Insulti per donne

Gli insulti alle donne sono all’ordine del giorno.Non è sempre stato così, ma non è certo una nuova norma. Se un uomo sbaglia è stupido, delinquente, mascalzone, o altri epiteti più coloriti, se una donna fa qualcosa di male il suo epiteto più gettonato è di sicuro puttana. Cioè, ancora una volta l’identificazione femminile è con il sesso.

Un uomo non è giudicato e apostrofato solo per le sue fattezze esteriori e per l’utilizzo che lui fa del suo corpo, ma per quello che fa lui, cioè è lui il soggetto, al massimo lo sono le sue azioni, il suo cervello. Una donna è giudicata secondo un pensiero antichissimo e oramai automatico – quindi senza più dolo – che la rende oggetto da utilizzare. Una donna insomma è prima di tutto il suo sesso.

Ora, supponiamo anche (ancora?!) che una donna che faccia il mestiere più antico del mondo (come si dice amabilmente) sia contenta di farlo (e nessuna lo è. Sfido chiunque sia dotato di un minimo di cervello, e anche di un po’ d’informazione, a dire il contrario), essere apostrofata come puttana perché ha fatto un sorpasso azzardato o non ha raccolto gli escrementi del suo cane, non equivale a un insulto. Ma chi non è una professionista del sesso e invece è solo una guidatrice inesperta o una maleducata cronica che cosa c’entra con quel mestiere? Perché dev’essere chiamata “puttana”?

Se poi le si augurano stupri e aggressioni sessuali di vario genere perché la pensa differentemente in materia di immigrazione o questioni politiche, la situazione è veramente grave. L’ultima in ordine di tempo ad essere stata oggetto di certe invettive è Michela Murgia, apostrofata in maniera brutale sui social, ma ogni donna – in privato o in pubblico – ha subito un insulto del genere, per ogni idea non condivisa, per ogni infrazione, pesante o leggera commessa, per ogni passo falso. Laura Boldrini, che la gogna mediatica la conosce bene ha denunciato e ha vinto cause, ma non siamo tutte Laura Boldrini, con la sua forza e le sue possibilità. Quindi direi che adesso basta.

 

Basta veramente. Basta di pensare alla donna come un essere inferiore, o pericolosamente trasgressivo solo perché stuzzica le brame di uomini che hanno come retaggio l’idea di essere i padroni del mondo. Capisco che non è facile lasciare secoli e secoli di pensieri del genere, e che non ci vorrà un giorno e nemmeno vent’anni per cambiare radicalmente, ma tornare indietro come stiamo facendo adesso, non sentire nemmeno una parola di rimprovero, di sdegno contro certe posizioni maschiliste da parte di chi avrebbe il dovere di mantenere la pace sociale, questo mi sembra intollerabile!

D’altronde temo che il pensiero guida degli attuali gestori del potere sia anni luce distante dal mio.

Mi si accappona la pelle quando sento uno dei due vice presidenti del consiglio dire che bisogna lottare contro la droga ma non contro la prostituzione perché la cannabis fa male e fare l’amore no. Qualcuno vuol dire a quella persona che fare l’amore non è andare a cercare per la strada una povera creatura sfruttata per il solo motivo di essere nata femmina magari in un luogo sperduto della terra? Qualcuno vuole dirgli che chiunque decida di accoppiarsi a pagamento con quelle quasi bambine che si aggirano in tenute succinte giorno e notte su strade sempre più centrali con lo sguardo smarrito e spesso stravolto da sostanze che le obbligano ad assumere per non crollare,  non va lì per “fare l’amore”, ma perché è convinto che la pulsione che sente vada di default soddisfatta e quindi compra un corpo qualunque?

Io dico basta. Basta veramente. E mi appello agli uomini che leggono: rivoluzionate il vostro pensiero, incominciate a fare a pezzi quella belluina credenza che le donne sono state create per gingillo e soddisfazione vostra, pensate prima di appellare con quell’epiteto odioso una qualunque femmina . Non crediate che sia solo una parola. Né un gioco.