Poesia Asemica

POESIA ASEMICA
Il critico letterario Giuseppe Garrera presenta il libro “Enciclopedia asemica” di Marco Giovenale e ci parla della poesia asemica.

Oggi parliamo di “Poesia Asemica”. In proposito mercoledì 27 febbraio, presso lo studio Campo Boario di Roma, ho partecipato alla presentazione del libro di poesia “Enciclopedia asemica” di Marco Giovenale. Il critico letterario Giuseppe Garrera, che ha curato l’introduzione, ha spiegato in cosa consiste la scrittura asemica con riferimenti al libro presentato. Secondo lui questo libro potrebbe sconcertare i lettori di poesia in quanto si tratta di un libro pienamente scritto, il che non significa pienamente leggibile, anzi proprio il contrario, cioè pienamente illeggibile, la scrittura lo ha inglobato completamente. Perché si scrive in una scrittura illeggibile? Si potrebbe dire anche illegittima perché la genealogia della scrittura illeggibile chiamata asemica o asemantica, cioè di segni che non significano nulla, è pura scrittura come manifestazione materiale della scrittura stessa. Se si dovesse definire questo libro, dice Garrera, lo definiremmo un regno dei segni che si sono liberati dai significati, che hanno superato l’alfabetocentrismo della nostra tradizione. Da dove vengono queste scritture asemiche? Quale sono i maestri, i modelli? L’ipotesi è che siano all’interno tutte comprese nelle scritture fuori controllo del surrealismo, quelle automatiche, ma con una particolarità che poi viene abbandonata quasi subito da Breton e compagni, e che noi ritroviamo nella nostra educazione scolastica quando l’insegnante ci dice che non sappiamo nemmeno leggere la nostra scrittura. Dal surrealismo ci viene un’indicazione, le scritture asemantiche illeggibili disubbidiscono al sistema, escono fuori dal sistema di apprendimento.
Uno degli elementi che Garrera suggerirebbe nella lettura delle scritture asemantiche è quello dei territori di felicità di tipo corporeo. Infatti Roland Barthes sostiene che il primo impulso a scrivere è corporeo e ritmico, non ha significato di comunicazione come quando la scrittura viene violentata e abusata per entrare nei campi della comunicazione unidirezionale, alfabetica ecc.. Una distinzione indispensabile per avvicinarsi alle scritture asemantiche è comprendere che ci sono le cosiddette scritture per punzonatura e le scritture per pennellata. Le scritture che tendono al potere del significato sono di punzonatura, cioè si usano degli elementi che incidono, inscrivono come il pennino. Le scritture asemantiche sono, invece, di pennellata cioè usano il pennello e tendono ad accarezzare la pagina, non la violentano mai, non incidono, ma descrivono in maniera tale che si possa giocare su due elementi: il piacere corporeo del ductus della mano e il piacere di venire a contatto con zone illeggibili del nostro io.
Sussiste un elemento traumatico nelle scritture illeggibili, il potere della scrittura è un potere e non rispettare i margini del foglio significa non rispettare i dettami di non naufragio del pensare e dell’affrontare le parti dolenti dell’esistenza.

Ultima annotazione sul libro “Enciclopedia asemica” è la non tentazione della pittura. Ci sono segni che a volte diventano disegni, si entra in zone d’ombra, in una parte oscura della selva dei segni, ma non si usa il colore e non si usa la tentazione della pittura. Garrera afferma questo perché la scrittura asemantica se entra nella pittura perde il suo dato tragico, nella pittura hai l’elemento pittorico e entri in una zona di recinto rassicurante, la puoi definire, invece se la scrittura rimane illeggibile è fuori legge, è disubbidienza.