Robert Walser camminiamo idealmente con lui

Walser comincia dove cessano le fiabe. (Walter Benjamin)

Con i connazionali Max Frisch e Friedrich Dürrenmatt, Robert Walser forma il trittico dei maggiori scrittori svizzeri di lingua tedesca del Novecento. Fratello del pittore Karl Walser e per lungo tempo in ombra rispetto a quest’ultimo, Robert a partire dal dagli anni Settanta è stato appassionatamente letto e studiato.

Vado per il mio cammino;
esso conduce per un pezzo lontano
e pure verso casa; poi senza suono
né parola io sto in disparte.

In questi giorni di isolamento sociale questi versi  risuonano nelle nostre vite, chiusi in casa. Vera e propria contesa sociale, la possibilità o meno di passeggiare nell’Italia sotto pandemia riempie ogni giorno le prime pagine dei giornali, tra fantasiose elucubrazioni e reprimende, oltre che gustosi meme in cui spesso i sindaci ammoniscono improvvisati camminatori smaniosi di uscire di casa in precedenza alquanto sedentari

Caratteristica precipua della scrittura di Walser è quella di configurarsi come apparentemente ingenua, svagata, di una disarmante semplicità che cela tuttavia profondità di cui il lettore intuisce la natura singolare ed enigmatica, consapevole della difficoltà di coglierne le pieghe più riposte. L’inafferrabilità è parte essenziale del fascino di Walser. La sua opera induce a molteplici interpretazioni, che spesso si muovono in direzioni opposte: da Walser poeta dell’idillio, erede del poeta romantico Joseph Freiherr von Eichendorff – come fu spesso stilizzato dai primi recensori –, al Walser maestro dell’arabesco, al passeggiatore solitario dalle elucubrazioni filosofiche, al nichilista scettico, al poeta pervaso da anelito religioso, al graffiante polemista, al funambolo del linguaggio che anticipa aspetti essenziali della contemporaneità. Piuttosto che illustrare astrattamente tali aspetti, nella parte che segue verrà commentato un testo chiave di ognuno dei tre principali periodi della produzione artistica dell’autore di Biel.

L’Italia è stata tra i primi paesi a proporre Walser in traduzione. Subito dopo l’uscita del primo testo dello svizzero in lingua straniera, ovvero The Walk and Other Stories curato da John Christopher Middleton, vengono pubblicati in Italia L’assistente nella traduzione di Ervino Pocar e Una cena elegante, raccolta di prose volte in italiano da Aloisio Rendi. Seguiranno negli anni Sessanta, Settanta e Ottanta le traduzioni, uscite presso il prestigioso editore milanese Adelphi, degli altri due romanzi berlinesi e di varie raccolte di prose; l’Italia è il primo paese a tradurre le conversazioni con Seelig (Passeggiate con Robert Walser). Negli anni Novanta, si registra uno scarso interesse per Walser da parte degli editori italiani, mentre case editrici ticinesi hanno proposto alcune raccolte di poesie e di narrativa. Da circa dieci anni si rileva una discreta ripresa, con la pubblicazione da parte di Adelphi di vari volumi, affidati a sempre nuovi traduttori e traduttrici. Mentre i microgrammi sono reperibili ormai da lungo tempo in inglese e in francese, il lettore italiano non ha ancora a disposizione una selezione di tale ambito della produzione walseriana.

Fonte: Web & wikipedia