Elevetion – Stephen King

 

A Scott Carey è stato riservato un modo straordinario per morire, quello di elevarsi perdendo gradualmente e inesorabilmente peso, pur mantenendo inalterate le sue originali fattezze di uomo alto, robusto e con un ventre incipiente.
L’elevazione sfida la forza di gravità che uccide sotterrandoci, la sfida fino ad annullarla, proiettando il malcapitato Scott, nell’intenso finale di questo breve romanzo, direttamente in Cielo.
Non c’è l’umiliazione del corpo oltraggiato dai vermi nella terra, non c’è Inferno e non c’è Purgatorio. Con questa morte c’è subito e solo un ricongiungersi all’universo stellato che incombe più misteriosamente che minacciosamente sopra di noi.
Scott sa di avere ancora pochi mesi di vita, ma la crescente leggerezza corporea a tratti sembra renderlo euforico e leggero anche nell’animo, ed è proprio questa leggerezza che cercherà di dispensare come antidoto ai preconcetti che gravano su molti suoi concittadini della piccola comunità di Castle Rock.
In quei pochi mesi riuscirà a diventare amico di una coppia di giovani lesbiche, vincendo la pervicace diffidenza nei suoi confronti di una delle due, a riprova che i pregiudizi non risparmiano nessuno, che possiamo incorrervi attivamente e passivamente, in un noioso e irragionevole gioco in cui interpretiamo, nella medesima storia, alternandoli, sia il ruolo della vittima che del carnefice, sia il ruolo del censurato che del rigido censore.

“Elevation” è un racconto breve metafisico, un omaggio a Richard Matheson e al suo “Tre millimetri al giorno”.

L’idea è geniale, poetica, ma scorrendo le pagine mi sono sorpresa più volte ad augurarmi che da quella successiva saltasse fuori un bel mostro alla King, tipo “It”, o tipo “Outsider”, insomma, una di quelle sue spaventevoli e sanguinarie creature dispensatrici di morte, ma rispetto alle quali, se sei il protagonista principale del romanzo, hai buone possibilità di cavartela.
A Scott Carey questa possibilità è negata. E’ negata qualunque prospettiva di speranza di vita, lo capisci subito, perché “Elevation” è un romanzo sulla morte. Su una morte bella, ma pur sempre morte.
In questa storia non ci sono clowns assassini (“It”), psicopatici incontinenti (“Misery non deve morire”), entità diaboliche venute da chissà dove per romperci le scatole (“Outsider”). In “Elevation” Stephen King scomoda la morte direttamente, e con una meravigliosa opera di maquillage letterario, la rende bella, aggraziata, incantatrice .

Ed è proprio perché non c’è nulla di più sinistro di un pensiero che accosti la morte al concetto di positività, e che la innalzi a esperienza estrema di immensa e rara bellezza, che considero “Elevation” il romanzo non più terrificante, ma inquietante, che abbia mai letto del mio adorato Stephen King.

Titolo – Elevetion
Autore – Stephen King
Editore – Sperling è Kupfer

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