La nouvelle vague

Nel 1962 Truffaut affermava : “Non si è ancora sottolineato a sufficienza questo punto; la Nouvelle vague non è né un movimento né un gruppo, ma un concetto di quantità. È una denominazione collettiva inventata dalla stampa per indicare i nomi dei cinquanta nuovi registi emersi in soli due anni in un campo professionale in cui in precedenza non si accettavano più di tre o quattro nuovi nomi all’anno (“Cahiers du cinéma”, dicembre 1962, 138).
In effetti di “Nouvelle Vague“ si inizio a sentir parlare sulla stampa che non si occupava di cinema agli inizi del 1959 e della parola possiamo dire che era nata in riferimento al “Nouveau roman”, in un contesto estraneo ovviamente a quello del cinema, a seguito di un’inchiesta pubblicata da Pierre Billard nel febbraio del 1958, caporedattore della rivista “Cinéma 58”, dove compariva un elenco dei cineasti francesi di età inferiore ai quarant’anni.
La parola Nouvelle Vague fu anche intesa con accezione non sempre positiva in senso critico:
“è un film Nouvelle vague” si diceva di certi film di registi poco professionali, ma comunque sorprendenti nella realizzazione finale.
In senso più stretto e “moderno” possiamo dire per sintesi ormai che quando si parla di Nouvelle Vague si fa riferimento a registi che crebbero alla scuola dei “Cahiers du cinéma” negli anni Cinquanta: Truffaut, Rohmer, Rivette, Chabrol, Godard, poi in parte sostituiti da una generazione di nuovi autori, Techine, Garrel, Pialat ed altri che non possiamo però legare ad un movimento come fu per Nouvelle Vague nel 1959.
La Nouvelle Vague, determinò anche un cambio nella gestione economica di film che andavano incontro al gusto del pubblico ma con un budget decisamente meno impegnativo dei lungometraggi commerciali che si producevano in quegli anni negli studios.
I tre produttori De Beauregard, Dauman e Braunberger seppero cogliere e sfruttare il fenomeno e le opere prodotte o coprodotte da costoro arrivo a circa i tre quarti di quelle prodotte con etichetta Nouvelle Vague.
Non possiamo facilmente individuare i come e i perché e i quando della fine del fenomeno Nouvelle Vague anche se possiamo fare riferimento ad una serie di insuccessi commerciali.
I film della Nouvelle Vague tennero banco in Francia solo in due o tre stagioni, ma furono molto seguiti a livello internazionale, cosa che era accaduta solo a pochi altri film francesi degli anni Cinquanta.
“À bout de souffle”, “Hiroshima, mon amour” e “Les 400 coups” divennero opere di riferimento per i giovani di tutto il mondo.

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