scienze, l’economia, la letteratura in italiano, francese, inglese e altre lingue.
Giovan Pietro Vieusseux ogni lunedì sera è solito riunire, in una delle tre sale del primo piano di Palazzo Buondelmonti, intellettuali e letterati di varia provenienza. E’ qui che il 3 settembre del 1827, un giovane Leopardi incontra Alessandro Manzoni (“Tra’ forestieri ho fatto conoscenza e amicizia col famoso Manzoni di Milano, della cui ultima opera tutta l’Italia parla, e che ora è qui colla sua famiglia.”), arrivato a Firenze per “risciacquare i panni in Arno“, ossia rivedere linguisticamente la prima edizione de I Promessi Sposi, appunto del 1827.
Alla morte di Vieusseux, nel 1863, dopo oltre quaranta anni di attività, il Gabinetto vanta un patrimonio di circa 300 periodici, 270 opere di consultazione e oltre 11.000 volumi della biblioteca circolante. Gli abbonati al Gabinetto sono viaggiatori stranieri di varia provenienza, inglesi, americani, francesi, tedeschi, russi, polacchi, svizzeri. Tra questi spiccano nomi celebri come Schopenhauer, Stendhal, Berlioz, Liszt, Dostoevskij.
Dopo la morte del fondatore, in coincidenza dell’unità d’Italia, il Gabinetto verrà prima diretto dal nipote Eugenio Vieusseux e poi dal figlio di questi, Carlo.
Dal 1892 gli abbonamenti continuano a crescere, insieme alla fama del Gabinetto, un “cabinet de lecture admirablement monté” scriverà André Gide all’amico Ruyters nel 1895. Qui continuano a incontrarsi scrittori e artisti stranieri, da James a Gertrude Stein, da Mark Twain a Zola, da Isadora Duncan a D.H. Lawrence.
Nel tempo sarà diretto da personalità come Eugenio Montale (destituito dall’incarico, perchè non iscritto al Partito fascista), Alessandro Bonsanti, Enzo Siciliano. Ha un archivio in cui sono presenti opere autografe, lettere, documenti di autori come Cristina Campo, Pier Paolo Pasolini, Federigo Tozzi, Alberto Savinio, Giuseppe Ungaretti, Giorgio Caproni, Vasco Pratolini.
Attualmente il Gabinetto Vieusseux, che è presieduto da Alba Donati e diretto da Gloria Manghetti (la prima volta che due donne ricoprono questi ruoli), conserva nelle sue sedi principali, Palazzo Strozzi e Palazzo Corsini Suarez, 600mila volumi e 160 fondi archivistici, oltre 750.000 documenti e 2.900 opere d’arte, tra dipinti, disegni, sculture.
Per celebrare i duecento anni di attività è stato ideato un programma di due anni di mostre, pubblicazioni e incontri aperti al pubblico e gratuiti. Il primo evento è partito il 25 gennaio a Palazzo Corsini Suarez con l’inaugurazione della mostra “Il Vieusseux dei Vieusseux. Libri e lettori tra Otto e Novecento (1820-1923)”, a cura di Laura Desideri.