SANTIAGO, ITALIA

Sono dichiarazioni lucide, alcune terribili, altre commosse, ma tutte legate al filo di un ricordo, indelebile non solo perché legato alla propria giovinezza, ma perché quella giovinezza era vissuta intensamente, con l’impegno politico e la speranza, che allora sembrò fondata, di cambiare il mondo. Magari non proprio il mondo, ma un paese sì, visto che si stava dando una evidente sterzata verso il marxismo giusto, quello che guarda ai bisogni della gente, materiali e non solo.
I numeri allora parlarono chiari: l’istruzione, la sanità, i servizi si aprivano finalmente anche per chi non aveva mai potuto goderne, e i cileni pensarono che tutto andava per il meglio.
Non tutti i cileni lo pensarono, a dire il vero. E non tutto naturalmente andava per il meglio. La situazione non era semplice, c’era l’inflazione, mancavano le materie prime, c’era chi diffondeva una zizzania che si trasformava in malcontento, ma si respirava comunque un’aria libera e piena di speranza. Sembrava una meravigliosa strada alternativa, che dava noia ai latifondisti e ai proprietari terrieri cileni, ma che, di fondo, spaventava il paese sovrano per eccellenza, gli Stati Uniti d’America. Si poteva concedere a un paese dell’America latina, ancorché piccolo e ai confini del mondo, uno stato marxista il cui presidente era stato eletto democraticamente col 36% dei voti? Non avrebbe costituito un precedente troppo pericoloso, e non solo per gli americani del Sud, ma anche per certi paesi europei che stavano pendendo un po’ troppo a sinistra in quel periodo, come il nostro per esempio? Non solo era tutto troppo sfacciatamente facile per i rossi, ma il loro presidente – Salvador Allende -non aveva intenzione di scendere a compromessi. Bisognava agire e rendere chiaro al mondo che con certe cose non si scherzava.
La CIA si diede da fare e a Santiago si usarono le maniere forti, molto forti: l’aviazione cilena bombardò la Moneda, il palazzo del Governo, e il resto è storia che tutti coloro che hanno più di cinquant’anni possono ricordare.
Nanni Moretti ha deciso di realizzare un documentario con la storia di quel tempo, di quei giorni, dall’11 settembre 1973- la data è terribile non solo per il più recente attentato delle Torri gemelle – e l’ha fatto intervistando alcune persone che allora c’erano e che hanno vissuto in prima persona quegli avvenimenti che portarono alla morte di Allende e di tanti dei suoi quello stesso giorno, ma anche all’arresto, alla tortura, alla scomparsa di centinaia di giovani vite, perché c’era una lezione da dare a chi aveva osato mettere in pratica un’alternativa marxista, e era d’obbligo scoraggiare chiunque pensasse di seguirne le tracce.
Le dichiarazioni rese a Moretti in questo suo “Santiago, Italia”, provengono da chi era in quel periodo all’ambasciata italiana e aiutò come poté i ricercati, da chi ancora oggi sostiene di aver solo obbedito agli ordini dell’esercito di Pinochet, da chi combatteva dalla parte giusta, quella di Allende (“Io non sono imparziale” è l’unica dichiarazione resa in video da Moretti in questo lavoro). Tutti ricostruiscono quei giorni di sangue, terrore, torture, persecuzione, sparizioni, ma anche di solidarietà, amore, speranza.
Un nutrito numero di intervistati infatti sono coloro che, rifugiatisi nell’Ambasciata italiana in modi rocamboleschi, riuscirono poi a ottenere il visto per il nostro paese. E qui furono accolti con calore, comprensione e fratellanza. E in Italia si rifecero una vita senza poter mai dimenticare ciò che avevano vissuto, ma trovando la dolcezza della comprensione e della comunanza, che sono essenziali per chi ha sofferto.
Moretti ha voluto ricordare un’altra modalità di accoglienza riservata a chi fugge dalla disperazione vissuta nella propria patria, molto diversa da quella sperimentata dai più recenti profughi approdati in Italia. E ha voluto ricordarci anche che certe aberrazioni si possono verificare ovunque, in ogni paese e in qualsiasi momento.
Di quegli italiani accoglienti e pronti a tendere la mano bisogna andare fieri e prendere esempio, per rispolverare un modello virtuoso di essere umano che sembra del tutto risucchiato dal veleno della paura del diverso.

SANTIAGO, ITALIA
Data di uscita: 6 dicembre 2018 (Italia)
Regista: Nanni Moretti
Sceneggiatura: Nanni Moretti
Produttore: Nanni Moretti
Cinematografia: Maura Morales Bergmann
Montatore: Clelio Benevento
Cast: Nanni Moretti