Il corriere – the mule

Il personaggio e’ un vecchio che vive in piccolo paese dell’Illinois e che ha vissuto sacrificando alla famiglia la sua passione per la floricultura e la partecipazione a
riunioni dei reduci di guerra fino al punto di essere odiato e completamente allontanato dalla moglie e dalla figlia.
Lui sempre un po’ cinico e sornione si trova però sprofondato in una grave crisi economica e dopo il pignoramento della sua casa e’ costretto ad andandosene con quattro mobili assiepati in un vecchio pick up ,mezzo con il quale ha girato quasi tutta l’America con il vanto, che manifesta con orgoglio, di non aver mai preso una multa in tutta la sua vita.
Questa sua abilita’, forse l’unica cosa che gli rimane, e’ per lui una nuova occasione di vita perché gli viene proposto di fare il corriere di carichi su cui però non deve fare domande.
E lui domande non ne fa, obbedisce alle disposizioni ed è lautamente pagato per questo cosi’, quello che dovevo essere una prestazione straordinariadiviene un impegno costante ed anche quando lui scopre la verità’ su quei carichi non se ne fa scrupolo nonostante i suoi gloriosi trascorsi di reduce di guerra, un po’ per i molti soldi che gli derivano ma anche per un personale soddisfazione per il riconoscimento della sua abilità.
Il gioco però in mano a pericolosi narcotrafficanti americani diventa sempre piu’ grande e più duro e scatena la caccia degli uomini della Dea squadra antidroga americana ed in ultimo una dolorosa vicenda famigliare lo riporta a ritrovare i valori dell’amore per la famiglia ed ol riscatto come marito e padre ed uomo d’onore.

Un film diverso , con ritmi meno serrati dai precedenti come a voler accompagnare lo spettatore con i suoi passi lenti verso la sua uscita dal cinema come attore ma un film che solo lui poteva interpretare senza annoiare irrimediabilmente già al terzo viaggio.
Ha quasi novant’anni il grande Eastwood, ma la sua bellezza ed il carisma di quello sguardo dagli occhi cerulei e’ lo stesso dai tempi di Sergio Leone e cattura lo spettatore dal primo all’ultimo istante.
In conclusione non il suo capolavoro ma un film godibile che rinnova la nostra stima per questo grande personaggio del cinema.

Una ultima annotazione, dopo Gran Torino; la Ford con il suo pick up torna protagonista a dimostrazione dell’innegabile amore del regista per il Fordismo.

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