Parliamone con l’ostetrica

Oggi entriamo nel vivo del mondo pre e neonatale grazie ad una preziosa intervista alla giovane ostetrica Simona Cona, che ci racconta apertamente della sua inestimabile professione.

Quanto è importante il ruolo dell’ostetrica per una futura mamma?

Ci tengo a premettere che l’ostetrica si occupa dell’assistenza alla donna in adolescenza, in gravidanza e in menopausa. Normalmente si crede che la nostra sia solo la figura che fa nascere i bambini ma può dare assistenza ad una donna a 360 gradi.

Naturalmente le competenze variano in base al periodo della vita, in adolescenza o in periodo fertile una donna può rivolgersi ad un’ostetrica per fare una consulenza sulla contraccezione, educazione sessuale (anche nelle scuole), può seguire una gravidanza fisiologica, può assistere in modo autonomo un parto eutocico (parto senza rischi), si occupa del post-partum e può essere una figura utile per il bambino fino al suo primo anno di vita, dando consigli sull’allattamento, svezzamento e riabilitazione del pavimento pelvico.

È una figura poliedrica che può adattarsi in diversi contesti e che ha diversi campi di professionalità.

Bisogna però sempre ricordare che l’ostetrica non prescrive e non fa diagnosi perché quella rimane sempre competenza del ginecologo.

Sicuramente è una figura molto importante e di riferimento che è purtroppo, ancora in Italia, riconosciuta solo per il percorso nascita.

Quali sono le cose che una futura mamma dovrebbe sapere per affrontare il parto più serenamente e con maggiore consapevolezza?

Seguire un corso di accompagnamento alla nascita secondo me è la prima cosa utile da fare, perché permette di sviluppare tutte quelle competenze che la renderanno più consapevole nelle scelte che farà. Si affrontano tematiche specifiche, si offre alla donna modo di “studiare” e capire meccanicamente cosa le accade e le accadrà durante il parto, perché una persona se sa davvero cosa l’aspetta e cosa deve fare sarà più incline a seguire i consigli di uno specialista. È un percorso che permette di anche di sfatare tanti miti e insicurezze legate proprio al percorso nascita.

Se tu sai che ti sta succedendo e lo accetti riesci a non assumere comportamenti che tendono a chiuderti e a collaborare con gli specialisti.

Coinvolgere il futuro papà è fondamentale, vengono spesso esclusi gli uomini da questo percorso ma è importante che lui ci sia e che affronti anche lui come la mamma un cammino da futuro genitore, è vero che la donna partorisce ma si diventa genitori in due.

L’ambiente dove si partorisce è anche di grande importanza, gli operatori, medici e specialisti che lavorano in armonia, aiutano la donna a sentirsi a proprio agio.

È fondamentale avere gran rispetto e cura della futura mamma ed informarla sempre dettagliatamente prima di farle qualsiasi tipo di visita, somministrazione o operazione.

La donna non dovrebbe crearsi aspettative sulle esperienze degli altri, ogni gravidanza è diversa, ascoltare morbosamente situazioni di parenti e amici può essere un’arma a doppio taglio.

Siamo esseri umani e la paura esiste, non va demonizzata ma ridimensionata attraverso un attento lavoro di fiducia ed assidua informazione.

L’iper informazione che si può trovare in internet quanto può danneggiare lo stato emotivo di una futura mamma?

Internet ormai ha un ruolo non più marginale, ci si può informare sul web, può comunque essere una risorsa interessante però bisogna farlo nei siti giusti, ci sono tante linee guida, il sito del ministero della salute offre tantissime valide informazioni.

http://www.salute.gov.it/portale/donna/menuContenutoDonna.jsp?lingua=italiano&area=Salute%20donna&menu=nascita

L’importante è non lasciare che internet si sostituisca agli specialisti, può essere usato come spunto per confrontarsi con il team medico. Va usato con moderazione e nei giusti termini.

L’ostetrica è una figura che può seguire la donna anche dopo il parto? Come?

A parte il periodo di degenza dell’ospedale, anche nelle 6/8 settimane successive al parto ci si può rivolgere all’ostetrica per tutto ciò che concerne per esempio la ripresa dell’attività sessuale, esercizi di riabilitazione al pavimento pelvico, consulenze sull’allattamento che porta la mamma spesso a ritrovarsi in un turbine di insicurezze. L’ostetrica può essere un importante appoggio anche dal punto di vista psicologico perché non bisogna mai dimenticare la tematica della depressione post parto (e non solo), attraverso un rapporto di confidenza e fiducia con la neomamma può riconoscere delle situazioni a rischio e indirizzarle agli specialisti del settore.

Ostetricia e ginecologia, quanto collaborano davvero?

Parlando di percorso nascita l’ostetrica è la professionista che si occupa della fisiologia però deve sapere riconoscere tutte le condizioni che sono potenzialmente patologiche per poi indirizzarle al ginecologo. Ovviamente l’ostetrica non esce mai di scena ma collabora attivamente per la paziente insieme al ginecologo; stessa cosa avviene per la sala parto, ognuno ha le proprie competenze, il ginecologo rimane pur sempre il medico di riferimento, ma vengono messe le une a servizio delle altre sempre e solo per il bene della donna in cura.

Allattamento, come aiutare una neomamma per affrontarlo al meglio?

Ci sono diversi corsi di consulenza per il sostegno all’allattamento al seno, se ne trovano davvero di vario genere, nei consultori, a domicilio, nei centri nascita, etc.

È importante che la madre non si senta mai sola già dai primi momenti in ospedale, i primi attaccamenti al seno sono attimi molto delicati e critici e devono essere accompagnati nel miglior modo possibile, con delicatezza, comprensione e rispetto.

Ci possono essere difficoltà all’inizio per una donna, ma quello che deve sapere è che è un suo diritto allattare e lo si può fare nel modo e nel tempo corretto.

Le tre tappe fondamentali nel sostegno all’allattamento sono la posizione, l’attacco e la frequenza delle poppate.

L’allattamento è importante tanto per il bambino quanto per la mamma, e ogni scoraggiamento va ripreso con determinazione ed entusiasmo.

https://www.unicef.it/doc/150/dieci-passi-per-allattamento-al-seno.htm

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