La tragedia del vendicatore al teatro Argentina

dal 23 gennaio ● 3 febbraio 2019.
Declan Donnellan firma la regia del lavoro teatrale “La tragedia del vendicatore” di Thomas Middleton.
Una restituzione non facile del teatro inglese al pubblico contemporaneo.
Un testo carico di ferocia perversione al limite del grottesco ma anche di umorismo che gran parte del pubblico pare avere apprezzato. A sipario aperto, su una parete di legno, scritto a caratteri cubitali “Vendetta” che prepotentemente ne esplicita il significato, mentre gli attori entrano in scena a suon di passi di danza. Il lavoro, focalizzato sul bisogno di vendetta è il dramma di un uomo, simbolicamente Vindicio, che si vendica per lo stupro e la morte della sua promessa sposa, Gloriana, orribilmente uccisa dal duca, regnante della città. E sarà il protagonista a muovere le fila dei personaggi, e a rendere fertile nel buio delle loro coscienze, il desiderio di vendetta, in un luogo prima di tutto mentale fatto di lussuria, corruzione, smania di potere, egoismo ed ingiustizia. Saranno madri contro le figlie, figli contro i padri, fratelli contro fratelli a rappresentare azioni lontane da ogni etica e moralità; supportate da una incapacità a lasciarsi alla spalle il dolore, e dal macabro e forse umano godimento nel compiere azioni malvagie, ciò che la coscienza non può confessare a se stessa.
Una scena essenziale e spoglia che dà spazio ad ambienti retrostanti in cui si proiettano dipinti di Tiziano, di Piero della Francesca, Mantegna a ricordare che siamo in epoca rinascimentale. Un cast di giovani e bravissimi attori, in un grigio e moderno giacca e cravatta con solo qualche accenno al periodo elisabettiano, che chiudono il sipario a suon di passo di danza.

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