Se questo è un uomo – Teatro Argentina

Valter Malosti, qui regista ed attore, coraggiosamente porta in scena, attraverso l’esperienza di Primo Levi, l’orrore di Auschwitz.
Assistere a Se questo è un uomo inchioda lo spettatore per 1 ora e 40 ad un racconto pieno di orrore, dolore ma anche di profonda umanità e speranza.
La speranza di sopravvivere per ritornare ad una vita, se pur distrutta, spezzata, tracciata e segnata in maniera indelebile dalla terribile esperienza e dal ricordo di quel viaggio verso la morte.
Malosti con voce ferma ed incisiva ma con accenti esageratamente dirompenti rivive sulla scena la follia, l’orrore, la violenza e la condizione umana che ha segnato l’esistenza di migliaia di uomini, donne e bambini.
Le luci, i suoni, le proiezioni e le voci rendono ancora più vivo il ricordo che è in tutti noi; il lamento doloroso e le vite così follemente demolite di tutti coloro che separati dai propri familiari, in fila, partirono con una valigia in mano, verso la morte, per mano dell’uomo.
Un monologo ininterrotto dove lo spettatore rivive l’orrore dell’umanità che Primo Levi ha affidato alla storia attraverso un’irripetibile opera che da oltre settant’anni racconta e continuerà a raccontare nel tempo ciò che la nostra coscienza quasi non vorrebbe ricordare.
Grande prova attoriale se consideriamo la tenuta in palcoscenico ma poco arriva di quell’esperienza a trafiggere e lacrimare l’animo dello spettatore.
La disperazione esageratamente urlata appare poco dolorosa. Fortunatamente interrotta a tratti, dalla voce mite e velata di tristezza dello scrittore.